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Gruppo Astrofili DEEP SPACE

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12.06: “Verso il solstizio” proiezione a cura di Maria
Edvige Ravasio.

Per info: 0341.367584
www.deepspace.it

Venere in congiunzione con l’ammasso aperto del Presepe

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La sera del 13 giugno, intorno alle 22, Venere raggiungerà nel Cancro la parte settentrionale del noto ammasso aperto “del Presepe”, altrimenti conosciuto con la sigla M44. Per geometrie legate alla suo essere pianeta interno, e quindi con un’elongazione dal Sole limitata, le congiunzioni più strette di Venere con l’ammasso (considerando distanze angolari inferiori a un grado) possono avvenire solo nei mesi di giugno, luglio e agosto. Le uniche osservabili sono però quelle che avvengono in giugno (a intervalli di 3 e 5 anni) poco dopo il crepuscolo serale; in luglio e agosto, infatti, l’elongazione dell’ammasso dal Sole è troppo ridotta.

Per le effemeridi di Luna e pianeti vedere il Cielo di giugno

Pio & Bubble Boy – Coelum n.193 – 2015

Pio e Bubble Boy - Mario Frassati - Coelum 193
Pio e Bubble Boy - Mario Frassati - Coelum 193

Questa Vignetta è pubblicata su Coelum n.193 – 2015. Leggi il Sommario. Guarda le altre vignette di Pio&Bubble Boy

Getti notturni sulla cometa di Rosetta

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Quest’immagine della cometa di Rosetta è stata raccolta il 25 aprile 2015 da una distanza di circa 93 km e presenta getti di polvere chiaramente distinguibili lungo zone dove il Sole era già tramontato. Crediti: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

Quest’immagine della cometa di Rosetta è stata raccolta il 25 aprile 2015 da una distanza di circa 93 km e presenta getti di polvere chiaramente distinguibili lungo zone dove il Sole era già tramontato. Crediti: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

Quando scende la notte sulla cometa di Rosetta, la 67P/Churyumov-Gerasimenko, il suo corpo dalle forme bizzarre rimane molto attivo. Questo è ciò che si osserva nelle recenti immagini della regione denominata Ma’at, situata sulla “testa” della cometa, catturate dallo strumento OSIRIS, il sistema di imaging a bordo della sonda spaziale Rosetta a cui ha contribuito significativamente l’Università di Padova con il CISAS. Tali immagini sono state raccolte mezz’ora dopo il tramonto del Sole sulla regione e mostrano getti di polvere che si disperdono nello spazio. I ricercatori del team di OSIRIS ritengono che alla base di questo fenomeno ci sia il riscaldamento progressivo della cometa.

«Solo di recente abbiamo abbiamo iniziato ad osservare i getti di polvere che persistono anche dopo il tramonto», dice il Principal Investigator di OSIRIS Holger Sierks del Max Planck Institute for Solar System Research (MPS) in Germania. Negli ultimi mesi l’attività della cometa si collocava nelle aree illuminate dal Sole. Subito dopo il tramonto questi getti si abbassavano e non si risvegliavano se non alla successiva alba. Un’eccezione è rappresentata dall’immagine dal 12 marzo 2015 che mostra l’inizio di un getto di polvere proveniente da una zona vicina a quella in cui inizia l’alba.

Secondo gli scienziati del team OSIRIS, la presenza di getti anche dopo il tramonto è un nuovo segno dell’attività crescente della cometa. «Attualmente 67P si sta avvicinando al perielio, che è previsto per metà agosto», ha dichiarato Sierks. Nel momento in cui l’immagine è stata scattata la cometa e il Sole si trovavano ad appena 270 milioni di chilometri di distanza. «L’irraggiamento solare sta diventando sempre più intenso, e quindi la superficie illuminata sta aumentando la propria temperatura», ha aggiunto Sierks.

Dettaglio dei getti di polvere notturni su 67P. Crediti: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

Le prime analisi suggeriscono che la cometa potrebbe immagazzinare questo calore per un po’ di tempo nei suoi strati superficiali. «Mentre la polvere che copre la superficie della cometa si raffredda rapidamente dopo il tramonto, gli strati più profondi mantengono il calore per un periodo di tempo più lungo», afferma Xian Shi, scienziato del team OSIRIS presso il MPS, che ha esaminato i getti sulla superficie della cometa. Gli scienziati sospettano che in questi strati vi sia la scorta di gas congelati che alimenta l’attività della cometa.

