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Ghiacciai interstellari, da dove nasce realmente l’acqua dei pianeti?

Nella nostra galassia esistono immensi “archivi cosmici” di materia. Non sono pianeti, né stelle, ma gigantesche nubi di gas e polvere che si estendono per centinaia di anni luce.
Ed è proprio lì che si forma qualcosa di fondamentale per la vita, il ghiaccio interstellare.
Grazie alla missione SPHEREx,(Spectro-Photometer for the History of the Universe, Epoch of Reionization and Ices Explorer), telescopio spaziale della NASA progettato per mappare l’intero cielo nell’infrarosso e studiare la composizione chimica dell’Universo, lanciato nel 2025, gli astronomi hanno realizzato la prima mappatura su larga scala di questi ghiacci nella Via Lattea.

E quello che è emerso è a dir poco sorprendente!

Non semplici ghiacci, ma semi di vita.

Non si tratta solo di acqua ghiacciata. All’interno di queste nubi molecolari sono state identificate molecole fondamentali, acqua (H₂O), anidride carbonica (CO₂), monossido di carbonio (CO).
Queste sostanze rappresentano i mattoni chimici di base per la vita.
Gli scienziati oggi ritengono che gran parte dell’acqua presente nell’Universo si formi proprio lì, oltre al fatto che gli oceani della Terra potrebbero avere origine da queste regioni e comete e pianeti ghiacciati siano “messaggeri” di questo materiale primordiale.
In parole povere, prima ancora che esistano i pianeti, esiste già l’acqua che li renderà abitabili.
Queste nubi non sono statiche. Sono ambienti dinamici dove la gravità fa collassare il materiale, dando origine a nuove stelle e sistemi planetari.

SPHEREx Credit: NASA/JPL-Caltech

Perché SPHEREx è rivoluzionario

Missioni come il James Webb Space Telescope o il telescopio Spitzer Space Telescope avevano già individuato ghiacci nello spazio.
Ma SPHEREx ha fatto qualcosa di completamente diverso, ovvero ha osservato l’intero cielo, lavorato in 102 lunghezze d’onda infrarosse e ha ricostruito la distribuzione su scala galattica

Ma dove si trovano questi “oceani nascosti”?

Le osservazioni si sono concentrate in regioni spettacolari della galassia, come il complesso di Cygnus X e la Nebulosa Nord America
Qui, fitte nubi di polvere formano strutture filamentose che bloccano la luce visibile.
Questa scoperta rafforza una visione sempre più chiara, la chimica della vita non nasce sui pianeti ma inizia nello spazio interstellare.

Nebulosa Nord America Credit: NASA/JPL-Caltech / ESA

I pianeti, in un certo senso, ereditano questa chimica.
I risultati di questa ricerca sono stati pubblicati il 14 aprile 2026 su The Astrophysical Journal, in uno studio guidato da Joseph Hora del Center for Astrophysics Harvard & Smithsonian.