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alla scoperta della LUNA – un libro di Giovanni Anselmi

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Pubblichiamo oggi la recensione di un testo a noi caro, il suo autore infatti, Giovanni Anselmi, è un “pezzo di cuore” di questa redazione.

Il testo ci giunge dall’astronomo Mario Rigutti e lo ripubblichiamo fedelmente così come già apparso nella rubrica La pagina della Scienza di Ivan Spelti.

LA  LUNA RACCONTATA A TUTTI

La Luna è il primo corpo celeste che tutti amano. Con i suoi 4,5 miliardi di anni d’età segna da tempo,insieme al Sole, le culture del passato, del presente, del futuro, e lo sviluppo delle nostre conoscenze astronomiche e tecnologiche.

Ne parlo attraverso l’amore che vi dedica il caro amico astronomo prof. Mario Rigutti che per l’occasione mi invia la recensione di un bellissimo libro dedicato alla Luna, scritto da Giovanni Anselmi. Alla scoperta della Luna (Ed. Il Castello). Il suo testo.

 

Ero molto giovane, a giudicare da dove abitavo avevo come massimo nove anni perché alla fine della terza elementare cambiammo casa e passai a un’altra scuola. E la Luna la vidi col binocolo. Ne rimasi talmente colpito che il ricordo è rimasto indelebile e oggi ancora rammento la sorpresa, lo stupore, la meraviglia, la vivida impressione che accompagnarono quello che vidi della Luna. Che non mi era certo una cosa nuova, l’avevo vista mille volte, ma a occhio nudo, e sapevo cos’era. Per questo c’era mio padre che spesso mi intratteneva parlandomi di cose che riguardavano l’astronomia, tant’è vero che quando avevo undici anni mi giudicò maturo per mettermi in mano, un libro di Camille Flammarion, astronomo e famoso divulgatore. Poi passarono gli anni e un giorno ebbi in regalo “La Luna”, pubblicato nel 1933 per la Hoepli di Milano, da Alfonso Fresa, una persona gentile e modesta che ebbi il piacere di conoscere quando ormai era in pensione e si dedicava all’archeologia.

Il suo non era un libro dedicato alla divulgazione, era pieno di tabelle, grafici, formule, notizie di ogni genere, tradizioni, credenze, tutto quello che c’era da dire sull’argomento, al punto che sarebbe stato difficile, letto e studiato quel volume, sapere del nostro satellite più di quello che allora ne sapeva la scienza ufficiale.

La Luna ha sempre avuto un posto particolare dentro di me (e in chi non l’ha avuto?) e, benché non abbia approfondito moltissimo la sua conoscenza da un punto di vista, diciamo, tecnico e scientifico, ho imparato abbastanza cose sul suo conto e non è mai stata per me un oggetto estraneo.

Credo, poi, di aver sentito la sua presenza come, più o meno, la sentono tutti. Perché è impossibile restare indifferenti a questa cosa bianca che vaga nel cielo oscuro della notte. Anche i cani, e forse i lupi anche di più, sentono il suo fascino. E non parliamo degli innamorati!

Immagino che possa essere un bel problema per moltissimi capire come mai a volte sia circolare, a volte un arco sottile, a volte un mezzo cerchio, perché scompaia ogni due settimane e poi ricompaia. Ci sono molte cose che probabilmente la gente si domanda senza saper rispondersi. E va be’, penserà qualcuno, questo mondo è pieno di misteri, uno più uno meno… Ma intanto la Luna piace lo stesso perché aiuta a sognare.

Certo, oggi tutti (o quasi tutti) sanno che si tratta di un corpo celeste come il nostro perché con l’era spaziale qualcosa, comunque, si è imparata. Ci sono anche andati sulla Luna – cose da matti! – e c’è chi pensa di poter fare lassù, prima o poi, qualche base umana per l’estrazione di materiali utili o per piantarvi qualche strumento che catturi energia dal Sole per poi inviarla a Terra la quale, in quanto a energia, ne ha sempre più bisogno.

A pensarci, viene da dire che della Luna dovremmo proprio saperne qualcosa di più. Dio buono, magari tra poco diventerà un oggetto al quale non penseranno solo gli innamorati in cerca di testimoni silenziosi e condiscendenti, o poeti o artisti, ma anche fior di scienziati e tecnologi e industriali e, di riflesso, tutta l’umanità per i risultati ai quali porterà il loro lavoro che avrà conseguenze (buone si spera) che ricadranno su tutti. Eppure, generalmente, se ne sa così poco. Si potesse trovare in libreria un libro scritto per noi ignoranti, o per noi gente appassionata ma non troppo scientificamente preparata, che spiegasse e raccontasse qualcosa di questo strano astro che vaga nel nostro cielo! E magari un libro che non avesse le pretese che, di solito, hanno i libri d’essere la parola del Signore, pieni di vocaboli ricercati che stan lì a dimostrare la bravura e la scienza dell’autore, ma anche a rendere più difficile la comprensione del testo. Un libro che si pone unicamente lo scopo di far capire quello che in esso l’autore ha voluto mettere e di far vivere al lettore le emozioni che gli argomenti trattati hanno per forza di cose suscitato in lui che li ha voluti descrivere.

