ShaRA#8.2 – Galassie Interagenti NGC3169 e NGC3166

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Benvenuti a un nuovo entusiasmante capitolo del progetto ShaRA!

Dopo avervi stuzzicato con l’affascinante Nebulosa Testa di Delfino, siamo finalmente pronti a condividere i risultati del nostro ultimo sforzo collettivo: ShaRA#8.2 – Danza Cosmica! Questa volta, il nostro team di astrofotografia ha puntato i suoi obiettivi su un gruppo di galassie interagenti che ha catturato l’immaginazione di tutti noi: NGC3169 e NGC3166, nella costellazione del Sestante.

Questo progetto ha richiesto impegno, precisione e una buona dose di pazienza, con riprese condotte nel cielo cileno e qualche imprevisto tecnico che ha reso il viaggio ancora più avvincente. Ma come sempre, le sfide sono state superate grazie alla passione e alla collaborazione del nostro team!

Le immagini finali, frutto di un lavoro collettivo e democratico, sono spettacolari e mettono in evidenza la straordinaria bellezza e complessità di questi oggetti cosmici. Siamo entusiasti di presentarvi il risultato di questa avventura cosmica e speriamo che vi lasci senza fiato tanto quanto ha fatto con noi!

**Restate con noi per scoprire di più e, perché no, unirvi alla nostra prossima sfida!** 🚀✨

di ShaRA Team

Introduzione

Lo abbiamo anticipato col precedente articolo, parlando della bellissima nebulosa testa di Delfino (l’antipasto dell’ottavo progetto del TEAM ShaRA), ora possiamo finalmente condividere il risultato dell’ultimo sforzo del nostro gruppo. Cosa abbiamo fotografato questa volta? Per chi non ci seguisse dalla prima uscita su COELUM, ricordo brevemente che la scelta dei target ripresi nei nostri progetti di astrofotografia remota condivisa viene effettuata con votazione democratica da parte di ogni singolo membro, partendo da una lista di oggetti proposti liberamente dai membri stessi. Quando partimmo con ShaRA#8, la maggioranza dei membri si polarizzò sul meraviglioso gruppo di galassie interagenti NGC3169 e NGC3166.

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Dopo la classica fase di selezione del target e la raccolta del budget per le riprese, schedulammo immediatamente le sessioni col T1 (RC1000) di Rio Hurtado in Cile, ma ci imbattemmo in alcune sessioni andate a vuoto, causa velature. Purtroppo, il grosso telescopio cileno, al momento della prenotazione dei recuperi, non era libero e fummo costretti a rimandare tutto di ben un mese, in attesa del nuovo ciclo lunare favorevole per il target prescelto (riprendiamo sempre in condizioni di sconto 40%, ossia con luna attorno al primo o ultimo quarto).

Nel mentre ci regalammo così la fugace occhiata alla nebulosa testa di delfino, poi divenuta ShaRA#8.1, una delle più belle astrofotografie che il gruppo abbia mai fatto (vedi COELUM ASTRONOMIA N°268).

ShaRA#8.2: il target

Il target di questa seconda parte dell’ottavo progetto ShaRA, votato quasi all’unanimità dai vari partecipanti tra una selva incredibile di meravigliosi soggetti dell’emisfero australe, è stato dunque il gruppo di galassie interagenti NGC3169 & NGC3166, nella costellazione del Sestante.

Le galassie NGC3169 & NGC3166 Immagine finale di gruppo, ottenuta sovrapponendo in modo pesato i contributi di 15 partecipanti del team
Le galassie NGC3169 & NGC3166 Immagine finale di gruppo, ottenuta sovrapponendo in modo pesato i contributi di 15 partecipanti del team

La prima, è una galassia a spirale distante circa 75 milioni di anni luce, di tipo SA(s)a pec, ossia galassia a spirale pura, non barrata, con bracci strettamente avvolti e caratteristiche peculiari: presenta infatti un braccio di spirale asimmetrico e un alone esteso deformato, tutto attorno al corpo principale. È un membro di un piccolo gruppetto di galassie che a sua volta fa parte dei gruppi del Leone II, una serie di galassie e ammassi di galassie che fuoriescono dal bordo destro del superammasso della Vergine.

