Home Articoli e Risorse On-Line Così ho ripreso Sirio B … quasi senza volerlo!

Così ho ripreso Sirio B … quasi senza volerlo!

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E qualche giorno dopo il bis su Sirio e…

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Nella settimana successiva il meteo non è stato dei migliori, volevo effettuare una controprova a verifica della prima osservazione: Sirio B non è un soggetto da poco, con tutte le conseguenze derivanti da una cantonata!

La sera di venerdi 2 marzo si è offerta particolarmente serena e con un seeing veramente molto buono. Sirio ad occhio nudo era insolitamente calma, quindi ho deciso di approntare gli strumenti sotto la solita veranda (ho allentato leggermente le viti della ghiera del doppietto per sincerarmi che non fosse tensionato, escludendo la produzione di artefatti) e, dopo alcuni minuti di stabilizzazione e perfezionamento dello stazionamento equatoriale, vi ho puntato il rifrattore munito di camera planetaria. Già nell’immagine a monitor, Sirio è apparsa molto stabile e fulgida, tonda e non palpitante come nelle riprese della settimana precedente. Stavolta mi sono sincerato del corretto orientamento della camera.

Spegnendo il moto orario ho individuato (entro i limiti di una regolazione ad occhio e inevitabili vibrazioni indotte dall’operazione) la direzione E-W e con il movimento in declinazione quella N-S. Ho quindi inziato a riprendere i filmati con varie configurazioni di setup, addirittura impiegando lo zoom 4x digitale ancora fruibile per il seeing molto buono, ma troppo per una montatura come la EQ3!

Durante le riprese ha fatto capolino sul monitor anche la Sirio B esattamente dove doveva esserci. Ho intuito che le immagini finali sarebbero state molto soddisfacenti e migliori delle precedenti!

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L’immagine raw di Procione, anche questa elaborata mediando manualmente i 240 migliori frame. Procione B è la stellina visibile sulla destra della stella, al centro del cerchietto.

… su Procione

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Confortato da quanto avevo ottenuto, spazzando ogni residuo dubbio sulla bontà della ripresa di una settimana prima, c’era nel campo di vista un’ammiccante Procione: tentazione troppo forte, ma particolarmente ardita! Aiutato dal cercatore 6×30 e dal Vista di 80mm in parallelo (per la cronaca, anche la coppia di anelli e relativo supporto è una mia realizzazione brico), con pochi secondi di manovra Procione campeggia al centro del sensore con un bel colore giallo ambrato. Il seeing nel frattempo è peggiorato un poco, ma ancora molto buono e quindi ho iniziato a catturare diversi AVI con lo stesso settaggio di Sirio (8 fps x 30 sec. a focali diverse, compreso lo zoom digitale 4x). Rientrato in casa, ho voluto iniziare con un’elaborazione preliminare degli AVI relativi a Procione adottando la stessa metodologia di allineamento manuale dei 240 frame. Scrutando attentamente i singoli frame, ho immediatamente scorto una stellina giusto a Nord e ben separata che non poteva certamente essere Procione B (troppo facile!), ma ben presto è emersa una debole machiolina verdina, a circa ore 3, immersa nella luce preponderante della principale. Ho concentrato l’attenzione su quel dettaglio e visionando i frame successivi è comparso un oggetto che occupava soltanto uno o due pixel sul sensore.

Passaggio successivo: allineare manualmente sul centroide medio tutti i singoli fotogrammi, cercando di compensare a vista le deformazioni della stella dovute al seeing (ci sono voluti diversi minuti) e, al termine, Registax mi ha restituito l’immagine raw che potete vedere. La successiva elaborazione con i wavelet ha evidenziato un oggetto a circa 5″ dal centroide di Procione e più debole rispetto a Sirio B (di fatto le due immagini hanno la stessa scala e sono direttamente confrontabili). Mi son messo alla ricerca delle effemeridi di Procione B sul Web, rendendomi subito conto della scarsità di materiale disponibile e nemmeno omogeneo per dati! Anche per questo secondo oggetto mi è stata utile l’osservazione storica del buon Fulvio Mete (2006 e 2008) trovandovi un buon accordo per il PA e la separazione. Potete immaginare qual è stata la mia soddisfazione: due nane bianche in otto giorni è un risultato ben oltre qualsiasi aspettativa! E il tutto scaturito da quello che doveva essere soltanto un test…

Quasi inutile sottolineare che questa metodologia di ripresa, alla portata di chiunque abbia il minimo di strumentazione, apre nuove porte all’indagine amatoriale proprio nello studio e ripresa di coppie strette oppure molto sbilanciate, nell’analisi delle regioni interne a nebulose (con la mia camera arrivo a riprendere stelline intorno alla 12ma con basso frame rate) e qualunque altro campo suggerito dalla creatività.

DonatielloGiuseppe Donatiello è nato nel 1967 e vive ad Oria (Brindisi). Astrofilo da sempre, si occupa di deepsky, osservazione solare e da qualche tempo anche di riprese HiRes. Professionista della radio.

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