SUPERNOVAE aggiornamenti del mese – Gennaio 2026

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a cura di Fabio Briganti e Riccardo Mancini

 

RUBRICA SUPERNOVAE COELUM   N. 139

Apriamo l’ultima rubrica supernovae dell’anno con la bella notizia della scoperta di una Nova nella galassia di Andromeda M31 realizzata dal team di Monte Baldo (ISSP) composto da Flavio Castellani, Raffaele Belligoli e Vittorio Andreoli. Nella notte del 14 dicembre hanno individuato una stella nuova di mag.+17,5 utilizzando il telescopio Dall-Kirkham da 40cm F.7 accoppiato ad una CCD KAF Moravian G4-9000. Il giorno seguente il nuovo transiente, a cui è stata assegnata la sigla provvisoria AT2025agwf, era salito repentinamente di luminosità alla mag.+16,5 diventando perciò un oggetto relativamente facile da seguire. La ciliegina sulla torta è arrivata la notte del 20 dicembre con lo spettro ottenuto dal nostro Claudio Balcon, con il transiente in calo di luminosità, prossimo alla mag.+18. Abbiamo pertanto una Nova scoperta e classificata tutto in casa ISSP. La Nova ha ricevuto la sigla definita M31N 2025-12c cioè la terza Nova di dicembre 2025 scoperta nella galassia M31.

Immagine di scoperta della AT2025agwf in M31 realizzata dal team dell’Osservatorio di Monte Baldo con un telescopio Dall-Kirkham da 400mm F.7

L’esperto ricercatore ceco di Novae Extragalattiche Kamil Hornoch, che con il Danish Telescopio da 1,54 metri a La Silla Observatory aveva immortalato questa Nova, si è dovuto accontentare della scoperta indipendente, perché battuto sul tempo per qualche ora dagli amici di Monte Baldo. Ci teniamo a sottolineare che sempre nella notte del 20 dicembre Claudio Balcon ha classificato altre due Novae presenti in M31, realizzando un nuovo record con tre Novae classificate in M31 nella stessa notte. Riguardo alle supernovae Claudio Balcon chiude l’anno con l’incredibile quota di 202 supernovae classificate per primo nel TNS. Un vero record se si pensa che il secondo in classifica, in fatto di classificazioni amatoriali di supernovae, è l’astrofilo inglese Robin Leadbeater a quota 35, mentre sul terzo gradino del podio troviamo l’astrofilo francese Emmanuel Soubrouillard fermo a quota 5 classificazioni.

Tornando al team dell’Osservatorio di Monte Baldo, Flavio Castellani, Raffaele Belligoli e Vittorio Andreoli, non contenti di questo successo, chiudono l’anno in bellezza mettendo a segno un’altra scoperta. Nella notte del 22 dicembre hanno infatti individuato un’altra nuova stella di mag.+18,5 sempre nella stupenda galassia di Andromeda M31. Inizialmente la posizione del nuovo transiente, denominato AT2025ahzx, sembrava quasi coincidere con quella di una stella supergigante rossa di mag.+20,6 (distante circa un 1”) e quindi essere una semplice variabile. Nella notte seguente del 23 dicembre il solito ricercatore ceco Kamil Hornoch, con il Danish Telescopio da 1,54 metri a La Silla Observatory ha ripreso il nuovo transiente, salito alla mag.+17,5 e ha confermato che la distanza del nuovo oggetto dalla stella supergigante rossa è di circa 1,2” e quindi si tratta di una Nova in M31 assegnandole la sigla definitiva M31N 2025-12e. Questa è la sesta Nova scoperta dal team dell’Osservatorio di Monte Baldo, in questo per loro proficuo anno 2025.

Immagine di scoperta della AT2025ahzx in M31 realizzata dal team dell’Osservatorio di Monte Baldo con un telescopio Dall-Kirkham da 400mm F.7

