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Einstein on the beach

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Dovrebbero essere i numeri a farla da padroni, in questa pagina. Ma è estate per tutti e allora possiamo conceder loro ancora qualche giorno di vacanza; se non altro per cedere il passo alle parole e provare a mostrare come anch’esse, in fondo, facciano parte della medesima famiglia.
È incredibile vedere quanto sia facile perdere di vista alcune connessioni piuttosto semplici nel momento stesso in cui la matematica viene applicata alle parole; al punto che alcuni dei giochi di parole più antichi si ritrovano ancora nelle odierne riviste di enigmistica. Come i “metagrammi”, ad esempio; pochi sanno che l’inventore fu il matematico e scrittore Lewis Carroll (quello di Alice nel paese delle meraviglie), che li battezzò “Doublets”: sono quei giochi in cui sono note due parole dello stesso numero di lettere una delle quali costituisce la “partenza” e l’altra l’“arrivo” di una sequenza che si deve svolgere cambiando una sola lettera alla volta e passando sempre attraverso parole di senso compiuto. Ad esempio, un metagramma originale di Carroll chiedeva di “far entrare il maiale (Pig) nel porcile (Sty)”: PIG-WIG-WAG-WAY-SAY-STY. Cinque passi, piuttosto semplice, quantomeno per un madrelingua inglese come Carroll.
Se li preferite in italiano, potreste provare a passare dalla Luna al Sole, ancora in 5 passi (valgono solo aggettivi e sostantivi, niente nomi propri e verbi):
Luna – Lana – Sana – Sane – Sale – Sole
E la matematica cosa c’entra? Beh, c’entra; e c’entra più di quanto sia lecito aspettarsi ad un primo sguardo. I metagrammi di Carroll ricordano molto i Codici binari di Gray, con i quali condividono la caratteristica di variare un solo carattere (un bit in questo caso) ad ogni passaggio. Nel codice Gray non vige però l’obbligo supplementare di sostituire il carattere con un altro qualsiasi, ma solo con quello che lo precede o con quello che lo segue: in compenso, non si richiede che la “parola modificata” resti di senso compiuto. È interessante notare che, mentre i metagrammi rappresentavano solo un simpatico passatempo per la gente dell’Età Vittoriana, se non funzionassero i Codici di Gray oggi non avremmo nessuna forma di telefonia mobile.

Uno dei giochi con le parole più stupefacenti che conosciamo è di un tale effetto mistico da far impallidire la fama del Codice da Vinci e da provocare subitanee conversioni di anime pie. Consideriamo i primissimi versetti della Genesi dalla Bibbia di Re Giacomo:

1: In the beginning God created the heaven and the earth.
2: And the earth was without form, and void; and darkness was upon the face of the deep. And the Spirit of God moved upon the face of the waters.
3: And God said, Let there be light: and there was light.

…e preparatevi ad un’esperienza sconvolgente.
Cominciate con lo scegliere una parola qualsiasi dal primo versetto, e contatene le lettere.
Partendo dalla parola successiva a quella selezionata, contate tante parole quante sono le lettere nella parola originale.
Continuate in questo modo, contando le lettere della parola su cui siete terminati e ripetete il tutto sin quando arrivate al terzo versetto: fermatevi alla prima parola che raggiungete al terzo versetto.
E riprovate pure con un’altra parola. Non c’è niente da fare, finite sempre “lì”, alla parola GOD!
A voi disquisire sul fatto che si sia in presenza della prova sull’origine divina delle sacre scritture, di una suggestiva coincidenza o del risultato di una qualche legge matematica. Tanto per dire, potreste chiedervi se la cosa funziona per qualsiasi tipo di testo, e se è legata ad una lingua particolare (funziona, ad esempio, sugli stessi versetti tradotti in italiano?). Poi fateci sapere, anche se sarete già diventati monaci frappisti.
Già, ma lo spazio si assottiglia e abbiamo quasi dimenticato lo scopo principale di questa rubrica, che è quello di proporre “il quesito del mese”.
Lo scorso numero ci siamo addentrati nel mondo delle sfide intellettuali che a colpi di anagramma si lanciavano da un capo all’altro dell’Europa gli eruditi e scanzonati scienziati del Seicento, e vi abbiamo proposto la frase: Più peso unendo tre stelle.
La prima corretta soluzione tra le moltissime arrivate in redazione è stata quella di Carlo Colonnello, che ha anagrammato il tutto arrivando ad annunciare al mondo che: Plutone possiede tre lune. E che si è quindi aggiudicato l’abbonamento semestrale alla rivista.
Altra soluzione notevole è stata quella di Fabiano Limonio, che ha trovato: E Sednes più oltre Plutone. Davvero sorprendente, non è vero? In pratica, Fabiano ha estratto dalla frase di partenza una diversa verità astronomica (quella dell’esistenza del planetoide Sedna al di là di Plutone)… Peccato solo per la piccola imperfezione nel nome: Sednes-Sedna!

Insomma, visto l’enorme successo della cosa, e considerata la temperatura ambientale che inibisce i centri nervosi che stimolano la continua ricerca dell’originalità, abbiamo pensato di ripetere la sfida anagrammi anche in questo numero. Con questa frase vagamente jattatoria:
Come poi spiri, cade la notte.
Quale scoperta o verità astronomica si cela tra queste parole?
Troppo facile, vero? È solo che in vacanza ci sentiamo più buoni… Troppo forse… e allora diciamo che se vorrete aggiudicarvi il consueto abbonamento semestrale a Coelum dovrete inviarci questa prima soluzione, ed in più la sequenza del metagramma che permette di passare da MARTE a URANO (noi l’abbiamo risolto in 12 passaggi, ricordando che non valgono verbi e nomi propri). Buon lavoro e buone vacanze!

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