Una ricostruzione naturalistica di ciò che potremo osservare la sera del 3 aprile verso le 21:00, quando il progressivo scurirsi del cielo rivelerà la brillantissima Venere circondata dalle stelle dell’ammasso delle Pleiadi.
Il fenomeno celeste più importante del periodo, che accadrà in aprile, sarà sicuramente la congiunzione tra Venere e le Pleiadi, evento che si ripete esattamente ogni 8 anni (vedi su Coelum n. 71, l’articolo “La congiunzione perfetta” di Aldo Vitagliano). La particolarità che spiega questa affascinante regolarità sta nel fatto che i periodi di rivoluzione di Venere e Terra stanno tra loro quasi esattamente come il rapporto 13/8.
Percorso seguito dal pianeta durante l’attraversamento dell’ammasso.
In pratica, nel tempo in cui la Terra compie 8 rivoluzioni (impiegando 2922,1 giorni), Venere ne compie 13, impiegando quasi altrettanto: 2921,1 giorni. Ciò significa che, ogni 8 anni, Venere vista dalla Terra assumerà quasi la stessa identica posizione rispetto alle stelle fisse, proiettandosi nella medesima zona di cielo.
PROGRAMMA PROVVISORIO – In costante aggiornamento, verificare sempre sul sito.
Ore 20:30. 03.04: Concerto bandistico “Musica dallo spazio” Le colonne sonore dei film di fantascienza. Presso il Cineteatro De Andrè di Mandello del Lario.
Per le prenotazioni, il programma completo e altre informazioni consultare il sito:
www.astronauticon.it
Il Planetary Science Institute, in collaborazione con l’Arizona State University, ha realizzato la prima mappatura geologica completa di Io, la “vulcanica” luna di Giove: un planisfero che mostra le posizioni e le caratteristiche, con le relative età geologiche, di alcune tra le più peculiari ed imponenti strutture vulcaniche e colate laviche del Sistema Solare.
La mappa, risultato di sei anni di lavoro sui dati trasmessi dalle sonde automatiche che hanno visitato il sistema di Giove, tra tutte la Galileo, mostra 19 diverse tipologie di strutture vulcaniche: patere (depressioni simili a caldere), bacini di colmata, fronti di colata, domi vulcanici, depositi di ceneri e sedimenti sulfurei, assieme ad alte montagne di forma e dimensioni varie. Sono presenti 425 diversi centri attivi, distribuiti su una superficie totale pari al 3% della superficie di Io, mentre i campi di colate laviche rappresentano il 28% della superficie, ma contengono soltanto il 31% delle bocche eruttive.
La mappatura è stata ottenuta combinando e sovrapponendo i dati acquisiti nel 1979 dai Voyager 1 e 2, con i dati dei fly-by della Galileo tra il 1995 ed il 2003, insieme con le rilevazioni della New Horizons effettuate nel passaggio del 2007: data l’estrema dinamicità geologica di Io, è interessante notare come non si veda alcun grosso bacino da impatto.
I crateri vengono infatti cancellati dal rimodellamento superficiale causato dal vulcanismo continuo della luna, 25 volte più attiva della Terra. La mappa, quindi, non è in senso pieno significativa della situazione geomorfologica attualmente presente sul satellite, né di quella futura: costituisce una sorta di prezioso database storico, che consentirà di ricostruire nel tempo l’evoluzione dinamica del vulcanismo di Io, quando si renderanno disponibili i dati trasmessi da future missioni esplorative o ripresi dagli osservatori spaziali ad alta definizione.
22.03: “Il satellite Planck” di Reno Mandolesi.
