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Astronomia e Meccanica Quantistica – Intro

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Fra gli articoli di punta del prossimo numero 261 di Coelum Astronomia di aprile/maggio ampio spazio a quella speciale disciplina che è la Filosofia della Scienza e che spesso si dimostra un valido strumento per interpretare le più avanzate teorie fisiche.

La carrelleta di visioni si apre con un importante e prezioso contributo della Filosofa e Fisica dott.ssa Vaila Allori.

Ecco l’introduzione.. 

Sempre più spesso si vedono titoli di articoli divulgativi che dichiarano che la meccanica quantistica ha dimostrato che la realtà oggettiva non esiste, e che invece sono gli osservatori che creano ciò che osservano. Quindi la Luna non c’è se non la osserva nessuno e l’albero che cade nella foresta non fa rumore.  Sicuramente affascinante. Ma è vero?

Per rispondere, lasciatemi partire con un lungo preambolo sulla fisica, la filosofia, la meccanica quantistica fino ad arrivare all’astrofisica, per poi concludere con un’altra teoria quantistica e con la relatività.

Quando ho fatto l’esame di maturità, più o meno all’epoca dei dinosauri, come ultima domanda mi hanno chiesto cosa volessi fare una volta finito il liceo. Con entusiasmo, ho risposto: ”Non so ancora se fare fisica o filosofia,” certa che non ci fosse alcun bisogno di fornire ulteriori spiegazioni alla commissione. Invece, con mia grande sorpresa, mista a delusione e forse anche un po’ di rabbia, la mia risposta ha suscitato una quasi generale ilarità. “Hai le idee un po’ confuse, vedo!” disse un docente della commissione d’esame. Nel rispondere, devo aver completamente ignorato il monito del mio caro prof. di italiano e latino (“Occhio, ti si legge in faccia tutto!”) perché ancor prima di aprire bocca il sorriso si era già gelato in faccia a tutti. In ogni caso, dissi:“Certo che no, fisica e filosofia sono la stessa cosa!” Non starò a raccontare qui come finì il mio esame (non in rissa, nonostante le premesse). Dirò solo che nessuno mi convinse del contrario e quindi pochi mesi dopo mi iscrissi al corso di Laurea in Fisica con la motivazione che: “sia la filosofia che la fisica si fanno domande sulla natura del mondo, ma solo la fisica può dare le risposte” (cito direttamente da una delle pagine del mio diario di allora).

Col tempo mi resi conto che la perplessità espressa (male) dalla mia commissione d’esame riguardo alla relazione tra fisica e filosofia è molto diffusa, e compresi che dipende in gran parte da come queste discipline vengono insegnate, per lo meno in Italia: la filosofia è intesa come storia del pensiero filosofico, mente la fisica è troppo spesso vista o come ingegneria astratta o come matematica applicata. Non posso spiegare qui come mai la situazione sia questa, anche perché le ragioni sono complesse e non credo di saperle e di capirle bene tutte. In ogni caso, sono sempre rimasta convinta di quello che pensavo da maturanda: la fisica è la filosofia della natura.

La filosofia si fa domande sulla natura delle cose, ma è la fisica che ci dà le informazioni necessarie per rispondere adeguatamente. Come altro si può scoprire com’è fatto il mondo, se non attraverso l’investigazione scientifica? Che alternative ci sono? Io non ne vedevo nessuna: sicuramente sdraiarmi sulla poltrona a scrutare il soffitto e a perdermi nei miei pensieri non mi avrebbe procurato grandi successi, per lo meno non nel trovare risposte a un certo tipo di domande. Sia come sia, questo è quello di cui mi ero convinta alla fine del liceo, e di cui sono convinta ancora adesso, probabilmente per merito della mia prof. di filosofia e per un certo capitolo del mio libro di testo, l’”Abbagnano Fornero”, in cui si parlava della filosofia del ‘900 e della meccanica quantistica.

L’articolo completo è disponibile su Coelum 261 di aprile/maggio disponibile QUI