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24 Gennaio 2020
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    Una survey deepsky condotta dai ricercatori del CFHT mostra come le galassie appaiano distribuirsi in una sorta di rete filamentosa, lasciando delle bolle apparentemente, occupate probabilmente dalla Materia Oscura.

    Gli astronomi pensano che soltanto il 4% dell’Universo sia costituito dalla materia e dall’energia osservabili in condizioni normali, mentre la stragrande maggioranza sarebbe composta da una miscela di Materia ed Energia “oscure”, presenti ma non osservabili con metodologie convenzionali.

    .

    La Materia Oscura, di per sé ineffabile, sarebbe però in grado di interagire con la materia ordinaria, influenzandone la distribuzione di massa. Ecco che, osservando la struttura a larga scala dei Super-Ammassi di galassie, è quindi possibile ricavare indizi sulla distribuzione della Materia Oscura. È quanto sono riusciti a fare i ricercatori del Canada-France Hawaii Telescope (CFHT), in una survey del cielo profondo, valutando l’effetto lente-gravitazionale provocato da addensamenti di materia oscura sulla distribuzione di 10 milioni di galassie, in quattro diverse regioni di cielo.

    Le galassie, localizzate a distanze intorno ai 6 miliardi di anni luce, appaiono distribuirsi su una sorta di rete filamentosa che ricorda la tela di un ragno, lasciando bolle o cavità apparentemente vuote, ma in grado di distorcere la luce emessa dalle sorgenti visibili con un effetto simile alle lenti gravitazionali previste dalla teoria della Relatività, ed osservate in presenza di concentrazioni di massa ordinaria significative.

    È indicativo il fatto che le cavità maggiori coincidano con gli Ammassi più densi, suggerendo una correlazione gravitazionale abbastanza evidente.

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