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Luna di Gennaio

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Giunto ormai quasi al termine della fase calante, il nostro satellite sorgerà per la prima volta nel nuovo anno alle ore 06:38 del 1 Gennaio in fase di 28 giorni mentre alle ore 19:33 del giorno successivo, il 2 Gennaio, sarà in fase di Luna Nuova venendosi a trovare fra il nostro pianeta ed il Sole col proprio emisfero in ombra rivolto verso la Terra e col contestuale riavvio della fase crescente.

In tali condizioni la Luna raggiungerà progressivamente condizioni osservative sempre più favorevoli che ne consentiranno l’osservazione anche nelle comode ore della sera. Alle 19:11 del 9 Gennaio la Luna sarà in Primo Quarto in fase di 7 giorni mentre si troverà ad un’altezza di +47°. Nel caso specifico si renderà visibile per tutta la serata andando a tramontare poco dopo la mezzanotte. Supponendo che il meteo rispetti le indicazioni del calendario, un Gennaio più o meno benevolo potrebbe anche consentire di portare il telescopio sul balcone e puntarlo verso il Primo Quarto dove le cose da vedere certamente non mancano.

Infatti, tralasciando per questa volta il terminatore, risulta altrettanto interessante e stimolante scorrere con l’oculare l’estremo bordo lunare, nonostante l’altezza del Sole sull’orizzonte della Luna non consenta osservazioni in alta risoluzione così come sarebbe possibile lungo il terminatore dove il minore angolo di incidenza della luce solare mette in evidenza una enorme varietà di dettagli. Partendo dal bordo lunare nordest non potrà mancare una visita al mare Humboldtianum, una scura e vasta area di rocce basaltiche con superficie di 22000 kmq proveniente dal periodo geologico Nectariano collocato a 3,8 miliardi di anni fa. Un’altra struttura col fondo notevolmente scuro è il vicino e antichissimo Endymion di 129 km di diametro (periodo geologico Pre Nectariano, da 4,5 a 3,9 miliardi di anni fa). Superato il vasto cratere Gauss di 180 km di diametro ricoperto da detriti ad elevata albedo si entra in una regione in cui, a prescindere dal più esteso mare Crisium (180.000 kmq, che vedremo), sarà possibile scandagliare varie strutture relativamente pianeggianti e con forma irregolare ricoperte da scure rocce basaltiche fra cui il mare Marginis di 62000 kmq, il mare Undarum di 21000 kmq, il mare Spumans di oltre 200 km di diametro, il mare Smythii di 104000 kmq, si tratta di antichissime strutture risalenti al periodo geologico Pre Nectariano, da 4,5 a 3,9 miliardi di anni fa. Ancora più a sud, superato l’immenso cratere Humbodt di 213 km di diametro (da non confondere col già citato mare Humboldtianum situato a nordest), si potranno individuare innumerevoli strutture crateriformi ricoperte da scure rocce basaltiche facenti parte del mare Australe situato fra i due emisferi lunari.

Al culmine della fase crescente, alle ore 00:49 del 18 Gennaio il nostro satellite sarà in Plenilunio in fase di 15 giorni, alla distanza di 395055 km dalla Terra, diametro apparente 30.25′ e ad un’altezza di +69°. In tale occasione la Luna splenderà in cielo alla massima altezza essendo transitata in meridiano solo da pochi minuti (alle ore 00:33), rendendosi perfettamente visibile fino alle prime luci dell’alba quando andrà a tramontare contestualmente al sorgere del Sole. Nonostante sia opinione molto diffusa che la Luna Piena sia assolutamente priva di spunti interessanti, consiglierei di puntare il telescopio sulla regione polare sud dove in condizioni di librazione anche solo moderatamente favorevole sarà possibile individuare il profilo dei monti Dorfel (6/7000 mt) e dei monti Leibnitz con vette fino a circa 10/11000 mt situati in prossimità dell’estremo margine meridionale del gigantesco bacino di Aitken (diametro di 2500 km e profondo circa 11/12 km, situato nell’opposto emisfero ed uno dei più estesi dell’intero Sistema Solare) oltre ad una numerosa schiera di grandi strutture.

Altro notevole target in Plenilunio è rappresentato dal vastissimo Bailly(311 km), il più esteso cratere visibile sull’emisfero rivolto verso il nostro pianeta con la sua immensa platea ricchissima di dettagli. A questo punto riparte la fase di Luna Calante che a metà del suo percorso, alle ore 14:41 del 25 Gennaio, porterà il nostro satellite in Ultimo Quarto ma ad un’altezza di -33° sotto l’orizzonte. Chi fosse intenzionato ad effettuare osservazioni col proprio telescopio dovrà attendere fino alla notte successiva, il 26 Gennaio, quando alle ore 01:37 la Luna sorgerà in fase di 23 giorni rendendosi visibile fino alle prime luci dell’alba quando transiterà in meridiano (ore 06:49) ad un’altezza di +30°. Per la notte del 26 segnalo che il punto di massima librazione si troverà alla latitudine del cratere Cruger scorrendo nelle ore successive verso nord lungo il bordo del mare Orientale, occasione imperdibile (meteo permettendo, siamo a gennaio…) per individuare gli anelli montuosi concentrici più esterni (montes Cordillera e montes Rook con vette fino a 6000 mt) di questo eccezionale bacino da impatto di circa 900 km di diametro situato nell’altro emisfero. Una nota peculiarità della Luna in Ultimo Quarto consiste nella possibilità di potere scandagliare col telescopio una immensa distesa lavica dove la scura colorazione delle rocce di origine basaltica dell’oceanus Procellarum e del Sinus Roris così come dei mari Imbrium, Nubium e Humorum ci apparirà in netto contrasto rispetto alla più elevata albedo delle rocce anortositiche che ricoprono gli altipiani, in questo caso però limitatamente al settore ovest-sudovest. Da qui agli ultimi giorni del mese la visibilità della Luna si ridurrà sempre più verso le ore notturne. Infatti per Gennaio l’ultima notte utile sarà quella del 29 quando sorgerà alle 05:30, occasione solo per qualche rapida occhiata prima che la luce del Sole prevalga definitivamente, in attesa dell’imminente Novilunio in apertura del prossimo mese, ma ne riparleremo.

