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16 Novembre 2019
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    Il deserto nettuniano è una regione prossima a una stella dove si ritiene che non si possano trovare pianeti con dimensioni pari a quelle di Nettuno. In questo caso, però, l’esopianeta Ngts-4b (simile a Nettuno, più grande della Terra e decisamente più caldo di Mercurio) si è fatto strada arrivando proprio lì dove non dovrebbe stare, conservando intatta la sua atmosfera gassosa.

    L’esopianeta NGTS-4b, soprannominato “il pianeta proibito in transito davanti al suo sole, la stella NGTS-4”. Crediti: University of Warwick/Mark Garlick

    Tre volte più grande e 20 volte più massiccio della Terra; un raggio inferiore del 20 per cento rispetto a Nettuno e una temperatura decisamente più alta di Mercurio, con i suoi 1000 gradi Celsius. Ecco a voi l’esopianeta nettuniano Ngts-4b, soprannominato “il pianeta proibito” perché trovato – da un gruppo di ricercatori guidati dell’Università di Warwick con i telescopi dell’Eso Next-Generation Transit Survey (Ngts) – in quello che dovrebbe essere un “deserto nettuniano”.

    Questo oggetto sarebbe dotato di una rispettabilissima atmosfera gassosa e completa un’orbita attorno alla sua stella madre in soli 1,3 giorni (l’orbita terrestre attorno al Sole è di 365 giorni). Ed è proprio per questi due motivi che la scoperta ha dell’incredibile: un pianeta di tipo nettuniano non potrebbe trovarsi così vicino alla sua stella madre, poiché a distanze così brevi i pianeti perdono quasi del tutto l’atmosfera, che evapora lasciando solo il nucleo roccioso. Con l’espressione “deserto nettuniano” s’intende, infatti, proprio quella regione prossima a una stella dove si ritiene che non si possano trovare pianeti con dimensioni pari a quelle di Nettuno.

    L’ipotesi dei ricercatori è che Ngts-4b possa essersi fatto strada verso il deserto nettuniano della sua stella solo di recente, cioè nell’ultimo milione di anni. «Questo pianeta deve essere “tosto”, è proprio nella zona in cui ci aspettavamo che i pianeti delle dimensioni di Nettuno non potessero sopravvivere», dice il primo autore dello studio, Richard West, dell’Università di Warwick.

    Il pianeta è stato avvistato con il metodo del transito: gli esperti osservano una stella e la sua luce in cerca di un calo della luminosità provocato dal passaggio di un pianeta. I sistemi a terra attualmente disponibili di solito possono individuare cali di luminosità almeno dell’1%, ma i telescopi Ngts riescono a registrare cali di luminosità dello 0,2%.

    Per saperne di più:


    GIOVE il gigante venuto da lontano
    Lo possiamo osservare brillante già in prima serata ma è anche oggetto di un nuovo studio che ne rivede l’origine e l’evoluzione…

    Coelum Astronomia di Giugno 2019
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