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18 Ottobre 2019
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La ISON va in scena

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La cometa ISON sarà visibile a occhio nudo un po’ prima del sorgere del Sole a partire dalla seconda decade di novembre, seguiamola (quasi) giorno per giorno.

La cartina illustra il percorso apparente della ISON nel mese di novembre quando, durante le prime due settimane, si potrà osservare a partire all'incirca dalle 4:00 del mattino sopra l'orizzonte di est-sudest, mentre per vederla alla massima luminosità si dovranno attendere le 6:00 e la fine del mese. Si tenga presente che la scala dell'illustrazione consente di dare soltanto una vaga idea sulla posizione della cometa, che quindi dovrà essere cercata e inquadrata aiutandosi con le coordinate equatoriali orarie che potrete trovare nel sito di Coelum nella sezione "Cielo del mese".

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E così, dopo un’attesa di 13 mesi da quando ne fu annunciata la scoperta e il suo probabile futuro da “cometa del secolo” (in senso assoluto), la C/2012 S1 (ISON) si appresta a rivelare nel mese di novembre la sua reale possibilità di diventare, più modestamente, almeno la “cometa del 21° secolo”.

Alla data in cui stiamo scrivendo (metà ottobre), non sembrano esserci sostanziali novità rispetto a quanto abbiamo riportato nell’articolo del numero scorso. Sulla base delle stime attuali, sembra che la ISON potrà raggiungere al massimo un valore di luminosità prossimo alla –6, ben al di sotto delle prime valutazioni che, come si ricorderà, la vedevano raggiungere magnitudini comprese tra la –10 e la –15. Al 15 ottobre la cometa distava dalla Terra circa 1,72 UA e nelle foto più riuscite presentava un’unica coda estesa per circa 20 primi d’arco. La chioma era invece aumentata in dimensione, assumendo una colorazione verdastra, diretta conseguenza della sublimazione di molecole di gas cianogeno e carbonio eccitate dai raggi UV provenienti dal Sole. Insomma, una graziosa cometina di decima magnitudine, ma niente che possa minimamente far pensare a una cometa in procinto di trasformarsi nello spettacolo che tutti stiamo aspettando. Nulla a che vedere, infatti, con le previsioni diffuse dopo la sua scoperta, che per quella data davano la ISON già alle soglie della visibilità ad occhio nudo… [...]

Per ciò che riguarda le circostanze osservative generali possiamo dire che, salvo sorprese, la cometa ISON sarà visibile a occhio nudo un po’ prima del sorgere del Sole a partire dalla seconda decade di novembre e dovrebbe subire un rapido incremento di luminosità a partire dal 26, raggiungendo il massimo tra il 28 (giorno del passaggio alla minima distanza dal Sole) e il 29, anche se nella quindicina di giorni a cavallo del passaggio al perielio, a causa della sua estrema vicinanza al Sole, sarà di difficilissima osservazione.

In quelle condizioni potremo forse vedere la sua coda se questa raggiungerà lunghezze considerevoli. Dovrebbe quindi rimanere ancora visibile a occhio nudo sin verso la metà di gennaio.

Ma vediamo di descrivere in dettaglio come ci potrebbe apparire la ISON nei momenti clou della sua apparizione. [...]

Leggi tutti i dettagli e i consigli per l’osservazione giorno per giorno, con tutte le immagini, nel Diario minimo di Davide Trezzi presente a pagina 17, all’interno dell’articolo La ISON va in scena,  di Coelum n.175.

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2 Commenti a “La ISON va in scena”

  1. Michele Terzo scrive:

    ok esiste un modo per aggiornare le effemeridi sull’ap di android skymap?
    Esiste un programmino win xp come fu fatto per la hall bop per seguirla ogni giorno? saluti michele

    • Paola De Gobbi scrive:

      Caro Michele,

      per quanto riguarda la app dovrebbe chiedere allo sviluppatore del software, si trovano sempre i contatti nella pagina google play dell’app stessa.

      So che esistono altre app che seguono anche le traiettorie delle comete, che sincronizzano i database con quelli del minorplanet/NASA etc… ma dovrebbe fare una ricerca sempre sul Google Play.

      Per il programmino win xp sinceramente non so a cosa si riferisce, ma al link che trova qui in alto nell’articolo, della sezione comete, può trovare le effemeridi giorno per giorno, che le indicano la posizione della comete in linea di massima (riferite ad un osservatore di centro Italia).

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