Il Grande Complesso del Cigno: tra sculture ionizzate e fiumi di polvere

di Eugenio Torresi inserita il 28 Settembre 2026

Il Grande Complesso del Cigno: tra sculture ionizzate e fiumi di polvere

Al centro del campo spiccano due strutture distinte formate da gas ionizzato ad altissima energia, sono la Nebulosa Nord America (NGC 7000) e la Nebulosa Pellicano (IC 5070). Fanno parte di un’unica e gigantesca nube molecolare, ma risultano separate visivamente da un fitto “fiume” di polvere oscura in primo piano: è LDN 935, che assorbe la luce retrostante sagomando il celebre “Golfo del Messico” e il “becco” del Pellicano. L’idrogeno ionizzato H II forma la struttura portante di entrambe le nebulose e si estende ben oltre i contorni visibili, permeando il fondo del cielo e i bordi dell’inquadratura. La sua massima intensità si concentra lungo le creste di fotolisi, dove la radiazione UV impatta direttamente sulle nubi molecolari. I punti di massima densità sono il Cygnus Wall (il “Messico”) e la testa/collo del Pellicano. L’idrogeno nella parte esterna dell’inquadratura forma un tappeto uniforme, solcato da sottili “fiumi” di polvere fredda che estinguono la luce d’idrogeno sottostante. A differenza dell’idrogeno, l’emissione dell’ossigeno ionizzato OIII è molto più debole e localizzata, concentrandosi nel “Golfo del Messico” (cavità interna di LDN 935) e nel “Cygnus Wall” (Fronte d’urto di NGC 7000); là in particolare l’ossigeno forma un sottile strato luminoso e definito che segue esattamente il bordo del “muro”, evidenziando l’interfaccia dove la cavità di gas ionizzato ad alta energia espande ed impatta contro la parete della nube molecolare fredda. Verso i bordi del frame emerge un intricato filamento di nubi molecolari fredde, deboli archi ad emissione e colonne di formazione stellare scolpite dalla violenta radiazione ultravioletta della stella ionizzatrice nascosta Bajamar Star. Essa è la principale responsabile della ionizzazione dei gas e della luminosità dell’intero complesso nebulare; è un sistema binario tra i più massicci ed energetici conosciuti entro 3000 anni luce dal Sole. Nonostante la sua potenza intrinseca, dalla Terra appare come una stella debole (circa 13 di magnitudine visiva); questo accade perché si trova dietro la densa nube molecolare oscura LDN 935, che assorbe la sua luce visibile di quasi 10.000 volte. Se non fosse per questa polvere interstellare, essa sarebbe così visibile a occhio nudo da cambiare l’asterismo stesso della costellazione del Cigno. Per individuarla bisogna fare riferimento al nome assegnatole per via della sua posizione geometrica; si trova in una zona adiacente alla parte della nebulosa che ricorda la “Florida”, pertanto i ricercatori l’hanno battezzata come l’antico nome spagnolo delle Bahamas: cioè Islas de Bajamar, ovvero “isole di bassa marea”. ASKAR FRA400, ridotto F 3.9; ZWO ASI2600 MC Air; SkyWatcher Wave 150i. 3 ore, pose da 180 sec, Optolong L-eXtreme. 15 min, pose da 30 sec, Optolong L-Pro. Elaborazione in PixInsight.