Per gli orari di apertura, Info e contatti dal lunedì al venerdì orario 9:30 – 13:00:
Tel. 0721 892390, E-mail: info@museodelbali.org
www.museodelbali.org
LEDA 074886 è una galassia nana dalla rara forma rettangolare. Cortesia L. Spitler – Swinburne University of Technology
L’oggetto, una galassia nana dalla forma davvero singolare, si trova a 70 milioni di anni luce dalla Terra, e fa parte di un ammasso formato da altre 250 galassie collocato prospetticamente al centro della costellazione di Eridano. È stato “scovato” tra le immagini riprese a largo campo in una survey del Telescopio giapponese SUBARU e scoperta dall’astrofisico Lee Spitler.
Un'immagine in falsi colori e molto contrastata permette di evidenziare la struttura a disco centrale. Cortesia L. Spitler – Swinburne University of Technology
Si pensa che la stranissima morfologia derivi dal processo di collisione tra due galassie, forse satelliti della maggiore NGC 1407, la più luminosa dell’ammasso. Al momento sembra meno probabile un effetto deformante causato da forze di interazione mareale dovute alla gravità dell’Ammasso.
All’interno è presente un disco di stelle che ruota alla velocità di 33 km/s, anche se non si sa se è a forma di spirale, perché si proietta lungo la linea di vista da Terra. Nonostante la sua forma sia più unica che rara, anche “noi” – o, meglio, i nostri più remoti discendenti – potremmo in futuro abitare in una galassia a rettangolo: è la forma che potrebbe risultare, secondo alcune simulazioni al computer, dal processo di collisione, già praticamente iniziato, tra la nostra stessa Via Lattea e la grande spirale di Andromeda.
Aprile: II Meeting della Sezione di Ricerca Luna Dopo un periodo di inattività, la Sezione di Ricerca
Luna dell’Unione Astrofili Italiani riprende la propria funzionalità. Il secondo meeting della SdR Luna UAI vuole fare il punto della situazione sulla ricerca e sui programmi osservativi del nostro Satellite. Data e luogo da definire
http://luna.uai.it
www.uai.it
Escursioni in montagna, a Pian dell’armà (PV), per l’osservazione degli astri nei venerdì e sabato di marzo: 16/17, 23/24 e 30/31.
Informazioni GAR: 3803124156 e 3332178016
E-mail: info@astrofilirozzano.it
www.astrofilirozzano.it
30.03: SERATA OSSERVATIVA. Osservazione della Luna all’esterno della sede, accompagnata da una
proiezione del planetario dal titolo: la Luna e le sue fasi.
Per informazioni: Tel 3280976491
astrofili_lariani@virgilio.it
www.astrofililariani.org
Corso di Astronomia 2011 – 2012 29.03: “Le Stelle” a cura di Carlo Busciemi, Domenico Antonacci, Alberto Villa Conclude la serata Fabio Marzioli con “L’angolo del francobollo” in tema.
Per informazioni sulle attività della AAAV:
www.astrofilialtavaldera.it
29.03: “Il satellite Swift” di Gianpiero Tagliaferri.
Per gli orari di apertura, Info e contatti dal lunedì al
venerdì orario 9:30 – 13:00:
Tel. 0721 892390, E-mail: info@museodelbali.org
www.museodelbali.org
Cari utenti del sito Coelum Astronomia,
abbiamo il piacere di annunciarvi che dopo un intenso periodo di sviluppo abbiamo implementato e attivato nella galleria di immagini Photo-Coelum un pratico sistema di geolocalizzazione delle immagini.
Il sistema consiste in un tag che consente di localizzare geograficamente un’immagine sulla mappa geografica: ogni autore ha ora la possibilità di indicare il luogo in cui ha scattato l’immagine che vuole condividere con gli altri appassionati di astronomia.
La sfida maggiore nell’implementazione di queste nuove funzioni è stata, come sempre, quella di rendere il sistema il più semplice e facile possibile per l’utente.
