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Introduzione
Incontri Ravvicinati
Molti astrofili, e io sono uno di quelli, quando possibile amano andare a fare osservazioni e fotografie sul campo, ed è veramente emozionante riuscire a vedere un cielo molto più buio di quello che abbiamo normalmente nelle nostre città.
Si percorrono decine e a volte centinaia di km sulla propria auto con tutta la pesante attrezzatura per andare in luoghi specialmente montani, ma una volta arrivati a destinazione si è “carichi” perché il paesaggio con poco inquinamento luminoso permetterà di catturare scatti unici.
Quando ancora c’è un po’ di luce solare si inizia a montare il set-up astrofotografico e poi seguono lunghe ore di riprese fino quasi all’albeggiare.
Ma a volte le emozioni non arrivano solo dal cielo. Col buio alcuni animali selvatici si possono avvicinare curiosi, attratti dalle lucine della nostra attrezzatura e dal computer collegato al telescopio. Se siamo poco distanti da qualche paesino è facile trovare qualche gatto o cane girovagare.
Ma voglio raccontarvi una mia esperienza che in un secondo si è tramutata da motivo di spavento a bellissima sorpresa. Una sera estiva ho trovato una postazione tranquilla vicino alle cave di marmo di Carrara e mentre stavo riprendendo col telescopio ho piazzato anche il cavalletto con l’astro inseguitore e reflex per fotografare la Via Lattea ben visibile. Dopo qualche minuto ho sentito uno strano odore ma non capivo cosa fosse, prima non c’era. Finita la sessione con la reflex smonto il cavalletto.
Nel toccarlo noto che è molto appiccicoso e sento ancora quello strano odore. Boh, mi risiedo in postazione telescopio e dopo un attimo mi sento “toccare” la sedia da dietro. Con un salto e un urlo mi alzo, accendo la luce frontale e chi trovo? Una bellissima volpe che naturalmente si è spaventata più di me! L’odore acre che sentivo era la sua urina, io avevo invaso il suo territorio, e per farmelo capire aveva bagnato il cavalletto (e anche un po’ smangiucchiato). Ma poi la sua curiosità ha preso il sopravvento e da lì è nata la nostra amicizia con diverse visite nelle sere successive, puntuale verso mezzanotte, veloce giretto e poi via nella boscaglia. L’urina di volpe ha un odore molto acre e per questo è usata (venduta anche dal più noto sito di vendite online) per tenere lontani altri animali.
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Premetto che sarebbe sempre meglio fare le uscite itineranti in compagnia, ma se si è da soli è sempre meglio prendere delle precauzioni. Ad esempio, dopo quella esperienza, quando sono seduto metto sempre la sedia con lo schienale contro la mia auto, in modo da avere protezione, e poi comunque a Campo Cecina o alle cave di Carrara, dove vado nelle serate estive di vacanza, c’è sempre qualche camper di escursionisti nelle vicinanze (a volte anche troppi).
Nel silenzio della notte si sente solo il fruscio del vento e ogni verso di animale, anche in lontananza, ci fa drizzare le orecchie. La prima volta nel sentire il guaito della volpe verrebbe voglia di tornarsene a casa, ma poi per fortuna ci si fa l’abitudine.
Capita di sentire rumore tra le fronde degli alberi e illuminando velocemente non è raro scorgere scoiattoli che mangiano le ghiande o uccelli che si alzano in volo. Anche in mezzo all’erba o alle rocce possiamo notare puntini bianchi luminosi, sono gli occhi dei nostri amici a 4 zampe che riflettono la luce della pila. Un fruscio e uno strano rumore vicino ad un ammasso di foglie una volta mi hanno voltato verso un cinghialino che cercava il suo pasto notturno, è scappato appena l’ho illuminato, chissà la sua mamma dov’era! In lontananza qualche ululato l’ho sentito da Campo Cecina, i lupi sugli Appennini sono abbastanza comuni ormai, ma non mi è mai capitato di scorgerne uno neanche durante il tragitto.
A giugno-luglio possiamo trovare molte lucciole a farci compagnia anche molto vicine. Ad essere sinceri il coleottero non è granché bello da vicino, è sempre attratto dalle nostre lucine e dal monitor del pc portatile e a volte ne possiamo individuare un bel numero nelle vicinanze. Quale occasione migliore per scattare foto a posa lunga con la reflex dove le luci intermittenti di decine di lucciole formano combinazioni fiabesche?
Un’altra occasione particolare si è presentata nello scorso luglio, quando un gatto semi selvatico mi è passato improvvisamente a tutta velocità sotto il treppiede del telescopio toccando i cavi di ripresa (ho dovuto rifare l’allineamento alla Polare perché si era leggermente spostata la montatura!). Ma la sorpresa quale è stata? Poco dopo me lo sono ritrovato vicino con un topolino di campagna in bocca a titolo di dono o trofeo. Purtroppo la vita del topolino è durata poco, ma questa è la natura…..
Una serata sul campo va vissuta con attenzione e ci può dare l’occasione di incontrare e fotografare, anche se con difficoltà, animali che altrimenti difficilmente potremmo vedere liberi nel loro habitat. Nel ritorno a casa a notte fonda, si possono scorgere a bordo strada vicino al bosco, procioni, istrici, volpi, cerbiatti, gli immancabili cinghiali, anche rospi! Una volta ho fermato l’auto per far attraversare un gruppetto di piccolissime volpi.
Normalmente questi animali scappano veloci ma a volte restano abbagliati dai nostri fari, e allora telefonino o macchina fotografica sempre pronta col flash impostato.
Qualche avvertenza che dobbiamo assumere per non incorrere in situazioni che potrebbero essere potenzialmente pericolose:
- se possibile andare in compagnia o almeno nelle vicinanze di altre persone, escursionisti o camperisti (come nel mio caso)
- programmare una uscita in luoghi già conosciuti, meglio se già visti anche di giorno, informandosi sul tipo di fauna presente di notte
- un piccolo kit di soccorso sempre in macchina
- ricordiamoci l’educazione, non lasciamo bottigliette, lattine, mozziconi ecc. in giro
- nel rientro a casa prestare attenzione agli animali a bordo strada (mi è capitata una piccola volpe con in bocca un uccello) e che possono attraversare all’improvviso. Non è simpatico investire un cerbiatto o un cinghiale.
- rispettiamo la natura, siamo noi gli ospiti e non gli animali che ci possono venire a trovare
Per concludere, la bellezza di una serata di osservazione e/o astrofotografia in mezzo alla natura può riservare grandi sorprese e magari qualche piccolo spavento, ma sicuramente con la dovuta prudenza può risultare emozionante e indimenticabile. Se poi ci siamo divertiti a fotografare la Via Lattea e per qualche ora anche una bella nebulosa cosa vogliamo di più?
In arrivo la seconda parte.
[/swpm_protected] L’articolo è pubblicato in COELUM 270 VERSIONE CARTACEA
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