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17 Febbraio 2018
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Articoli marcati con tag ‘Materia Oscura’

Spectacular Hubble view of Centaurus A
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Uno studio su Science mette in luce una discrepanza fra il moto delle galassie nane satelliti di Centaurus A e ciò che, invece, prevede per loro il modello cosmologico standard. Ma a comportarsi così sono anche le nane satelliti di Andromeda e della Via Lattea. Potremmo essere davanti a un problema piuttosto serio
Grand swirls
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Le braccia che avvolgono il nucleo di questa interessante formazione celeste infrangono la terza legge di Keplero per cui la velocità orbitale decresce con la distanza dal centro. Per spiegare questo fenomeno si ipotizzano la materia oscura o una correzione della seconda legge di Newton. Un team internazionale composto da ricercatori dell’Isc-Cnr e del Laboratoire de Physique Nucleaire et de Hautes Energies di Parigi apre la strada a ipotesi diverse, dimostrando come sia possibile simulare al computer la nascita di una galassia a spirale. Lo studio è pubblicato su The Astrophysical Journal.
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L’astronomia gravitazionale e multimessenger è già realtà e i nuovi studi in corso possono fare luce su alcuni misteri ancora irrisolti sulla natura dei buchi neri. Esistono i buchi neri primordiali? Come si sono formati? Qual è stato il ruolo delle prime stelle?
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Il problema della massa mancante non riguarda solo la materia oscura, ma anche quella metà di massa ordinaria che sapevamo doveva esserci ma ancora nessuno era riuscito a osservare. Due team indipendenti sembrano averla trovata: sottili filamenti di gas, troppo tenui per la nostra strumentazione, permeano lo spazio intergalattico, collegando galassie le une alle altre, una teoria decennale che finalmente trova una conferma diretta.
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Un team internazionale di astrofisici ipotizza che l’emissione di radiazione gamma dal centro della nostra galassia sia dovuta a una popolazione di pulsar. Smentendo, così, precedenti interpretazioni che attribuivano, invece, il segnale alla materia oscura
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Un team di ricerca guidato dall’Università di Durham ha costruito un modello simulativo delle galassie che confermerebbe la teoria della materia oscura. I risultati su Physical Review Letters
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I più estesi di sempre nell’universo conosciuto: sono gli eccezionali campi magnetici scoperti nei pressi degli ammassi di galassie CIZA J2242+53, distribuiti su diversi milioni di anni luce e rilevati grazie ai dati raccolti dal radiotelescopio Effelsberg
Comparison of rotating disc galaxies in the distant Universe and
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Le osservazioni VLT di galassie distanti suggeriscono che esse fossero dominate da materia ordinaria, al contrario di quanto si osservi nel nostro universo locale, dove la materia oscura influenza in modo più massiccio la dinamica delle nostre galassie.
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Tracciate mappe 3D ad altissima risoluzione della dark matter in tre ammassi di galassie. I risultati, pubblicati su Mnras, sono compatibili con uno scenario scenario di materia oscura fredda, spiega a Media Inaf uno degli autori dello studio, Massimo Meneghetti, dell’Inaf di Bologna
Computer simulation of colliding black holes
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Buchi neri come la coppia all’origine dell’onda gravitazionale registrata lo scorso settembre, se abbondanti a sufficienza, potrebbero coincidere con l’introvabile “dark matter”. Media INAF ha intervistato uno degli autori dello studio, Alvise Raccanelli, della Johns Hopkins University, e chiesto un commento a Michela Mapelli dell’Osservatorio astronomico di Padova
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LE INCHIESTE DI COELUM: “Cosa c’era prima del Big Bang?” Ha senso, oppure no, chiedersi cosa c’era prima della “esplosione” che ha dato il via all’espansione dell’universo? Un’inchiesta tra i cosmologi per conoscere la loro personale visione di ciò che poteva esserci prima dell’inizio del tempo…
apertura Rees
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LE INCHIESTE DI COELUM – Nel suo libro “Our Cosmic Habitat”, pubblicato nel 2001, l’astronomo Martin Rees si lasciò andare a una sorta di “scommessa” (vedi il brano all’interno) sui risultati che l’astronomia avrebbe raggiunto entro l’anno 2010, facendo delle previsioni sui metodi e sulle innovazioni che si sarebbero manifestate da lì a 10 anni di distanza. Abbiamo perciò intervistato alcuni dei maggiori esperti, cosmologi e astrofisici italiani, chiedendo un loro commento sia sulla scommessa in sé che sulla validità degli scenari.
CFHTLS_Deep_Crop_Coelum
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15 000 singole immagini deep Field ad altissima risoluzione, 38 milioni di oggetti identificati, galassie distanti 9 miliardi di anni luce… questi alcuni dei numeri della profondissima survey condotta nell’arco di sei anni dal CFHT
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L’eccesso di fondo cosmico a infrarossi potrebbe essere dovuto, almeno in parte, a popolazioni di stelle immerse negli aloni di dark matter che circondano le galassie. Fra gli autori dell’articolo, oggi su Nature, l’italiano Francesco De Bernardis.
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L’Osservatorio Gemini ha catturato una nuova straordinaria immagine della galassia ad anello polare NGC 660. Si tratta di un raro e particolare tipo di oggetto formato dall’interazione tra due galassie. Gli astronomi ritengono che possa nascondere grandi quantità di materia scura al suo interno.
L'ammasso di galassie Abell 1689
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Un team di astronomi utilizzando il Telescopio Spaziale Hubble, sono riusciti a realizzare una delle mappe più dettagliate della materia oscura nell’universo.
buchi-neri-e-materia-oscura
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Uno studio di due astronomi messicani suggerisce un modo per valutare l’ammontare di materia oscura osservando la crescita dei buchi neri.
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