Come potrete vedere, caricando una immagine in Photo-Coelum, oltre ai consueti dati vi sarà chiesto (facoltativamente) di selezionare su una piccola mappa il luogo dove avete eseguito lo scatto. Il tutto risulta molto semplice: basta scrivere la località più vicina al luogo in questione per centrare immediatamente la mappa nel punto giusto, dopodichè, per dare indicazioni precise del luogo, potrete trascinare il segnalino rosso fino a raggiungere la località precisa.
Il servizio è realizzato sfruttando le pratiche e conosciute mappe di Google e di conseguenza sono disponibili tutte le relative funzioni di trascinamento, zoom con la rotella del mouse e la visualizzazione in modalità mappa o satellite.
Per gli appassionati più attrezzati e dotati di rilevatore GPS è anche possibile inserire direttamente le coordinate geografiche, se conosciute.
Speriamo che questa nuova funzionalità di Photo-Coelum sia gradita e che la sfruttiate al meglio.
Saranno presto disponibili nuove funzionalità legate al geotagging quindi continuate a seguirci!
Se avete domande o suggerimenti da darci, saremo lieti di leggere le vostre email e messaggi.
L’avvento delle macchine calcolatrici, la nascita della società dell’automazione e di quella dell’informazione sono pietre miliari della storia del Novecento. Vedere la Scienza Festival quest’anno coglie l’occasione del centenario della nascita di Alan Turing, padre dell’informatica, per riflettere sul rapporto tra uomo e macchine, a cui dedica la rassegna serale di film. Steven Spielberg (AI, 2001; Minority report, 2002), Ridley Scott (Blade Runner, 1982), Fritz Lang (Metropolis, 1927), Charlie Chaplin (Tempi moderni, 1936), Alex Proyas (Io, robot, 2004), Jacques Tati (PlayTime, 1967) sono solo alcune delle prestigiose firme di celeberrime pellicole: il festival proporrà una selezioni di questi titoli, come di consueto con ingresso libero e gratuito. Il Festival è anche un concorso internazionale, occasione unica per vedere una selezione delle migliori produzioni internazionali degli ultimi due anni. Le sessioni, sempre ad ingresso libero e gratuito, spaziano come di consueto tra molte discipline: astronomia, scienze della vita, fisica, storia della scienza, scienze della Terra e dell’ambiente, energia, etc. Una Giuria Internazionale di esperti di cinema scientifico, comunicazione e scienziati valuterà i titoli e assegnerà un premio per ciascuna categoria. A completamento del programma dibattiti, incontri con autori e registi e discussione con esperti di ciascun settore sulle tematiche affrontate nel corso di tutta la settimana.
Programma completo e informazioni:
Tel 0250314680 – Email: vederelascienza@unimi.it
www.brera.unimi.it/festival
27.03: “L’Atmosfera come rivelatore: il CTA ed il futuro dell’astronomia gamma” di Angelo Antonelli.
Per gli orari di apertura, Info e contatti dal lunedì al
venerdì orario 9:30 – 13:00:
Tel. 0721 892390, E-mail: info@museodelbali.org
www.museodelbali.org
A cominciare dal 25 marzo un sottile crescente di Luna avvicinerà in successione Giove (separazione di 3,3°), Venere (2,2°) e l’ammasso delle Pleiadi (5,9°).
Con il cielo sereno e l’aria limpida, sarà così possibile osservare verso le 22:00, per almeno tre giorni, una serie di congiunzioni tra Luna e pianeti e tra Luna e Pleiadi.
Una splendida occasione per delle riprese a medio e grande campo (N.B. Il disco lunare è fuori scala).
23.03: “Il nucleare e Il problema energetico in Italia “ Prof. Franco Casali.
Organizzati da: Dip. di Fisica Università di Ferrara, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Gruppo Astrofili Ferraresi “Columbia“ e Coop. Sociale Camelot.
