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Il sestetto di Kepler

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LA VOCE DEL MASTER – Kepler, il telescopio spaziale lanciato nel 2009 con il compito di cercare un pianeta gemello della Terra, ha colpito ancora. Il 2 febbraio la NASA ha presentato in conferenza stampa l’ultima scoperta: c’è un sistema di sei pianeti che orbitano attorno a una stella simile al Sole, battezzata Kepler-11, a 2.000 anni luce da qui. Cinque dei sei pianeti sono poco più grandi del nostro, con orbite inferiori a 50 giorni. il sesto ha dimensioni maggiori e un’orbita più lunga, di 118 giorni. Sono tutti troppi vicini alla loro stella, con temperature di centinaia di gradi, per poter ospitare la vita. Il sistema è così impacchettato che, nel Sistema Solare, si estenderebbe tra Mercurio e Venere, i primi due pianeti. La scoperta, che si è guadagnata la copertina di Nature, è stata svolta utilizzando il potente occhio di Kepler un telescopio spaziale che osserva una particolare regione di cielo molto ricca di stelle, nella costellazione del Cigno. È proprio in questa regione che Kepler da circa un anno sta monitorando 100.000 stelle allo scopo di osservare piccole eclissi, diminuzioni di luce causate dal transito dei pianeti davanti alla loro stella. È così che ha scoperto i sei pianeti orbitanti attorno a Kepler-11, che hanno una peculiarità: sono pianeti piuttosto piccoli con una massa compresa tra le 2,3 e 13,5 volte quella del nostro pianeta, quasi rocciosi e molto vicini alla stella, il più vicino impiega pochi giorni a fare un giro completo dell’orbita.

“Il sistema planetario di Kepler-11 è affascinante perché è straordinariamente compatto e piatto, su orbite quasi complanari, e presenta un elevato numero di pianeti che orbitano molto vicino alla stella: non sapevamo che sistemi planetari di questo tipo potessero esistere”, ha commentato Jack Lissauer, primo autore della ricerca e membro del team della NASA che coordina l’analisi dei dati di Kepler all’Ames Research Center in California.

La conferenza stampa nella quale è stata annunciata la scoperta del sistema planetario attorno alla stella Kepler-11 è stata un’occasione per annunciare l’esistenza di oltre mille pianeti extrasolari in attesa di conferma. Tra i  “candidati” esopianeti, ce ne sono 54 che si trovano nella fascia di abitabilità, ovvero quella zona sufficientemente lontana dalla stella affinché l’acqua possa mantenersi allo stato liquido, e cinque di essi, potrebbero avere una dimensione paragonabile a quella della Terra.

Probabilmente non si dovrà attendere molto per l’annuncio della scoperta di un gemello della Terra, soprattutto se si considera la velocità dei progressi in campo astrofisico. Fino a quindici anni fa non si erano mai visti pianeti attorno ad altre stelle e ora siamo, forse, a un passo dalla scoperta di un nostro gemello.

Il Telescopio Spaziale Kepler  mentre osserva Keplero-11. La stella appare lampeggiare secondo uno schema, infatti la sua luce si affievolisce come se un meccanismo a sei “mani”, di diverse dimensioni e velocità, orbitasse attorno ad essa. I calcoli mostrano che i sei pianeti hanno orbite quasi complanari.
 [Animation credit: NASA/Tim Pyle]

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2 Commenti

    • La loro velocità di rivoluzione è però molto elevata (come dice l’artiicolo il tempo che impiegano a compiere un giro completo intorno alla stella va da meno di 50 a 118 giorni). Questo consente di avere una forza centrifuga sufficiente a bilanciare l’attrazione gravitazionale e a creare l’equilibrio che Kepler ha osservato. Per controbattere qualcuno che ti tira verso sé con una fune devi correre più velocemente!