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Una bella immagine di archivio della galassia M106 in cui nei giorni scorsi è esplosa la supernova SN2014bc. Immagine di Marco Burali dell'Osservatorio MTM di Pistoia (CCD FLI 1001E; OTTICA FRC 300 F7,8; Pose: filtro CLS-CCD posa 420 minuti + SBIG ST10 filtri IR-CUT +H-ALFA 120+120 minuti - RGB TOA 150 F5.8 CCD Moravian G2 4000 80+80+80 H-alfa BRC 250 F5 CCD Moravian G2 4000 300 minuti).

Non siamo ancora arrivati al giro di boa di metà anno e questo incredibile 2014 ci regala la terza supernova esplosa in una galassia del catalogo Messier. Dopo le due famose supernovae di gennaio esplose nelle galassie M82 e M99 questa volta è toccato ad un’altra “bellona” dell’emisfero boreale M106.

Immagine del 21 maggio della galassia M106 con la SN2014bc, evidenziata nel riquadro in basso a destra. Foto di Gianluca Masi, Francesca Nocentini e Patrick Schmeer - Virtual Telescope di Ceccano (cliccare per ingrandire l'immagine).

Nella notte del 19 maggio il programma professionale di ricerca astronomica denominato PS1 Science Consortium, che utilizza il telescopio Pan-Starrs1 di 1,8 metri posto sul monte Halekala nelle isole Hawaii, ha individuato una luminosa supernova di mag. +14,8 nella stupenda galassia a spirale M106, posta a “soli” 25 milioni di anni luce nella costellazione dei Cani da Caccia.

La notte del 21 maggio il team dell’Osservatorio di Asiago, con il telescopio Galileo di 1,22 metri, ha ottenuto lo spettro classificando la supernova di tipo II scoperta circa un mese e mezzo dopo l’esplosione. Lo spettro presenta anche intense righe in assorbimento del doppietto di NA I che provengono dal gas associato alle polveri interstellari. La luce della supernova è pertanto oscurata da polveri presenti sulla linea di vista che fa perdere alla sua luminosità circa una magnitudine.

Per quasi 45 giorni la supernovaalla quale, in tempo di record è stata assegnata la sigla definitiva cioè SN 2014bc – non è stata notata e questo perché si trova vicinissima al nucleo della galassia ospite, solo 1″ Est e 3″ Sud.

Vista la bellezza della galassia ospite, che la pone fra i soggetti più fotografati in questo periodo, non sono mancate, sia fra i professionisti che fra gli astrofili, varie pre-discovery, cioè immagini ottenute prima della scoperta con la supernova presente.

Fra le più autorevoli quella del programma professionale di ricerca supernovae LOSS, che ha ripreso l’oggetto il 9 il 12 ed il 14 aprile, mentre non era presente in un’immagine del 6 aprile.

Controllate pertanto se nei vostri archivi avete immagini di M106 riprese dal 6 aprile in poi, perché potreste aver immortalato questa importante supernova, che dovrebbe aver raggiunto il massimo di luminosità intorno alla mag. +13.

Per notarla però è necessario disporre di una lunga focale per staccare la supernova dal nucleo della galassia e de-saturare completamente l’immagine evitando così che il luminoso nucleo della galassia copra la luce della supernova.

Non è infatti semplice riuscire nell’impresa: bisogna disporre di un valido strumento e di un seeing molto buono. Esiste però un metodo non proprio ortodosso, ma molto efficace, per aumentare enormemente questa probabilità. L’idea è venuta ad un bravo astrofotografo pistoiese, Marco Burali, che i lettori della rivista conoscono bene per le stupende immagini pubblicate.

Consiste nell’applicare il filtro Larson-Sekanina durante l’elaborazione dell’immagine. Questo filtro viene normalmente utilizzato nelle immagini cometarie per evidenziare le strutture interne del nucleo delle comete, ma applicato in questo frangente all’immagine di M106 è riuscito a separare perfettamente la supernova dal nucleo della galassia, a scapito però della bellezza estetica dell’immagine elaborata.

Concludiamo ricordando che questa è la seconda supernova esplosa in M106. Nel 1981 infatti la galassia aveva ospitato un’altra supernova anch’essa di tipo II, la SN1981K che fu scoperta tramite le onde radio da E. Hummel al Max-Planck-Institut fur Radioastronomie. Il tedesco divise la scoperta con l’astronomo svizzero Paul Wild direttore dell’Astronomical Institute Berne University, che riuscì a confermare l’oggetto ritrovandolo su delle immagini d’archivio prese il 3 novembre 1981 dal Zimmerwald Observatory. La supernova aveva una luminosità intorno alla mag. +17 ed era posta a 17” Est e 76” Nord dal centro della galassia, in perfetto accordo con la posizione rilevata dal radiotelescopio tedesco.

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