Un’astronave LEGO può davvero…volare?

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“Non basta sperare. Serve un’ipotesi, un test, e il coraggio di fallire mille volte prima del successo.” – Project Hail Mary (2026)

Immagine del set LEGO in preparazione per il lancio

Un’astronave di LEGO ha davvero volato nella stratosfera, trasformando un semplice oggetto da gioco che noi tutti conosciamo in un protagonista assoluto di una missione spaziale tanto insolita quanto affascinate. Il modellino di astronave protagonista dell’impresa, ispirato al film Project Hail Mary, ha raggiunto una quota pari a 34.988 metri sopra il Regno Unito, per poi tornare a terra assolutamente intatto, guadagnandosi quindi il Guinnes World Record per il lancio ed il recupero più alto di un set LEGO mai avvenuto nella storia.

Ciò che rende questa impresa assolutamente pazzesca è proprio il contrasto visivo che ci viene offerto: da una parte un giocattolo iconico che tutti noi abbiamo montato almeno una volta sul tappeto del salotto di casa (e non nascondiamocelo…non sempre il risultato finale era soddisfacente), dall’altra abbiamo una missione spaziale in piena regola. Il risultato è chiaramente un contenuto che ci lascia a bocca aperta, così assurdo ed allo stesso tempo interessante: vedere quei mattoncini “galleggiare” nel vuoto fa un certo effetto, soprattutto per chi cerca di capirne le sfide ingegneristiche con un occhio più attento e tecnico.

Ma come hanno fatto ad arrivare lassù senza un razzo? Il segreto è un pallone stratosferico. È sicuramente una soluzione elegante, una tecnologia ben diversa da quella utilizzata dai razzi spaziali: il pallone, riempito con un gas più leggero dell’aria, sale lentamente nell’atmosfera e, a mano a mano che la pressione esterna diminuisce mentre si sale di quota, questo pallone si espande sempre di più, sfiorando il confine della nostra atmosfera. La cosa sicuramente affascinante è che questo meccanismo di trasporto è spesso utilizzato per esperimenti scientifici, progetti dimostrativi, monitoraggio ad alta quota e riprese varie, perché consente di portare carichi leggeri e strumenti scientifici appositi in zone atmosferiche quasi al limite tra il cielo e lo spazio. È una cosa spettacolare, no?

In questo caso, il carico era tutt’altro che ordinario: un set LEGO ispirato ad un film di fantascienza. Ed è proprio qui che la missione raggiunge il fulcro della sua forza comunicativa: l’astronave, pensata esclusivamente per essere assemblata e appoggiata su un davanzale di casa, si è ritrovata in un ambiente assolutamente estremo. Il nostro passatempo preferito, per qualche istante, è diventato una mini – missione spaziale.

Immagine del lancio del set: l’inizio del viaggio

Detta a parole, la cosa può sembrare semplice, ma è tutt’altro che banale; il team che ha realizzato il progetto ha lavorato notte e giorno affinché questo si potesse attuare, dalla costruzione della piattaforma, alle innumerevoli variabili da considerare perché la nostra navicella potesse tornare indietro intatta, esattamente come è successo. Il tutto è stato realizzato nella contea di Gwynedd, in Galles, il 20 marzo 2026. In collaborazione con la Sent Into Space, che si è presa cura della campagna promozionale della missione, la nostra navicella di mattoncini è partita da una piattaforma a terra, ben fissata ad un pallone stratosferico e ad un paracadute. Dotata di una telecamera e di un GPS, ha lasciato il suolo britannico e si è innalzata fino a raggiungere la stratosfera, regalandoci un’immagine mozzafiato della linea sottile che delimita la curvatura terrestre ed il buio dello spazio profondo. Una volta raggiunta la quota ideale, il pallone si espande fino a scoppiare in condizioni di bassa pressione, permettendo così l’apertura del paracadute, indice dell’inizio della lenta discesa nella nostra mini-astronave. Il team a terra, seguendo la localizzazione della navicella fornita dal GPS integrato in essa, ha localizzato la posizione del set LEGO, in un campo non lontano, trovandolo assolutamente intatto, un momento sicuramente trionfale per tutti coloro che hanno duramente lavorato alla realizzazione del progetto.

Immagine del set in volo

Questa mini-missione si inserisce all’interno della campagna promozionale di Project Hail Mary, film ispirato dal romanzo di Andy Weir ed interpretato dall’attore Ryan Goslin. Un perfetto mix di scene fantastiche, comiche, ironiche, con un pizzico di sensibilità e fantasia scientifica, affiancate a questa idea di lancio semplice, ma efficace: trasformare un oggetto riconoscibile ed amato da tutta la popolazione in un vero e proprio simbolo di avventura, immaginazione, e soprattutto scienza.

Dal punto di vista del pubblico, la missione assume un fascino al limite del paradossale, un giocattolo che vola (quasi) nello spazio, chi penserebbe mai una cosa simile? Una navicella di mattoncini che supera le nuvole e scompare sulle nostre teste, per poi atterrare elegantemente sul suolo senza alcun danno.  

Passiamo adesso ad un dettaglio tecnico che merita di essere considerato: 34988 metri di quota non è definibile “spazio” in senso stretto, ma bensì stratosfera. Questo significa che il magico volo della nostra mini – astronave è rimasto all’interno dell’atmosfera terrestre, anche se ad un’altezza ben superiore a quella raggiunta dagli aerei di linea. Questa è una distinzione importante: non è stato un viaggio cosmico, ma una affascinante impresa di alta quota!

Alla fine, l’immagine di quell’astronave LEGO fluttuante nel buio dello spazio che ci circonda ci ricorda una cosa fondamentale: a volte si, l’ingegneria e le scienze più rigorose sanno prendersi molto meno spazio di quanto possiamo pensare, regalandoci immagini che fanno sognare sia i bambini che gli scienziati. Che il segreto fosse questo? Far sembrare così straordinario qualcosa di apparentemente giocoso ed infantile? Questo non possiamo saperlo, ma ciò che sicuramente ci ricorderemo è la voglia di sognare che ci trasmette questa bellissima iniziativa.