Proseguiamo con un’importante notizia, che però ci lascia un po’ di amaro in bocca perché meno sensazionale di come normalmente poteva essere. Stiamo parlando di una nuova supernova scoperta in una galassia del catalogo di Messier, che mancava da oltre due anni. Queste supernovae sono da sempre tra le più affascinanti, poiché le galassie del catalogo di Messier, essendo tra le più vicine e spettacolari, ospitano spesso eventi che risultano anche tra i più luminosi osservabili. Non è purtroppo il caso di questa ultima supernova la SN2025ahqr scoperta nella bella galassia spirale barrata M108 posta nella costellazione dell’Orsa Maggiore a circa 30 milioni di anni luce di distanza ed accompagnata in cielo, naturalmente solo prospetticamente, da un altro oggetto del catalogo di Messier, M97 la famosa nebulosa planetaria Gufo, posta a soli 39’ a Sud di M108 formando un fotogenico quadretto nelle immagini a campo largo. Questa supernova sarà infatti ricordata come la supernova più debole fra tutte le 71 supernovae esplose nelle galassie del catalogo di Messier, avendo raggiunto il massimo di luminosità alla debole mag.+18. Anche la storia della scoperta ci lascia leggermente spiazzati, perché avvenuta in maniera molto inusuale. A mettere a segno la scoperta è stato il programma professionale americano di ricerca supernovae denominato Zwicky Transient Facility (ZTF) che il 20 dicembre ha comunicato nel TNS la scoperta di questo nuovo transiente realizzata nella notte del 23 novembre alla debole mag.+20 quindi la comunicazione è avvenuta quasi un mese dopo l’acquisizione dell’immagine di scoperta.

Immagine a largo campo con in M108 insieme alla nebula planetaria “Gufo” M97 ripresa da Riccardo Mancini con un telescopio Newton da 250mm F.5 mosaico di due immagini da 30 minuti.

Perché questo ritardo enorme per un transiente si molto debole, ma individuato in una galassia del catalogo di Messier? Non abbiamo una risposta precisa, ma possiamo solo ipotizzare che i sistemi automatici abbiano fallito, oppure abbiano generato un’allerta per verifica manuale che per qualche motivo è rimasta in standby. In contemporanea con l’inserimento della scoperta nel TNS, sempre ZTF, utilizzando il Gemini North Telescope da 8,1 metri al Mauna Kea Observatory ha ottenuto lo spettro di conferma. La SN2025ahqr è una rara supernova di tipo Iax (02cx-like) con la fase, al momento dell’ottenimento dello spettro, pari a circa tre settimane dopo il massimo di luminosità e con i gas eiettati dall’esplosione che viaggiano alla bassa velocità di circa 4.000 km/s tipica di questo tipo di supernovae. Il massimo di luminosità si è perciò verificato intorno alla fine del mese di novembre e poiché è stata trovata un’immagine del 27 novembre ottenuta dal programma professionale americano denominato Pan-STARRS con la supernova che mostrava una luminosità pari alla mag.+18,16 è molto probabile che il massimo di luminosità non sia andato oltre alla mag.+18. Le supernovae di tipo Iax sono transienti rari e peculiari, che prendono il nome dal prototipo di questo gruppo di oggetti, cioè la SN2002cx. Sono supernovae di solito più deboli e con righe nello spettro molto più strette rispetto ad una normale supernova di tipo Ia e sono associate a popolazione stellare giovane. La SN2025ahqr è forse la più debole fra tutte le supernovae di tipo Iax conosciute e come se non bastasse la luminosità della supernova è oscurata dalle polveri della galassia ospite che toglie ulteriori due magnitudine di luminosità.

Concludiamo ricordando che questa supernova non è assolutamente facile da seguire anche se esplosa in una galassia Messier, ma poiché M108 con la vicina M97 è un oggetto fotogenico seguito anche da chi non fa ricerca di supernova, facciamo un appello ai lettori per controllare se nei loro archivi è presente un’immagine di M108 ripresa dal 20 novembre al 20 dicembre. Potrebbero avere ottenuto un’importante pre-discovery. Per chi avesse catturato un’immagine a colori, la supernova è più evidente nel canale R (red) perché arrossata dalle polveri della galassia.

Continuiamo con questa corposa rubrica di fine anno analizzando una scoperta del nuovo gruppo di astrofili cinesi di ricerca supernovae che fanno capo al Sumdo Observatory. Nella notte del 24 novembre Ziyang Mai e Bozhang Shi hanno individuato una debole stella nuova di mag.+18,05 nei pressi della piccola galassia 2MASX J21104814+4341173 posta nella costellazione del Cigno a circa 170 milioni di anni luce di distanza e vicina alla famosa nebulosa Nord America. L’oggetto era molto distante dalla galassia, facendo inizialmente ipotizzare di essere di fronte ad una variabile cataclismica della nostra Via Lattea. Trascorsi 15 giorni dalla scoperta però il transiente era sempre evidente e con una luminosità quasi invariata a mag.+18,1. Non poteva perciò trattarsi di una variabile cataclismica, la cui luminosità normalmente dopo il picco iniziale cala vistosamente nel giro di pochi giorni. Serviva però uno spettro di conferma, che fortunatamente è arrivato nella notte del 9 dicembre ottenuto al Calar Alto Observatory nella Sierra Nevada in Spagna con il telescopio da 2,2 metri. La SN2025aewb, questa la sigla definitiva assegnata, è una supernova di tipo IIP scoperta circa una settimana dopo il massimo di luminosità, verificatosi intorno alla metà di novembre. Con questa scoperta i cinesi del Sumdo Observatory raggiungono quota 6 scoperte nel 2025, preceduti solo dagli altri cinesi del programma XOSS che occupano la vetta della classifica con l’incredibile quota di 38 supernovae scoperte nel 2025. Per la prima volta dopo tanti anni l’esperto ricercatore giapponese Koichi Itagaki non sale sul podio delle scoperte amatoriali e con sole due scoperte si deve accontentare del quarto posto, lasciando l’ultimo scalino del podio al nostro Giancarlo Cortini che nel 2025 ha messo a segno tre scoperte.