Anche missioni cometarie del passato, come Stardust sulla cometa 81P/Wild 2 e Deep Impact sulla cometa 9P/Tempel 1, avevano osservato la presenza di getti lungo la superficie notturna. «Ma solo grazie alle immagini ad alta risoluzione di OSIRIS possiamo studiare questo fenomeno nel dettaglio», ha concluso Sierks.

Associazione Ligure Astrofili Polaris

12.06: APPROFONDIMENTO CORSO BASE: “I
corpi transnettuniani e la sonda New Horizons in
dirittura d’arrivo per Plutone” di Luigi Pizzimenti.
Per il programma completo andare al sito.
Per info: cell. 346.2402066 – info@astropolaris.it
www.astropolaris.it

Gruppo Astrofili DEEP SPACE

12.06: “Verso il solstizio” proiezione a cura di Maria
Edvige Ravasio.
Per info: 0341.367584 – www.deepspace.it

Società Astronomica Fiorentina

12.06: “Serata Evento dedicata a Venere”.
Per info: cell. 377.1273573 – presidente@astrosaf.it
www.astrosaf.it

Al Planetario di Ravenna

09.06: “Viaggio nel tempo: le costellazioni fra
passato e futuro” di Claudio Balella.
Prenotazione sempre consigliata.
Per info: tel. 0544.62534 – info@arar.it
www.racine.ra.it/planet – www.arar.it

Società Astronomica Fiorentina

09.06: “Esopianeti e la vita al di là del nostro
sistema solare” di Lorenzo Betti.
Per info: cell. 377.1273573 – presidente@astrosaf.it
www.astrosaf.it

Al Planetario di Ravenna

09.06: “Viaggio nel tempo: le costellazioni fra passato e futuro” di Claudio Balella.

Prenotazione sempre consigliata.
Per info: tel. 0544.62534 – info@arar.it
www.racine.ra.it/planet – www.arar.it

Astrofili Bassano del Grappa

07.06, ore 17:00: “Le fotometeore” di Stefano
Ottani (A.A.Euganei).
Per info sull’Associazione: cell. 333.4653279
astrofilibassano@gmail.com
www.astrofilibassano.it
Per info sulla Specola: tel. 0423.934111
ufficio@centrodonchiavacci.it
www.specolachiavacci.it

Associazione Cascinese Astrofili

07.06, ore 9:30: Osservazione pubblica del Sole
alla “Festa dei trapianti”. Saremo all’interno della
manifestazione organizzata dall’Associazione
“Per Donare la vita”, presso: Ippodromo di San
Rossore (PI).
Per informazioni:
Domenico Antonacci Cell: 347-4131736
domenico.antonacci@astrofilicascinesi.it
www.astrofilicascinesi.it

Associazione Astrofili Bassano del Grappa

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07.06, ore 17:00: “Le fotometeore” di Stefano Ottani (A.A.Euganei).

Per info sull’Associazione: cell. 333.4653279
astrofilibassano@gmail.com
www.astrofilibassano.it
Per info sulla Specola: tel. 0423.934111
ufficio@centrodonchiavacci.it
www.specolachiavacci.it

Gruppo Astrofili Lariani

06.06: Osservazione dedicata a Giove, Venere e
Saturno.
Per informazioni: Tel 347.6301088
info@astrofililariani.org
www.astrofililariani.org

Al Planetario di Ravenna

05/06.06: Festival delle culture Osservazione
della volta stellata (Darsena di città – Almagià.
Prenotazione sempre consigliata.
Per info: tel. 0544.62534 – info@arar.it
www.racine.ra.it/planet – www.arar.it

Al Planetario di Ravenna

07.06: Round Table 11, Club 41. I Bambini in
festa, manifestazione di beneficenza a favore di
A.G.E.O.P.
Prenotazione sempre consigliata.
Per info: tel. 0544.62534 – info@arar.it
www.racine.ra.it/planet – www.arar.it

Gruppo Astrofili Lariani

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OSSERVATORIO MONTE CALBIGA 2015
06.06, ore 21:00: Prima serata della stagione 2015 all’Osservatorio, dedicata a Giove, Venere e Saturno. Inizio alle ore 21,00.

Per informazioni: Tel 347.6301088
info@astrofililariani.org
www.astrofililariani.org

Al Planetario di Ravenna

07.06: ore 15:00: “Round Table 11, Club 41. I Bambini in festa” manifestazione di beneficenza a favore di A.G.E.O.P.

