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25 Gennaio 2021
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    Inizia l’ultima fase di avvicinamento di Dawn a Cerere e in questa ultima tappa cominciano ad accendersi gli strumenti di bordo. Tra loro, la camera e lo spettrometro italiano VIR, che inviano a Terra le loro prime immagini del pianeta nano.

    Una animazione delle immagini della camera di Dawn scattate il 13 Gennaio. Crediti: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA/PSI

    Dopo un anno passato in orbita intorno all’asteroide Vesta e altri due anni e mezzo di viaggio, la missione NASA Dawn sta finalmente raggiungendo il pianeta nano Cerere. Questa ultima fase di avvicinamento durerà fino al 6 Marzo, giorno in cui Dawn entrerà in orbita intorno a Cerere e darà il via ai successivi 16 mesi di studio. In questa ultima fase di approccio, gli strumenti si accenderanno ogni due settimane, iniziando a inviare a Terra le prime immagini e dati di questo mondo ancora sconosciuto.

    Prima di Dawn, le migliori immagini di Cerere a nostra disposizione erano quelle scattate da Hubble Space Telescope nel 2003 e 2004 e mostravano poco e niente della sfocata superficie di quello che è il corpo piu grande della fascia degli asteroidi. Con i suoi 950 km di diametro, Cerere è a tutti gli effetti un pianeta nano che potrebbe nascondere ghiaccio, oceani sotterranei e chissà quali altre sorprese.
    “Sappiamo molto del Sistema Solare e ancora così poco di questo corpo. Ora Dawn è pronto a rivoluzionare questo stato di cose” annuncia Marc Rayman, ingenere capo e Direttore di missione di Dawn, del Jet Propulsion Laboratory della NASA.

    Il 13 gennaio la Camera di Dawn ha osservato per oltre un’ora Cerere da una distanza di 383,000 chilometri. Crediti: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA/PSI

    Il 13 gennaio, durante la prima accensione in fase di avvicinamento, sono state scattate una serie di immagini che la NASA presenta oggi al pubblico per la prima volta. La prima è un ritratto di Cerere realizzato dalla camera da 383,000 chilometri. Da questa distanza, la camera aveva un potere risolutivo paragonabile a quello con cui l’Hubble Space Telescope ha ritratto il pianeta nano, producendo un’immagine di Cerere che ricopre 26 pixel (in basso uno zoom elaborato al computer). La Camera ha continuato ad osservare Cerere per oltre un’ora e i dati raccolti hanno permesso al team di elaborare una prima animazione dove è visibile più della metà della superficie del corpo e su cui è già possibile indovinare zone chiare e scure (vedi l’immagine a sinistra e l’animazione in alto).

    L’altra preziosa immagine (immagine in basso) è la prima di Cerere realizzata dallo spettrometro italiano VIR ed è tratta dai 6 cubi di dati raccolti finora dallo strumento in questa fase di avvicinamento.

    La prima imagine di Cerere realizzata da VIR il 13 gennaio 2015, da 383,000 chilometri di distanza. Nel box al centro il campo di vista dello strumento di 256 x 123 pixels in cui è visibile Cerere di 10×10 pixels. Nei riquadri: un ingrandimento di Cerere in luce visibile (a 500nm) e nell’infrarosso (a 4800nm). Questo secondo box corrisponde a una mappa di temperatura dove sono visibili zone più calde (in bianco) e zone più fredde (in rosso). Credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/ASI/INAF

    Nell’immagine originale è visibile il pianeta nano ritratto sempre il 13 gennaio, che misura 10 x 10 pixels, in un campo di vista totale dello strumento di 256 x 123 pixels (box al centro dell’immagine). I due zoom in alto sfruttano le varie lunghezze d’onda catturate da VIR per evidenziare come il pianeta nano apparirebbe in bianco e nero a un occhio umano e per mostrare una prima mappa termica nell’infrarosso del corpo celeste.

    Racconta Maria Cristina De Sanctis, PI di VIR “la temperatura media che emerge da queste prime misure è in accordo con quanto ci aspettavamo e già da questa distanza, è possibile vedere che esistono sulla superficie di Cerere zone più o meno calde, che differiscono tra loro per qualche decina di gradi. La composizione di Cerere al momento non è molto chiara. Sicuramente si tratta di un oggetto ricco di materiali idrati, probabilmente ricco di acqua. Uno spettrometro ad immagini come VIR potrà dare indicazioni precise sul materiale che compone la superficie. L’altra cosa che andremo a studiare è l’eventuale presenza di getti di vapor d‘acqua in atmosfera, simili a quelli osservati su Encelado. Le passate osservazioni di Herschel di questo fenomeno ci fanno ben sperare. Il prossimo appuntamento è fissato per il 25 gennaio, prossima accensione degli strumenti. In questa data , la distanza tra Dawn e Cerere sarà scesa a circa 200,000 km e le fotografie realizzate dalla camera avranno una risoluzione migliore di quella del telescopio Hubble, mentre la risoluzione di VIR sarà circa un terzo rispetto a quella della camera. Di sicuro, già da queste fasi di avvicinamento, Cerere ci riserverà molte sorprese.”

    La missione Dawn è gestita dal JPL per conto del Science Mission Directorate della NASA. Dawn è un progetto appartenente al Discovery Program, gestito dal Marshall Space Flight Center in Huntsville, Alabama. La University of California a Los Angeles (UCLA) è responsabile per la parte scientifica. La sonda è stata progettata e costruita da Orbital Sciences Corp. in Dulles, Virginia. Il German Aerospace Center, il Max Planck Institute for Solar System Research, l’ASI, Agenzia Spaziale Italiana e l’INAF, Istituto Nazionale di Astrofisica sono partner internazionali della missione.

    Per maggiori informazioni: http://www.nasa.gov/dawn.

    Vedi l’intervista completa a https://www.youtube.com/watch?v=WHV-MO-nF10&feature=youtu.be





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    Un Commento a “Un pianeta nano nel mirino di Dawn: la prima immagine di Cerere da VIR”

    1. Tonini Marco scrive:

      Complimenti vivissimi a Livia Giacomini per questo articolo,..mi sono piaciute le sue note biografiche, e che addirittura vi sia un corpo celeste a suo nome!!

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