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18 Febbraio 2018
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    La NASA diffonde le immagini del secondo “drill” sulla superficie del Pianeta Rosso, nel cratere Gale. Il rover Curiosity ha già prelevato un secondo campione di roccia per studiarne la composizione chimica e capire se realmente l’ambiente del pianeta in passato era propizio all’esistenza di microorganismi.

    Dopo 288 giorni di missione su Marte, il rover della NASA Mars Science Laboratory Curiosity ha praticato lo scorso 19 maggio un secondo foro in una roccia, profondo 6,6 centimetri e dal diametro di 1,6, prelevando un campione che analizzerà nel suo laboratorio di bordo. Curiosity, atterrato il 6 agosto 2012, ha usato il suo trapano per perforare nuovamente la superficie di Marte, nel sito denominato Cumberland.

    Il primo campione è stato raccolto lo scorso 8 febbraio dal sito John Klein a 2,75 metri dal secondo sito. Le analisi effettuate dal laboratorio della NASA hanno mostrato la compatibilità con un passato ambiente in grado di supportare lo svilupparsi della vita.

    Il secondo foro su Marte nel sito di Cumberland (credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS)

    Presto il secondo campione sarà analizzato dal laboratorio SAM (Sample Analysis at Mars) e CheMin (Chemistry and Mineralogy), per studiarne la composizione e per confermare i dati del campione di John Klein, vale a dire un ecosistema propizio all’esistenza di microorganismi e di acqua non troppo acida. Entrambi i fori praticati finora si trovano nella zona denominata Yellowknife Bay, nel cratere Gale. Le due rocce, piatte e con venature chiare, sono molto simili anche se Cumberland sembra avere molti più granuli (resistenti alla erosione), responsabili delle asperità del suolo.

    Presto Curiosity, che ha percorso finora solo 700 metri, dovrà dirigersi verso il Monte Sharp, distante 8 km e alto 5.500 metri. Per raggiungerlo occorreranno mesi.

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