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Previsioni attività solare – Luglio 2022

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Inauguriamo una nuova rubrica sulla nostra stella: il Sole! Mese per mese aggiornamenti sui fenomeni solari e previsioni di osservazione per il futuro!

Per questa prima edizione della rubrica analizziamo l’andamento generale dell’attuale ciclo solare, il numero 25. Ricordiamo che il precedente ciclo (il numero 24) è stato caratterizzato da un andamento significativamente sotto la media, e le previsioni fatte prima dell’inizio del ciclo corrente ipotizzavano un andamento simile o addirittura ancora più depresso. Al contrario, il ciclo attuale si sta rivelando mediamente più intenso del precedente e le attuali previsioni ne ipotizzano un picco attorno all’inizio del 2025, con intensità vicina alla media dei cicli solari dal 1750 in poi. Questa è sicuramente un’ottima notizia per gli appassionati di osservazioni solari e di aurore polari!

Il grafico su Helio4Cast (lo trovate anche qui sotto) descrive la situazione in maggiore dettaglio. Viene mostrato l’andamento passato e le previsioni future per il cosiddetto “sunspot number”, un indicatore legato al numero di macchie solari presenti giornalmente sul Sole (https://spaceweather.com/glossary/sunspotnumber.html).
La curva nera rappresenta una media mensile delle osservazioni fino ai primi mesi di quest’anno. Le curve blu, rosse e verdi mostrano tre diverse predizioni per l’andamento del ciclo attuale.

Nel dettaglio, la curva blu è l’ipotesi predittiva fatta a Dicembre 2019 dal panel internazionale NOAA/NASA/ISES che stimava per il ciclo 25 un “sunspot number” massimo di 115±10 a Luglio 2025 ±8 mesi (https://www.swpc.noaa.gov/news/solar-cycle-25-forecast-update).

La curva rossa è un pronostico (aggiornata lo scorso Febbraio) basata sull’osservazione del cosiddetto “terminator event” che segna la fine della coesistenza del ciclo precedente e di quello attuale (https://spaceweatherarchive.com/2022/02/25/the-termination-event-has-arrived/) e che prevede un “sunspot number” massimo di 190±20 attorno all’inizio del 2025.

Infine, la curva verde rappresenta un ciclo solare medio. É possibile notare come l’andamento attuale appaia in maggiore accordo con le ultime due curve. Se ciò venisse confermato nei prossimi mesi, potremo ragionevolmente aspettarci un ciclo solare molto più intenso di quanto previsto, e goderci almeno un paio di anni di attività solare ricca di fenomeni interessanti!

Report del mese scorso – Giugno 2022

Passiamo ora a considerare più in dettaglio l’attività solare del mese scorso (Giugno 2022). Dopo un mese di Maggio caratterizzato da un’intensa attività solare (sia a livello di macchie solari sia per quanto riguarda i brillamenti) il mese di Giugno è iniziato all’insegna di un Sole piuttosto calmo. Questo è durato per i primi dieci giorni del mese, dopodiché finalmente l’attività è ripresa ai livelli del mese precedente e continua tuttora.

Vediamo prima di tutto che cosa è avvenuto a livello delle macchie solari, aiutandoci con questa animazione prodotta sulla base di immagini a banda larga del satellite Solar Dynamics Observatory della NASA (credits: NASA/SDO and the AIA, EVE, and HMI science teams).

L’animazione mostra l’evoluzione delle macchie solari a partire dal 21 Maggio e fino al 20 Giugno. Dopo che l’estesa regione attiva 3014 è sparita dietro al limbo occidentale alla fine di Maggio, lo stesso è toccato nei primi di Giugno alle macchie 3023 e 3026. Si sono poi avuti diversi giorni privi di macchie solari di rilievo, quando finalmente un nuovo gruppo di macchie è apparso alla vista.
Sull’emisfero Nord è comparsa attorno al 10 Giugno la regione attiva 3030, seguita poi dalle 3032 e 3033. Sull’emisfero Sud, invece, è comparsa prima la regione 3031 e poi (attorno al 13 Giugno) la 3035. Lo stesso giorno è comparsa anche la macchia 3034 piuttosto vicina all’equatore (cosa piuttosto inusuale nella fase iniziale del ciclo solare).

Infine, attorno al 16 Giugno è comparsa di nuovo nell’emisfero Nord la regione 3038 che inizialmente era piuttosto ridotta ma che si è ingrandita nel tempo fino a comprendere un interessante arcipelago composto da diverse macchie. La regione 3038 ha oltrepassato attorno al 20 Giugno il meridiano centrale del Sole (quello che guarda direttamente verso la Terra) e quindi sarà possibile osservarla ancora per qualche giorno prima che tramonti anch’essa dietro al limbo occidentale del disco solare.

Veniamo ora agli eventi più intensi e transienti, in particolare i brillamenti solari e le espulsioni di massa coronale.

Anche in questo caso l’inizio del mese è stato piuttosto calmo, ma poi l’attività è ripresa in particolare con due eventi piuttosto intensi, come indicato dall’andamento del flusso di raggi X misurato dai satelliti GOES del NOAA Space Weather Prediction Center (https://www.swpc.noaa.gov/products/goes-x-ray-flux). Ricordiamo che il flusso di raggi X misurato dai satelliti GOES è l’indicatore ufficiale utilizzato per classificare i brillamenti solari (https://it.wikipedia.org/wiki/Brillamento#Classificazione). L’immagine sotto a sinistra (prodotta utilizzando il sito https://www.polarlicht-vorhersage.de/goes-archive) mostra il flusso di raggi X dal 21 Maggio fino al 20 Giugno.

In questo mese abbiamo avuto due brillamenti di classe M (ovvero con un flusso di raggi X “morbidi” maggiore di 10-5 W/m2) uno il 10 ed uno il 13 Giugno. Il secondo in particolare è stato un evento non solo piuttosto intenso ma anche molto lungo, della durata totale di diverse ore, che si è originato dalla regione attiva 3032 già menzionata in precedenza, e che ha dato luogo anche ad una spettacolare espulsione di massa coronale come mostrato nell’immagine del coronografo LASCO C2 a destra (credit: NASA/ESA SOHO/LASCO).


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Concludiamo il report solare di Giugno mostrando un’immagine nella lunghezza d’onda dell’idrogeno alfa (6563 Å) prodotta dal sottoscritto (Daniele Bonfiglio, ndr) con telescopio solare Daystar Solar Scout DS 60/930 e fotocamera Fujifilm X-T30.

L’immagine (a falsi colori e luminanza invertita) si riferisce al 13 Giugno, poche ore dopo l’intenso brillamento di classe M, e permette di apprezzare ancora ben visibile l’intensa attività nella regione 3032 (emisfero Nord, quadrante Est) nonché le macchie solari 3034 e 3035 (appena sorte dal limbo orientale) oltre a diverse interessanti protuberanze sia interne sia esterne al disco solare.

 

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