Scontri violenti all’origine del Sistema Solare. Nuova importante tappa per Psyche, la sonda che ci dirà di più sull’origine dei pianeti

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Vi ricordate? Poco tempo fa abbiamo parlato della sonda Hayabusa2 dell’agenzia spaziale giapponese JAXA che, dopo aver riportato sulla Terra i campioni dell’asteroide Ryugu, è in viaggio verso altri due piccoli corpi del Sistema Solare.

Ebbene, è in ottima compagnia, infatti non è l’unica missione attiva in questo momento alla scoperta delle origini del nostro sistema planetario.

La sonda Psyche della NASA, proprio questo 15 maggio, sarà protagonista di un evento cruciale: una manovra di fionda gravitazionale attorno a Marte che la porterà ad avvicinarsi a soli 4.500 km dalla superficie del pianeta, proiettandola poi in direzione dell’omonimo asteroide 16 Psyche, uno degli oggetti più grandi nella fascia principale.

A differenza di Hayabusa2, che ha raccolto materiale quasi incontaminato dalla formazione del nostro sistema planetario, Psyche indagherà su un suo passato violento e tumultuoso, cercando una risposta a una domanda ancora aperta: come si sono formati i pianeti del nostro Sistema Solare?

Rappresentazione artistica della formazione dello scontro tra la proto Terra e Theia. Image credit: NASA/JPL-CalTech/T. Pyle

Oggi, considerandolo nel suo insieme, lo immaginiamo come qualcosa di ordinato e tutto sommato stabile e regolare, come gli ingranaggi di un orologio. Ma agli albori della formazione dei pianeti pensiamo che la situazione fosse completamente diversa.  Dai residui della nube primordiale da cui è nato il Sole, nel cosiddetto disco proto-planetario, si sarebbero formati decine se non centinaia di planetesimi, piccoli embrioni planetari delle dimensioni di Marte o della Luna. Con un sistema ancora in formazione e fortemente instabile, molti di questi corpi finirono per essere espulsi oppure per scontrarsi tra loro. Alcuni di questi si distrussero a vicenda, arrestandone bruscamente la formazione, altri si fusero insieme dando vita a un corpo più grande. L’origine della Luna e altre proprietà del nostro pianeta vengono spiegate proprio con la collisione della proto-Terra con un uno di questi corpi delle dimensioni di Marte, chiamato Theia.

16Phyche è un asteroide di tipo M composto prevalentemente da metalli (ferro e nichel) che lascia sospettare, in maniera quasi inequivocabile, che si tratti del nucleo di un pianeta di tipo terrestre mancato, la cui formazione per qualche motivo è stata interrotta.

La sonda, che vi arriverà in orbita nel 2029, cercherà di sciogliere ogni dubbio andando a verificare se Psyche sia davvero un proto-nucleo o se sia invece composto da metallo non fuso; inoltre caratterizzerà l’età e la morfologia della superficie dell’asteroide confrontandolo con quanto sappiamo del nucleo della Terra.

Rappresentazione visiva della timeline prevista per la missione Psyche. Image credit: NASA/JPL-CalTech

L’incontro con il pianeta rosso sarà un grande banco di prova che permetterà di testare e calibrare gli strumenti a bordo della sonda, nonché di studiare l’ambiente marziano con una prospettiva diversa.

Gli scienziati, già dal 7 maggio, hanno iniziato ad utilizzare l’imager multispettrale per catturare migliaia di immagini di Marte a varie lunghezze d’onda. Oltre a regalarci foto mozzafiato, grazie all’inclinazione con cui la sonda si approccia al pianeta, queste immagini potrebbero mostrarci le prove della presenza di un rarefatto anello di polveri presente attorno a Marte, prodotto da micrometeoriti che, colpendo le superfici delle due lune del pianeta Fobos e Deimos, espellono particelle di polvere nello spazio circostante. Il magnetometro della navicella rileverà il debole campo magnetico del pianeta studiando come esso devia le particelle cariche provenienti dal Sole, e lo spettrometro di raggi gamma e neutroni monitorerà come cambia il flusso dei raggi cosmici, provenienti dallo spazio interstellare, durante il sorvolo.

In attesa che la sonda Psyche ci sveli qualcosa di più sul passato turbolento del nostro Sistema Solare e faccia luce sulle origini stesse del nostro pianeta, potremo godere delle incredibili immagini che arriveranno nei prossimi giorni durante questo importante incontro ravvicinato con Marte.

Credit immagine di copertina: NASA/JPL-Caltech/ASU