Ricordiamo inoltre che, nel mese di Maggio 2012 si terrà presso le Valli di Ostellato (FE), CielOstellato 2012 Alta Risoluzione XV Meeting Nazionale Astrofili, organizzato dal Gruppo Astrofili Ferraresi “Columbia“ e Coop. Camelot. L’Osservatorio Astronomico “Paolo Natali“ del Columbia è inoltre aperto al pubblico da Aprile a Settembre tutti i venerdì sera, fatta eccezione per le serate de i “Venerdì dell’Universo”.
25.03, ore 14:30: “Diamo i numeri e non solo” la matematica si fa divertente.
Per gli orari di apertura, Info e contatti dal lunedì al venerdì orario 9:30 – 13:00:
Tel. 0721 892390, E-mail: info@museodelbali.org
www.museodelbali.org
20 Marzo 2012 ore 06:14 – Equinozio di primavera: inizia la primavera astronomica
Il 20 marzo il sole infatti si troverà al Punto Gamma, dove la sua declinazione (e anche l’ascensione retta) sarà esattamente pari a zero. Sorgerà quasi perfettamente a est e tramonterà quasi perfettamente a ovest, con una durata del giorno teoricamente uguale a quella della notte. A complicare le cose contribuiscono in realtà molti altri fattori (ad esempio la rifrazione atmosferica) tanto che alle nostri latitudini la parità si raggiunge in realtà circa tre giorni prima dell’equinozio.
Come è noto, l’equinozio di primavera può cadere solo il 19, 20 o 21 marzo, anche se nel 19° e 20° secolo si è verificato sempre il 20 o il 21. L’ultimo 19 marzo è stato alla fine del diciottesimo secolo e il prossimo sarà solo nel 2044.
Nel 21° secolo poi si è verificato il 21 marzo solo nel 2003 e nel 2007, e la cosa non si ripeterà più fino al 21 marzo 2102!!
Nella figura una comparazione tra l’arco diurno (il percorso apparente del Sole dovuto alla rotazione terrestre) del Solstizio estivo, degli equinozi e del Solstizio invernale.
23.03: “Nanotecnologie nella natura e nell’arte” relatore Paolo Mazzoldi.
Per informazioni: Tel 041 590 0657- 335 537 6859
E-mail: circolo.galilei@somsmogliano.it
http://circologalilei.somsmogliano.it
23.03: I Venerdì dell’A.R.A.R. “Correre fra le stelle: la Maratona di Messier” di Paolo Morini. Sala Conferenze del Planetario, ingresso libero.
La prenotazione è sempre consigliata.
Per info: tel. 0544-62534, E-mail info@arar.it
Escursioni in montagna, a Pian dell’armà (PV), per l’osservazione degli astri nei venerdì e sabato di marzo: 16/17, 23/24 e 30/31.
Informazioni GAR: 3803124156 e 3332178016
E-mail: info@astrofilirozzano.it
www.astrofilirozzano.it
23-25.03: “110… e lode” Grande Maratona Messier. Il più classico e atteso appuntamento per gli astrofili amanti del deep sky: una maratona a caccia dei 110 oggetti del catalogo Messier. La sfida osservativa, a cui partecipano astrofili di tutto il mondo, invita tutte le associazioni italiane a dedicare le notti di questo week-end alla Grande Maratona.
http://divulgazione.uai.it/index.php/Maratona_Messier
Credo che il Leo Minor (il Leoncino), assieme all’Equuleus (il Cavallino), detenga nel nostro emisfero celeste la palma della costellazione più misconosciuta. Altre costellazioni sono ancora più piccole, oppure contrassegnate da stelle molto deboli (Coma, Delphinus, Vulpecula, Sagitta, Scutum), ma per caratteristiche legate alla loro riconoscibile morfologia, per ragioni storiche o per la fama dei loro oggetti deepsky, quest’ultime sono comunque molto più conosciute e frequentate rispetto alle prime due. Sebbene facilmente rintracciabile come posizione (a nord del Leone e a sud dell’Orsa Maggiore), il Leoncino risulta tuttavia di difficile identificazione, con una sola stella al di sotto della quarta magnitudine: Praecipua che, caso unico in tutto il cielo, non è né la stella alfa né la beta della costellazione, ma semplicemente la n° 46!
