Mese che precede il perielio della 10P/Tempel, previsto per il due agosto. A fine luglio dunque il valore luminoso raggiunto sarà probabilmente già il massimo previsto. Ma quale?
10P/Tempel
Dei problemi di crescita della 10P/Tempel abbiamo già scritto. La sua curva di luce reale non è risultata per lungo tempo allineata alle previsioni, con la cometa molto più debole del previsto. Solo ultimamente sembra che l’attività sia improvvisamente aumentata, anche se l’aspetto diffuso non aiuta gli osservatori, ed a luglio, mese che l’avvicina al perielio del due di agosto, potrebbe finalmente mostrarsi convincente ed alla portata di strumenti di piccolo diametro, specie a fine periodo quando sarà ormai vicinissima al picco luminoso che gli esperti indicano in una buona ottava magnitudine. Dall’Aquario attraverserà il Capricorno mostrandosi discretamente alta sull’orizzonte nell’ultima parte della notte astronomica. Il primo luglio la troveremo ad una cinquantina di primi d’arco dalla nebulosa planetaria “Saturno” mentre a fine mese passerà nelle vicinanze del Globulare M30. Purtroppo in entrambe le occasioni la Luna disturberà non poco.
Per finire una testimonianza personale. Nella nottata del 16 giugno, dopo averci già provato qualche giorno prima senza successo, probabilmente anche a causa del cielo non perfetto, eccola comparire, sia pure a fatica all’oculare del mio riflettore da 30 cm di diametro. Il nucleo si mostrava un po’ più brillante ed era circondato da una nebulosità molto tenue. In generale ho faticato parecchio ad estrarla dal fondo cielo anche per la modestissima luminosità che ho stimato vicina alla dodicesima magnitudine.



Terminiamo con un paio di notizie:
nei primi giorni di giugno si è verificato il potentissimo outburst della 220P/McNaught, passata dalla magnitudine 18 alla 9 pochi giorni prima del suo passaggio al perielio. Dell’evento vi abbiamo puntualmente informati con una news. Un “botto” davvero notevole che ha attirato sulla cometa l’attenzione di esperti ed appassionati. Successivamente, come è naturale, la luminosità è calata gradualmente per l’espansione del materiale fuoriuscito, portandosi a fine mese attorno alla dodicesima grandezza.
Sempre nei primi giorni di giugno è scomparso Alan Hale, scopritore nel luglio del 1995 insieme a Thomas Bopp (morto nel 2012) della famosissima cometa C/1995 O1 Hale-Bopp. I due, indipendentemente, osservando nelle vicinanze del globulare del Sagittario M70 notarono un batuffolo che non avrebbe dovuto esserci. Quel misterioso oggetto, che si appurò in seguito trovarsi ad una distanza di ben 7,2 U.A. venne identificato come una cometa che brillava di 10,5 magnitudini, una luminosità altissima ed inusuale a quella profondità. Come andò in seguito è storia, con la Hale-Bopp che rimase visibile ad occhio nudo per lunghissimo tempo. Venne definita la cometa del secolo e fu un fenomeno di massa perché facilmente accessibile anche al pubblico profano. Indimenticabili le sue portentose ed evidenti code di gas e polveri. Sono passati 31 anni ma sembra un secolo. A quel tempo le comete venivano ancora scoperte in visuale da astrofili che, come premio per il loro impegno, potevano dare il loro nome all’ “astro chiomato” ricavandosi un piccolo posto nella storia dell’astronomia. Un pizzico di romanticismo che oggi i sistemi automatizzati hanno praticamente cancellato.













