Wide field nella Spada di Orione: da NGC 1981 a NGC 1999
di Eugenio Torresi inserita il 10 Ottobre 2026
L’immagine rivela le deboli strutture del Complesso Molecolare di Orione, evidenziando il continuo passaggio da gas ad alta temperatura ionizzato dai fotoni UV a regioni fredde a riflessione e polveri opache che estinguono la luce stellare di fondo. Al centro del campo brilla la Grande Nebulosa di Orione (M42 / M43): è la regione H II più vicina alla Terra (∼1.350 anni luce), alimentata e ionizzata dal sistema multiplo del Trapezio (Theta Orionis). Nella parte superiore della “Spada di Orione” si evidenzia la “Running Man Nebula” (NGC 1977 / 1975 / 1973): è un complesso di nebulose a riflessione separate da corsie di polvere oscura, che formano la celebre silhouette dell’uomo che corre; ancora più in alto vi è NGC 1981, un ammasso aperto formato da stelle giovani di tipo B che segnano la cima dell’asterismo. All’opposta estremità del campo si nota la “Pearl Nebula” (NGC 1999): una nebulosa a riflessione illuminata dalla stella variabile V380 Orionis; la macchia scura al suo centro non è una nube opaca, ma un vero e proprio vuoto nello spazio aperto da potenti jet protostellari. Inizialmente la macchia scura al centro era stata considerata come un globulo di Bok o una nube molecolare oscura; successivamente le osservazioni del telescopio spaziale Herschel dell’ESA (affiancate da quelle del telescopio da terra APEX) hanno completamente ribaltato questa interpretazione scientifica. Studiando le stelle in formazione dentro quella che credevano una nube di polvere, gli astronomi si aspettavano di registrare un’intensa emissione nell’infrarosso; questo perché le polveri fredde e dense assorbono la luce visibile, emettendo invece calore proprio in quella frequenza. Sorprendentemente il segnale infrarosso era nullo: zero emissione termica e trasparenza totale. La conclusione scientifica fu che si tratta di una cavità tridimensionale del tutto priva di materia, scavata nel mezzo interstellare dai getti protostellari ad alta velocità della neonata V380 Orionis e degli oggetti Herbig-Haro adiacenti. Area Osservativa del GrAG, Loc. Lasco di Picio, Monte Romano (VT). ASKAR FRA400, F 5.6; ZWO ASI2600 MC Air; SkyWatcher Wave 150i. 2,20 ore, pose da 300 sec, Optolong L-Pro. 10 min, pose da 30 sec, Optolong L-Pro. Elaborazione in PixInsight.