Sembra infatti che quando l’astronomo inglese Francis Baily, verso la metà del 19° secolo, si mise ad assegnare le lettere greche alle stelle del Leo Minor (rimaste anonime dal 1687, anno in cui Hevelius creò la costellazione), nominò come beta la seconda stella più luminosa, ma si dimenticò letteralmente di Praecipua… alla quale rimase soltanto il numero di Flamsteed e il nome proprio, regalatole dal nostro Giuseppe Piazzi. E gli oggetti deepsky del Leoncino? Anche quelli saranno così anonimi da non valere nemmeno il tempo di un’occhiata? Cerchiamo di scoprirlo in questa puntata.
Qui sopra gli oggetti consigliati questo mese con la mappa generale per trovarli e i loro dati principali (cliccare sull’immagine per una migliore lettura). Per approfondire leggi tutti i dettagli e i consigli per l’osservazione, i cenni storici, le immagini e le mappe dettagliate, nell’articolo tratto dalla Rubrica Nel Cielo di Salvatore Albano presente a pagina 72 di Coelum n.157
Una piccola stazione ferroviaria sperduta nella tundra innevata. Niente lampioni, né macchine, né case, il cielo è il padrone assoluto. A pochi metri, un unico edificio, il Mountain Lodge. È tutta qui Abisko, nel centro esatto della Lapponia svedese, 200 km a nord del Circolo Polare Artico e a un’ora di treno dall’abitato più vicino.
Sfidando temperature proibitive, nei mesi invernali qui si radunano viaggiatori provenienti da tutto il mondo. La ragione che li spinge ad affrontare 3 o 4 coincidenze aeree e mezz’ora di vestizione ogni volta che si tratta di mettere il naso fuori dal tepore dell’albergo, si chiama aurora boreale.
L'Aurora Sky Station.
Il “Blue Hole of Abisko” è forse il luogo migliore al mondo per osservarla. Circondato da montagne che ostacolano le precipitazioni, assicura agli Aurora Hunters 200 giorni all’anno di cielo limpido. Il 2012 e il 2013, con i loro picchi di attività solare, sono gli anni in cui le probabilità di assistere ad aurore spettacolari sono tra le maggiori della decade in corso.
Sì, perché le “luci del Nord” non sono tutte uguali, né è sufficiente varcare la fatidica soglia del circolo polare per osservarle.
Nelle immediate vicinanze dell’albergo, in venti gelidi minuti una seggiovia porta all’Aurora Sky Station, situata a 1000 metri di altitudine sulla vetta del monte Nuolja (il “monte che tiene lontane le nuvole”, secondo le popolazioni Sami). Qui, l’assoluta mancanza di inquinamento atmosferico e luminoso trasforma le lunghe notti di caccia in sogni a occhi aperti.
L'aurora sopra il monte Nuolja, il monte che, secondo le popolazioni Sami "tiene lontane le nuvole"
Mentre sorseggio un succo di lampone artico caldo, incontro i miei 7 compagni d’avventura, provenienti da Inghilterra, Olanda, Francia e America, tutti accumunati della passione per il cielo, e incontro Chad Blakley che, stregato dalle luci del Nord, si è trasferito ad Abisko dal lontano Wyoming, per studiare e fotografare l’aurora, che d’inverno organizza safari fotografici notturni.