Ebbene, questo libro c’è, da due anni, e si può trovare in tutte le librerie: ha come titolo proprio Alla scoperta della Luna. Direte che due anni sono molti per un libro. Può darsi, ma non per questo. Perché in fatto di conoscenze sulla Luna non è successo praticamente nulla e se è successo qualcosa è di importanza secondaria. Il libro sarebbe potuto uscire oggi! Chiaro? Inoltre è stato scritto da una persona che, tra l’altro, ha fondato la più autorevole rivista di astronomia italiana Coelum Astronomia e per vent’anni l’ha diretta: scritto nel linguaggio di tutti i giorni, diverso da quello usato,da quelli che divulgano la scienza. Un linguaggio che potrebbe essere usato, in un gruppo di amici in conversazione intorno a un tavolo. Impossibile non capirlo e non appassionarsi alla lettura delle pagine di questo bel libro, oltretutto corredate da illustrazioni di ottima qualità. Un libro nel quale si trovano come è scritto, ed è promessa mantenuta, sulla prima pagina di copertina: la storia, le tradizioni, l’osservazione astronomica della Luna della quale il libro contiene, dulcis in fundo, anche una mappa e un poster di grandi dimensioni (46 x 66 cmq). E benché, come ho detto, già sapessi abbastanza cose della Luna, incontrarmi con questo libro è stato uno di quei momenti destinati a rimanere nella collezione dei  bei ricordi.

112 pagine divise in quattro capitoli intitolati: Lo spirito dell’Apollo, La Luna degli astronomi, La consapevolezza della Luna, La Luna al telescopio, un approfondimento “Per non perdersi sulla Luna”, un indice analitico e un prezioso “Siti di riferimento” con l’indicazione di nove siti online sui quali si può trovare il modo di soddisfare qualsiasi curiosità sia sorta durante la lettura.

Il libro inizia, come dice il titolo del primo capitolo, con il ricordo della grande avventura dei primi astronauti e di ciò che significò per tutti quelli che vissero quel giorno incredibile, pietra miliare della storia dell’umanità. Il secondo capitolo è dedicato alla Luna in quanto corpo celeste: origine, natura, proprietà, effetti sulla Terra. Il terzo è una storia che racconta com’è andata tra l’uomo e la Luna, dal paleolitico in qua passando per Ipparco, Cristoforo Colombo, Leonardo e Galileo. E il quarto capitolo del libro è dedicato a chi ha la fortuna di possedere un piccolo telescopio che lo avvicini alla Luna ed è una preziosa guida per chi si appresti a passare qualche ora notturna in compagnia del nostro compagno di viaggio nel cosmo.

Il tutto detto o raccontato o discusso con un linguaggio di chi con la divulgazione ha avuto a che fare per molti anni e non saltuariamente, un po’ come con il pane quotidiano, il che è come dire da un maestro della divulgazione.

 

Mario Rigutti è astronomo e divulgatore scientico. Ha tenuto la cattedra di astronomia alla Facoltà di scienze dell’Università Federico II di Napoli e diretto l’Osservatorio astronomico di Capodimonte (Napoli) e quello di Collurania a Teramo. Sempre a Napoli è stato deciso nella costruzione del planetario didattico e la Stazione Astronomica del Toppo di Castelgrande.

 

Giovanni Anselmi – Dopo gli studi universitari di astronomia, si è dedicato alla divulgazione e per più di vent’anni ha diretto la rivista “Coelum Astronomia”, la più quotata rivista italiana per la divulgazione dell’astronomia. Oltre a ciò ha collaborato e collabora con grandi istituti astronomici quali, ad esempio, il CFHT (Canada-France-Hawaii Telescope), per l’elaborazione delle migliori riprese fotografiche degli oggetti celesti da essi ottenute. Ha pubblicato molti articoli di divulgazione astronomica per varie riviste di astronomia e, su proposta del Minor Planet Center, l’Unione Astronomica Internazionale gli ha dedicato l’asteroide della fascia principale 15036Giovannianselmi.

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