Si tratta di una galassia LINER 2 che presenta un’estesa emissione di raggi X nella regione del nucleo, dovuta molto probabilmente alla presenza di un nucleo galattico attivo (AGN) e quindi di un buco nero super massiccio al centro. La popolazione stellare nel nucleo risulta molto giovane (1 miliardo di anni) ed è disposta lungo un anello con un raggio angolare di circa 6″, situazione simile incontrata in un nostro precedente progetto (NGC1097, l’occhio di Horus). Ciò suggerisce che un’esplosione di formazione stellare abbia avuto luogo nel nucleo circa un miliardo di anni fa e che la forte attività del AGN ne sia stata la concausa.

La seconda, NGC 3166, è una galassia lenticolare con una separazione stimata da NGC 3169 di circa 160 kly (50 kpc) e sta interagendo gravitazionalmente con essa. La distorsione gravitazionale risultante ne ha deformato il disco. Sempre nei “paraggi cosmici” è presente anche NGC 3165, più piccola e classificata come SA(s)dm. Le tre galassie sono incorporate all’interno di un anello esteso di idrogeno neutro centrato su NGC 3169. Enormi ponti di materia e stelle si dipanano infine da una galassia all’altra, con la presenza di agglomerati stellari che hanno la parvenza di galassie nane facenti parti del gruppo (resto di qualche galassia smembrata da NGC3169?).

FinalInversa.jpg: immagine di gruppo elaborata per evidenziare i tidal-stream stellari dovuto all’interazione gravitazionale tra le varie galassie del gruppo
FinalInversaFocus.jpg: dettaglio di un braccio distorto di NGC3169, apparentemente bersagliato nel bel mezzo da una galassia nana del gruppo

Le foto

Abbiamo operato col T1 (RC1000 f/6.8) lavorando in classica composizione LRGB montando 44 frame da 600s in Luminanza e 19 frame da 600s per ogni canale colore RGB (tutto in bin1), per un totale di circa 17 ore di posa. Due sessioni L e B sono state scartate (e quindi recuperate) perché per qualche strano motivo il rotatore di campo del T1, in due nottate consecutive, decise di posizionare il campo in modo differente rispetto alle prime sessioni.

Su questo tema c’è da fare un appunto e spiegare meglio la cosa ai lettori: la camera del T1 viene fatta ruotare in modo randomico da un algoritmo automatico di ricerca della stella guida. A quasi 7 metri di focale, la ricerca di una stella guida non è infatti così agevole come si possa immaginare, soprattutto in campi con scarsa densità stellare. L’algoritmo lavora facendo delle piccole rotazioni al FoV e delle acquisizioni rapide del segnale, nella speranza di far cadere almeno una stella di discreta luminosità sul sensore di guida. Una volta individuata la stella guida, per tutte le sessioni successive alla prima, viene riproposta la stessa rotazione della camera (e quindi del FoV). Non potendo quindi decidere a priori l’angolo di ripresa del soggetto, è affidata alla sorte la possibilità di inquadrare soggetti che invadano tutto il campo del sensore e si corre sempre il rischio di tagliare qualche zona interessante. Dopo la prima sessione su NGC3169/3166 scoprimmo con enorme sollievo che il FoV era perfettamente ruotato per avere tutte le componenti delle galassie e i tidal stream stellari nell’inquadratura; fu una sorpresa trovare, ad acquisizioni concluse, anche un paio di sessioni non allineate alle altre, ma questa è la vita e gli imprevisti rendono le cose sempre un po’ più divertenti.

Come al solito, abbiamo ottenuto una carrellata di contributi diversi, a seconda delle skill e dei gusti dei singoli partecipanti. Rispetto ai precedenti progetti, le immagini finali sono risultate abbastanza disomogenee tra loro, segno di una notevole difficoltà per tutti nel processare il materiale grezzo raccolto col T1. Avremmo dovuto integrare il segnale per molte più ore, ma il telescopio non è gratuito per cui è stato indispensabile fare di necessità virtù. Altre difficoltà si sono aggiunte dovute a dei brutti gradienti sui canali R e G che hanno reso complicata la fase di estrazione del background. Il finale, dopo le votazioni ed il superstacking, è risultato comunque un’immagine degna di nota, come pure l’immagine a contrasti invertiti che ha permesso di analizzare per bene i bracci distorti delle galassie interagenti (uno dei quali, sembra essere stato bersagliato proprio nel bel mezzo da una galassia nana del gruppo, presentando una curiosa forma a cruna di ago).

Per il momento vi salutiamo e vi aspettiamo al prossimo numero con una nuova sfida del nostro team di astrofotografia condivisa ShaRA! (…e chi volesse unirsi, è ben accetto!)

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L’articolo è pubblicato in COELUM 269 IN VERSIONE CARTACEA

Contributi dei partecipanti