Chad ci ha fornito preziosi consigli per consentire a noi e alla nostra attrezzatura fotografica di sopravvivere a temperature inferiori ai -30°C. Fotografare a queste temperature non è uno scherzo. Oltre a rischiare l’amputazione delle dita ogni volta che si tolgono i guanti per modificare le impostazioni della macchina, bisogna anche evitare gesti troppo bruschi o affrettati. Dopo un’intera notte all’aperto, macchina e cavalletto si trasformano in fragilissimi pezzi di ghiaccio metallici. Quindi, niente telecomandi a filo perché si spezzerebbero, solo a infrarossi; niente autofocus, né sulla macchina né sull’obbiettivo se si vuole riportarli a casa integri, e numerose batterie di scorta, perché il tempo di resa a queste temperature è un terzo della normale durata. Nel gruppo c’è stato chi in 5 ore ne ha usate ben 4!
Abisko National Park.
Sono partita con la speranza di fotografare un’aurora di livello 3, grado di tutto rispetto, dominato da archi e nastri poco dinamici di colore verde, dovuti alle particelle che interagiscono con gli atomi di ossigeno ad un’altezza compresa tra i 100 e i 300 km di quota. Le mie aspettative sono state ampiamente superate nella notte tra il 25 e 26 gennaio, quando un flare classificato M9 ha raggiunto la terra dando vita alla tempesta magnetica più forte degli ultimi 7 anni.
Come ogni pomeriggio, anche quel giorno eravamo riuniti davanti al proiettore per commentare le foto della sera precedente, quando Chad arrivò di corsa nella sala per le proiezioni. Agitava il cellulare urlando le previsioni di SpaceWeather: quella notte era prevista un’aurora di grado 6. Ci disse che era stato appena contattato da National Geographic. In nord America era previsto cielo coperto, perciò la tempesta magnetica sarebbe stata visibile solo in Scandinavia: volevano un servizio fotografico. Nessuno di noi si capacitava della nostra fortuna.
Verso il lago ghiacciato.
Dopo un breve breafing, decidemmo che quella sera non saremmo saliti all’Aurora Sky Station, ma ci saremmo diretti sulle rive del lago ghiacciato, all’interno del parco naturale di Abisko. Lì, il Lodge aveva una capanna per gli attrezzi, davanti alla quale avremmo potuto accendere un fuoco, indispensabile per scaldarsi in quella che si profilava come una lunga notte.
Cenammo velocemente perché eravamo tutti preda dell’eccitazione.
Chad ci disse di coprirci il più possibile, fuori c’erano -32°C. Indossammo un intero guardaroba: quando ci incontrammo fuori dalla porta eravamo irriconoscibili gli uni agli altri. Solo gli occhi erano scoperti.
Trainando su un bob la legna per il fuoco, arrivammo al lago dopo mezz’ora di cammino. Ognuno scelse dove posizionare il cavalletto. Quella notte sarebbe terminata otto ore dopo, alle 4 del mattino.
Occorrono dosi massicce di pazienza e resistenza, perché l’aurora ama celarsi, e dopo una prima, lattiginosa apparizione ha latitato per ore prima di apparire in tutto il suo cangiante splendore.
Qualcuno è stato sul punto di rinunciare, perché il freddo era, semplicemente, insostenibile. Ma quella notte non si poteva davvero: sapevamo che probabilmente non saremmo più stati tanto fortunati. Così ci scaldammo saltando, correndo e ballando intorno al fuoco.
Quando finalmente la vedemmo prendere forma con luci che vorticavano tumultuosamente avvolgendo tutta la volta celeste, contro un cielo tempestato di stelle come raramente accade di vedere nella vita, la vista ci lasciò ammutoliti. Ma fu solo un momento, prima di abbandonarci a grida di gioia e abbracci commossi tra compagni di avventura che fino a pochi giorni prima erano perfetti sconosciuti.
E questa sono io!
Abbiamo osservato incantati tutte le possibili forme dell’aurora, dai semplici nastri che si arrotolavano e arricciavano, ad archi pulsanti fino alle strutture più complesse come tende e corone. L’intensità era così elevata che, in alcuni momenti, alle quote più alte comprese tra i 300 e 400 km, è stato possibile osservare il colore rosso.
