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10 Agosto 2020
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    Osservata la ‘firma’ dell’esplosione di una supernova nel punto del cielo dove qualche giorno prima era apparso un lampo di raggi gamma scoperto dal satellite italiano AGILE. Un evento estremamente raro, che potrebbe essere dovuto all’esplosione di una stella di grande massa in rapida rotazione.

    Oggigiorno non è più un caso raro, grazie ai sofisticatissimi strumenti che scrutano il cielo dallo spazio e da terra, scoprire un lampo di raggi gamma o l’apparizione di una supernova, due tra i fenomeni più violenti ed energetici che avvengono nell’universo.  Ma osservare la ‘firma’ dell’esplosione di una supernova proprio nel punto dove qualche giorno prima era apparso un GRB lo è, senza dubbio. La prima di queste associazioni e’ stata scoperta nel 1998 dal satellite italiano BeppoSAX e da allora, su una media di circa 300 GRB localizzati ogni anno nei raggi X, circa una dozzina finora sono stati associati con sicurezza anche a esplosioni disupernovae. L’ultimo evento di questo tipo è stato scoperto l’11 dicembre scorso da SuperAGILE, lo strumento per il monitoraggio del cielo nei raggi X a bordo del satellite italiano AGILE. SuperAGILE ha segnalato la comparsa di un lampo di raggi gamma, GRB 111211A, che è stato poi osservato sempre nei raggi X anche dal satellite Swift della Nasa e nella luce visibile da vari telescopi a terra.

    Le osservazioni dell’evento condotte come di consueto nei giorni successivi ha sorpreso non poco gli scienziati coinvolti. A differenza infatti degli altri lampi gamma, la luminosità dell’afterglow del GRB 111211A nell’ottico aveva smesso di diminuire dopo circa venti giorni dalla sua comparsa ed era ormai divenuta costante, facendo sospettare che a sostenere questa luminosità ci potesse essere l’emissione di una sorgente come una supernova. Un sospetto che si è tramutato in certezza con le osservazioni spettroscopiche condotte grazie al Gran Telescopio Canarias da 10 metri di diametro a La Palma, sulle Isole Canarie.

    “E’ stata una vera sorpresa” commenta Ettore Del Monte, dell’Istituto di Astrofisica e  Planetologia Spaziali di Roma dell’INAF. “E’ la prima volta che una Supernova viene identificata nello spettro dell’afterglow ottico di un lampo gamma scoperto da SuperAGILE. Quello che trovo affascinante nello studio dei GRB è proprio che questi eventi permettono di organizzare osservazioni sinergiche da satellite e da Terra in così tante bande di energia diverse”.

    Non è ancora del tutto chiaro quali siano i meccanismi fisici che siano alla base di questa cosiddetta “connessione GRB – Supernova”. La spiegazione potrebbe essere trovata indagando le esplosioni di stelle di grande massa prive del loro strato più esterno di idrogeno e dotate di una elevata velocità di rotazione. Ma di sicuro AGILE puo’ dare nuove informazioni per comprendere questi affascinanti e ancora enigmatici fenomeni.

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