Home Articoli e Risorse On-Line Il cielo del 1985

Il cielo del 1985

Letto 106 volte
0

Preparate le Reebok pump che oggi si vola nel 1985, quando tutto era possibile e i film erano fighissimi. In questo anno, mentre Etienne Navarre rincorreva in una struggente storia d’amore Isabeau in Ladyhawke, tre ragazzini, gli explorers, inventavano una formula per il computer, e costruirono artigianalmente un veicolo spaziale.

Altri ragazzini invece erano intenti a cercare il tesoro di Willy l’Orbo, ma non vi dico il nome del film perché sarebbe come chiedere quanto fa 1+1. Ora, sulla scia di Marty McFly, che tornava indietro nel tempo per la prima volta sul grande schermo, anche noi oggi ci spariamo uno degli anni più belli del decennio più incredibile del secolo scorso. Vediamo cosa succedeva nello spazio.

Scienziati veri, non quelli della NASA con i RayBan e la camicia bianca con le maniche arrotolate, misuravano per la prima volta il diametro di Plutone. L’astronomo Edward E. Tedesco di Terrasystems Inc. in quegli anni ebbe l’intuizione di approfittare di un’eclisse del pianeta da parte del suo satellite Caronte per ricavare il valore dell’estensione del suo disco: poco più di 3000 km, contro il valore vero di circa 2360 km. Il 2 luglio dello stesso anno venne lasciata la sonda interplanetaria Giotto, sparata nell’universo per osservare la cometa di Halley. Sempre nel 1985, gli studi di Raymond Davis Jr e Masatoshi Koshiba dimostrarono che il flusso dei neutrini emessi dal Sole era nettamente minore di quello che ci si sarebbe aspettato dalle leggi della fisica nucleare.

 

Questo scosse la cosmologia dell’epoca, facendo guadagnare ai due scienziati, nel 2002, il Nobel per la fisica. Grazie ai progressi della tecnologia, venne inoltre sviluppato il supercalcolatore CRAY-2, progettato da Seymour Cray ed in grado di eseguire un miliardo di operazioni matematiche al secondo. Mediamente oggi, un processore da 3.2 GHz può elaborare 3.2 miliardi di operazioni (o cicli) al secondo. Negli anni Novanta tale supercalcolatore venne utilizzato per simulare fenomeni fisici molto complessi, come la distribuzione delle galassie nell’Universo.

Il puzzle dell’astronomia acquisiva tasselli importanti in quegli anni. Nel 1985 fu persino scoperto il primo fullerene C60! Sì, esatto, quello a forma di pallone da calcio, una struttura a icosaedro tronco, composta da 12 anelli pentagonali e 20 anelli esagonali, che fu individuata nel vapore prodotto per irradiazione mediante laser della grafite. E mentre il buco nell’ozono continuava ad aumentare, e negli abissi del mare veniva individuato il relitto del Titanic, lo Shuttle Atlantis, il quarto orbiter della flotta americana dello Space Shuttle, iniziava la sua prima missione nello spazio. Durante la sua vita operativa, Atlantis orbiterà intorno alla Terra per un totale di 4848 volte, viaggiando per quasi 203 milioni di chilometri, più di 525 volte la distanza dalla Terra alla Luna. Ed ora che è quasi finito il 1985 uscite a giocare a palle di neve che, fidatevi, una nevicata così non la vedrete più per molti anni, quindi godetevela, inzuppatevi fino alle mutande, ridete e divertitevi, che gli anni ’80 sono già a metà.  Ora vado che devo finire una partita di Space Harrier sul SEGA. Ciao belli!

Articolo precedenteLUNA: la palestra ad hoc per gli astronauti
Articolo successivoPausa caffè con Coelum, sfogliando la rivista