Fotografarla non era semplice, il movimento era talmente rapido che persino un’esposizione di 3 secondi risultava eccessiva. Dopo ore di fotografie abbiamo deciso di sdraiarci e abbandonarci alla vista di quel meraviglioso spettacolo della natura.
Nessuno di noi potrà mai dimenticare la notte in cui il nostro sogno è diventato realtà.
18.03: GIORNATA NAZIONALE DEI PLANETARI
Dalle ore 10.30 alle 23: osservazioni al telescopio, laboratori didattici, Conferenze e molto altro ancora.
Ingresso libero. 18.03, ore 10:30: Osservazione del Sole.
La prenotazione è sempre consigliata.
Per info: tel. 0544-62534, E-mail info@arar.it
Giornata Nazionale dei Planetari
18.03: Il Planetario di Lumezzane proietterà per l’occasione alle ore 16:00: “Le favole del cielo”. La
prenotazione è obbligatoria.
Per informazioni: tel. 3485648190.
E-mail: osservatorio@serafinozani.it
www.astrofilibresciani.it
18.03, ore15:30: PHENOMENAL! Se hai tra i 15 e i 19 anni vieni a gareggiare al Balì! L’iniziativa è su
prenotazione telefonando allo 0721 892390.
Per gli orari di apertura, Info e contatti dal lunedì al venerdì orario 9:30 – 13:00:
Tel. 0721 892390, E-mail: info@museodelbali.org
www.museodelbali.org
18 Marzo
È infatti compreso nel calendario degli eventi dell’International Planetarium Society. L’iniziativa ha lo scopo di far conoscere al pubblico di ogni età dove si trovano queste cupole spettacolari di grandi e piccole dimensioni sotto le quali viene simulato l’aspetto del cielo notturno. Lo spettatore è infatti avvolto da una moltitudine di stelle e dalla scia biancastra della Via Lattea. È un cielo al quale ormai non siamo abituati che possiamo scoprire solo nei luoghi più bui del pianeta oppure sotto le cupole dei planetari.
Organizzato dall’Associazione dei Planetari Italiani:
www.astrofilibresciani.it/Planetari/Planetari_News.htm
L’elenco dei planetari italiani è disponibile anche
nelle pagine del sito www.planetaritaliani.it
16.03: “Più petrolio dalla Terra?” Ing. Alberto Alberti.
Organizzati da: Dip. di Fisica Università di Ferrara, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Gruppo Astrofili Ferraresi “Columbia“ e Coop. Sociale Camelot.
Ricordiamo inoltre che, nel mese di Maggio 2012 si terrà presso le Valli di Ostellato (FE), CielOstellato 2012 Alta Risoluzione XV Meeting Nazionale Astrofili, organizzato dal Gruppo Astrofili Ferraresi “Columbia“ e Coop. Camelot. L’Osservatorio Astronomico “Paolo Natali“ del Columbia è inoltre aperto al pubblico da Aprile a Settembre tutti i venerdì sera, fatta eccezione per le serate de i “Venerdì dell’Universo”.
Escursioni in montagna, a Pian dell’armà (PV), per l’osservazione degli astri nei venerdì e sabato di marzo: 16/17, 23/24 e 30/31.
Informazioni GAR: 3803124156 e 3332178016
E-mail: info@astrofilirozzano.it
www.astrofilirozzano.it
16.03: “Viaggio al CERN di Ginevra”. Reportage, a cura del socio Marco Gorza, della sua visita al Cern, dove attualmente vengono studiati i primi momenti
successivi al Big Bang e la natura intima della Materia.
Per informazioni: Tel 3280976491
astrofili_lariani@virgilio.it
www.astrofililariani.org
15.03: “Il satellite Herschel” di Sergio Molinari.
Per gli orari di apertura, Info e contatti dal lunedì al venerdì orario 9:30 – 13:00:
Tel. 0721 892390, E-mail: info@museodelbali.org
www.museodelbali.org
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