Congiunzioni, opposizioni e incontri ravvicinati tra astri: guida ai principali allineamenti celesti

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Congiunzione? Sì, ma in questo articolo non parleremo di grammatica, bensì di particolari disposizioni di astri.

Partiamo dall’aspetto meno formale, meramente declinato da un punto di vista osservativo: possiamo parlare di congiunzione quando due corpi celesti (due pianeti del Sistema solare, oppure un pianeta un altro corpo non planetario come una stella o un ammasso) dal punto di vista di un osservatore (nella fattispecie, posto sulla Terra) sono sufficientemente vicini tra loro, tanto da essere entrambi visibili nel campo del nostro strumento.

Da punto di vista della geometria celeste, e quindi più formale, possiamo distinguere due tipi di congiunzione:

Ciascuna delle due condizioni è necessaria e sufficiente affinché due astri siano in congiunzione (rispettivamente, in congiunzione in AR e in longitudine eclittica). Nulla invece è detto per la declinazione o per la latitudine eclittica che li separa, che potrebbe essere anche molto diversa. Sotto il profilo strettamente formale, pertanto, due corpi celesti potrebbero essere in congiunzione, ma apparire comunque distanti da un punto di vista osservativo perché aventi differenti latitudini. Affinché la congiunzione sia anche visuale e non solo formale, pertanto, i due astri dovranno avere anche una distanza angolare in longitudine piuttosto piccola.

È chiaro che la congiunzione è un avvicinamento puramente prospettico.

Giusto qualche precisazione sul concetto di declinazione e di latitudine eclittica: hanno lo stesso significato della longitudine per i luoghi sulla Terra, ma con proiezione sulla sfera celeste. Inoltre, è importante ricordare che il sistema di coordinate in AR e declinazione si basa sull’equatore mentre quello eclittico, come si può intuire, sull’eclittica. Dal momento l’equatore celeste è inclinato rispetto alla perpendicolare all’eclittica di 23,7°, è chiaro che un oggetto in congiunzione in AR potrebbe non essere anche in congiunzione eclittica e viceversa. Può accedere ovviamente che la congiunzione si verifichi rispetto a entrambi i sistemi di riferimento, ma di solito in momenti differenti.

Il simbolo per indicare la congiunzione è ☌ (Unicode U+260C).

Chiaramente, dal momento che il moto delle stelle è particolarmente lento, a determinare una congiunzione sarà il moto del secondo corpo, che sia un pianeta del Sistema solare oppure la Luna.

Incontri ravvicinati: l’appulso

Questo fenomeno, anch’esso di tipo prospettico e strettamente osservativo, si verifica quando la distanza apparente tra due corpi celesti è al suo minimo in un dato momento, tanto che potrebbero visivamente sfiorarsi. A differenza di quanto accade nella congiunzione, la differenza in ascensione retta (o in longitudine eclittica) tra i due corpi non è necessariamente nulla. Se c’è un appulso, potrebbe aver luogo anche una congiunzione, ma non necessariamente nello stesso momento: potrebbe accadere prima o dopo.

Esempio

18 gennaio 2026 congiunzione tra Mercurio e Marte

Congiunzione alle 2:39 UT, con separazione di 0°58’, Mercurio AR 12h52m, Marte AR 12h52m: la differenza di ascensione retta tra i due corpi è nulla, ma la distanza angolare non è al minimo.

Appulso alle 6:31 UT, con separazione di 0°57’, Mercurio AR 19h53m, Marte AR 12h52

Corpi occultati, ma non è un reato

Si ha un’occultazione quando un corpo celeste A si posiziona davanti a un astro B, fisicamente più distante) nascondendone la vista a un osservatore O. L’esempio più lampante è un’eclissi di Sole, la Luna che si sovrappone al Sole; un altro esempio classico è la Luna che occulta le Pleiadi.

FIGURA 1 – Occultazione delle Pleiadi da parte della Luna avvenuta il 12 settembre 2025 a partire dalle 22:00 circa, UT.

Qualora il corpo A dovesse avere dimensioni apparenti sufficientemente piccole da non coprire B durante il suo passaggio, si parla di transito. Da ricordare il transito di Mercurio sul Sole del 2016.

Figura 2 – Transito di Mercurio sul Sole del 9/5/2016 (Fotografia di Luigi Civita)

Congiunzioni planetarie

Esaminiamo il caso in cui i corpi coinvolti nel fenomeno di congiunzione sono due pianeti del Sistema solare

Per i pianeti interni, quindi Mercurio e Venere, dovremo distinguere tra congiunzione superiore e congiunzione inferiore. La congiunzione è inferiore quando l’allineamento avviene in un momento in cui l’orbita del pianeta è dal lato della Terra.

FIGURA 3 – Congiunzione inferiore

Se il pianeta si trova dalla parte opposta del Sole rispetto alla Terra parliamo di congiunzione superiore.

FIGURA 4 – Congiunzione superiore

Per i pianeti esterni, invece, abbiamo ovviamente un solo tipo di congiunzione possibile.

FIGURA 5 – Congiunzione che riguarda un pianeta esterno

Mondi opposti

Resta da analizzare il caso dell’opposizione, che riguarda solo i pianeti esterni. È chiaro dal diagramma che se un pianeta è in opposizione, resterà visibile per tutta la notta terrestre. Si tratta del periodo migliore per l’osservazione del pianeta, proprio perché la finestra di visibilità giornaliera è al massimo della sua durata. Questa particolarità non può verificarsi, evidentemente, per i pianeti interni, che saranno visibili sempre in un tempo più o meno ampio ma sempre in prossimità dell’alba e del tramonto.

FIGURA 6 – Pianeta esterno in opposizione

Quando la congiunzione diventa “grande”

Un particolare tipo di congiunzione è quella che riguarda Giove e Saturno: in questo caso, trattandosi dei giganti del Sistema solare, si parla di Grande congiunzione. Giove e Saturno si trovano alla loro minima distanza angolare. La congiunzione può avvenire rispetto al Sole (eliocentrica), oppure rispetto alla Terra (geocentrica). Siccome l’argomento è particolarmente interessante, seguirà uno specifico aggiornamento.