Le Falci lunari di Gennaio

Si inizia subito col primo appuntamento in Luna Calante per la tarda nottata del 1 Gennaio con una sottile falce in fase di 28 giorni che sorgerà alle ore 06:38. Data la vicinanza al sorgere del Sole forse ci sarà solo il tempo per qualche veloce foto con la Luna in corrispondenza dell’orizzonte. Passando alla Luna Crescente, una falce di 2 giorni tramonterà alle ore 18:49 del 4 Gennaio accompagnata dai pianeti Saturno e Mercurio nella costellazione del Capricorno.

La finestra temporale potrà consentire di individuare il mare Humboldtianum a nordest ed il vasto cratere Neper col suo evidente picco centrale in prossimità dell’equatore, rintracciabile fra le scure aree basaltiche dei mari Marginis, Undarum e Smythii. La successiva serata, il 5 Gennaio, ci si potrà dedicare ad una molto più comoda falce di 3 giorni già a partire dalle ore 17:45 circa in uno spettacolare quadretto composto nell’ordine da Mercurio, Saturno, Luna e Giove fra le stelle del Capricorno e perfettamente visibile fino poco dopo le ore 20:00 quando scenderà sotto l’orizzonte.

Nel caso specifico si potranno effettuare osservazioni di innumerevoli strutture geologiche di vario diametro come lungo il margine est del mare Fecounditatis con gli spettacolari ed imponenti Langrenus, Vendelinus, Petavius, Furnerius di 140/180 km di diametro nell’occasione proprio in prossimità del terminatore. Altro target da non perdere riguarda il mare Crisium(181.000 kmq) unitamente all’area circostante senza perdere di vista le rispettive cuspidi nord e sud. Nel corso del mese non vi sono altri appuntamenti fino alla tarda nottata del 29 Gennaio con una falce di 26 giorni che sorgerà alle ore 05:30 in Sagittario accompagnata dai pianeti Marte e Venere.

Volendo approfittarne per qualche rapida occhiata se ne potrà apprezzare la differenza di albedo fra il settore settentrionale (scure rocce basaltiche) e quello meridionale (chiare rocce anortositiche) con l’inconfondibile “macchia nera” del vasto cratere Grimaldi. Infine alle ore 06:38 del 30 Gennaio una falce di 27,4 giorni potrà essere individuata poco prima del sorgere del Sole preceduta da Marte e Venere, operando in condizioni di completa sicurezza al fine di non intercettare la luce solare. Per questa tipologia di osservazioni, oltre agli ormai noti parametri osservativi, risulterà determinante disporre di un orizzonte il più possibile libero da ostacoli.

Librazioni di Gennaio

(In ordine di calendario, per i dettagli vedere le rispettive immagini). Si precisa che, per ovvi motivi, non vengono indicati i giorni in cui i punti di massima Librazione si discostano dalla superficie lunare illuminata dal Sole.

Librazioni Regione Nordest-Est:

– 04 Gennaio: Fase 01,97 giorni – Massima Librazione mare Humboldtianum

– 05 Gennaio: Fase 03,05 giorni – Massima Librazione mare Humboldtianum

– 06 Gennaio: Fase 04,09 giorni – Massima Librazione sud mare Humboldtianum

– 07 Gennaio: Fase 05,14 giorni – Massima Librazione est cratere Mercurius

– 08 Gennaio: Fase 06,18 giorni – Massima Librazione est cratere Mercurius

– 09 Gennaio: Fase 07,18 giorni – Massima Librazione est cratere Gauss

– 10 Gennaio: Fase 07,26 giorni – Massima Librazione est cratere Gauss

– 11 Gennaio: Fase 08,26 giorni – Massima Librazione est cratere Gauss

– 12 Gennaio: Fase 09,26 giorni – Massima Librazione est cratere Cleomedes

– 13 Gennaio: Fase 10,36 giorni – Massima Librazione est mare Marginis

Librazioni Regione Sud-Sudovest-Ovest:

– 17 Gennaio: Fase 14,87 giorni – Massima Librazione cratere Bailly

– 18 Gennaio: Fase 15,91 giorni – Massima Librazione sud cratere Pingre

– 19 Gennaio: Fase 16,95 giorni – Massima Librazione ovest cratere Pingre

– 20 Gennaio: Fase 18,00 giorni – Massima Librazione ovest cratere Pingre

– 21 Gennaio: Fase 19,03 giorni – Massima Librazione ovest cratere Phocylides

– 22 Gennaio: Fase 20,10 giorni – Massima Librazione ovest cratere Inghirami

– 23 Gennaio: Fase 21,14 giorni – Massima Librazione ovest cratere Schickard

– 24 Gennaio: Fase 21,21 giorni – Massima Librazione ovest cratere Schickard

– 25 Gennaio: Fase 22,21 giorni – Massima Librazione ovest cratere Lagrange

– 26 Gennaio: Fase 23,25 giorni – Massima Librazione ovest cratere Cruger (lat.Mare orientale)

– 27 Gennaio: Fase 24,29 giorni – Massima Librazione ovest cratere Cavalerius

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