Immagine di scoperta della SN2025aewb in 2MASX J21104814+4341173 realizzata dal team del Sumdo Observatory con un telescopio Celestron 11 Edge HD F.10
Immagine della SN2025aewb in 2MASX J21104814+4341173 realizzata 15 giorni dopo la scoperta dal team del Sumdo Observatory con un telescopio Celestron 11 Edge HD F.10
Immagine della SN2025aewb in 2MASX J21104814+4341173 realizzata dall’astrofilo spagnolo Carlos Segarra con un telescopio da 200mm F.4 somma di 25 immagini da 180 secondi.

Concludiamo la rubrica con una stupenda tripletta realizzata nella notte dell’8 dicembre da Michele Mazzucato nell’ambito della collaborazione con i professionisti del CRTS Catalina, sulle immagini ottenute con il telescopio Cassegrain di 1,5 metri di diametro dell’osservatorio americano sul Mount Lemmon in Arizona. La prima scoperta è stata ottenuta nella piccola galassia a spirale vista di taglio PGC70793 posta nella costellazione di Pegaso a circa 320 milioni di anni luce di distanza. Al momento della scoperta il nuovo transiente mostrava una luminosità pari alla mag.+18,6 ed è aumentato fino alla mag.+17 intorno al 25 dicembre. Nella notte del 12 dicembre dal Palomar Observatory in California con il telescopio da 1,5 metri è stato ottenuto lo spettro di conferma, che ha permesso di classificare il nuovo oggetto come una supernova di tipo IIb ed assegnare la sigla definitiva SN2025afzk. La seconda scoperta è stata ottenuta nella galassia a spirale UGC1882 posta nella costellazione del Triangolo, al confine con quella di Andromeda, a circa 500 milioni di anni luce di distanza. Anche questo nuovo transiente al momento della scoperta mostrava una luminosità molto debole pari alla mag.+19,5 e nei giorni seguenti è rimasto costante come luminosità. Nella notte del 16 dicembre dal Keck Observatory con il telescopio gigante Keck II da 10 metri è stato ottenuto lo spettro di conferma. La SN2025agby, questa la sigla definitiva assegnata, è una supernova di tipo IIn, che presenta diverse linee di emissione dell’Idrogeno forti e strette (Narrow).

Immagine di scoperta della SN2025afzk in PGC70793 realizzata dal Catalina con il telescopio Cassegrain da 1,5 metri.
Immagine della SN2025afzk in PGC70793 realizzata dall’astrofilo spagnolo Carlos Segarra con un telescopio da 200mm F.4 somma di 25 immagini da 180 secondi.
Immagine di scoperta della SN2025agby in UGC1882 realizzata dal Catalina con il telescopio Cassegrain da 1,5 metri.

Infine la terza scoperta che è stata ottenuta nella galassia a spirale UGC564 posta nella costellazione di Andromeda a circa 490 milioni di anni luce di distanza. Al momento della scoperta il nuovo transiente mostrava una luminosità pari alla mag.+18,9 e nei giorni seguenti la scoperta ha incrementato di pochi decimi la sua luminosità. Ad oggi nessun osservatorio professionale ha ripreso uno spettro di conferma e pertanto al nuovo oggetto è stata assegnata la sigla provvisoria AT2025agbz. Da notare che la posizione è quasi coincidente con quella della SN2008en scoperta il 3 agosto 2008 dal famoso astrofilo inglese Tom Boles.

Immagine di scoperta della AT2025agbz in UGC564 realizzata dal Catalina con il telescopio Cassegrain da 1,5 metri.
Immagine della AT2025agbz in UGC564 realizzata dall’astrofilo spagnolo Carlos Segarra con un telescopio da 200mm F.4 somma di 25 immagini da 180 secondi.

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