Prenotazione sempre consigliata.
Per info: tel. 0544.62534 – info@arar.it
www.racine.ra.it/planet – www.arar.it

Nel Cielo – Dal Dragone Al Serpente: in cerca di quello che viene

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Il Serpente è l’unica delle moderne costellazioni a essere divisa in due parti, e il motivo è presto detto. Quando nel 1930 l’Unione Astronomica Internazionale decise di stabilire in modo finalmente rigoroso i confini di quelle nazioni celesti, si trovò a fare i conti con due figure mitologiche – il “serpentario” o ofiuco (ovvero l’ammaestratore o catturatore di serpenti) e il grosso serpente che stringe tra le mani – fortemente legate e sovrapposte.
Si convenne allora che l’unica soluzione sarebbe stata quella di dividere in due parti la costellazione che raffigurava l’animale, lasciando la Testa (Serpens Caput) a ovest e la Coda (Serpens Cauda) a est del torso dell’Ofiuco; tanto che per osservare gli oggetti proposti questo mese dovremo per l’appunto saltare da una parte all’altra della possente figura del serpentario, spostandoci anche di 45° da est a ovest.

Per approfondire leggi tutti i dettagli e i consigli per l’osservazione, i cenni storici, le immagini e le mappe dettagliate, nell’articolo tratto dalla Rubrica Nel Cielo di Salvatore Albano presente a pagina 54 di Coelum n. 193

Associazione Romana Astrofili

06.06L’evento, la cui partecipazione è gratuita, avrà luogo presso l’Osservatorio “Virginio Cesarini“ di Frasso Sabino (RI) con inizio alle ore 10:00.

A causa del limitato numero di posti disponibili è richiesta la prenotazione chiamando questo numero 339.7900809 (Fabio Anzellini),
oppure scrivendo tramite questo modulo: http://ara.roma.it/contacts/segretario

Gruppo Astrofili DEEP SPACE

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05.06: “Conservare il futuro: dalla Terra allo spazio
e ritorno” conferenza di Stefano Sandrelli ed Elisa
Nicheli (ASI). Presso la sede della Canottieri Lecco,
nell’ambito del festival «H-drà», in collaborazione
con l’associazione Frasi Lunari.

Per info: 0341.367584
www.deepspace.it

Stazione Spaziale, i più spettacolari transiti del periodo

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Come già anticipato, il mese di giugno coincide con il periodo di massima illuminazione della ISS che sarà rintracciabile nei nostri cieli a orari tardo
pomeridiani o serali, quindi senza l’obbligo della sveglia al mattino prima dell’alba, eccetto che per per un paio di casi. Sei i transiti notevoli – tutti concentrati nella prima e seconda decade del mese – ovvero quelli con magnitudini elevate e che interesseranno la maggior parte della nazione.

Si inizia il 3 giugno quando la Stazione Spaziale “taglierà in due” le isole maggiori, rimanendo comunque avvistabile da tutto il paese. L’orario è dalle 04:01 alle 04:11, guardando da ONO a SE. La magnitudine sarà di –3,3, decisamente elevata.

Al Planetario di Ravenna

05.06: Speciale festival delle culture. Osservazione della volta stellata (Darsena di città –
Almagià, ingresso libero).

Prenotazione sempre consigliata.
Per info: tel. 0544.62534 – info@arar.it
www.racine.ra.it/planet – www.arar.it

Il Cielo di Giugno-Luglio

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EFFEMERIDI

Durante il mese di giugno, l’inizio della notte astronomica (l’intervallo di tempo in cui il Sole resta sotto l’orizzonte di almeno –18°) si farà attendere fin quasi alle 23:00, ora in cui il cielo apparirà attraversato nel basso meridiano dal Sagittario e dalla caratteristica sagoma dello Scorpione.

Più in alto, sempre a sud, si passerà dall’Ofiuco all’Ercole, con quest’ultimo situato quasi allo zenit. Il Leone si starà invece avviando al tramonto, mentre verso est comincerà ad alzarsi il “Triangolo estivo” formato da Vega, Deneb e Altair (le stelle più brillanti di Lira, Cigno e Aquila), insieme ai ricchissimi campi stellari che compongono la Via Lattea.

Sull’orizzonte nordest farà capolino la Galassia di Andromeda (M31), che raggiungerà una buona altezza sull’orizzonte già prima dell’alba, precedendo il sorgere delle Pleiadi.
Per ciò che riguarda i pianeti, gli unici osservabili a quell’ora saranno Saturno, nella Libra, da poco transitato al meridiano, e Marte nella Vergine, basso verso ovest-sudovest.

Gruppo Astrofili DEEP SPACE

05.06: “Conservare il futuro: dalla Terra allo spazio
e ritorno” conferenza di Stefano Sandrelli ed
Elisa Nicheli (ASI). Presso la sede della Canottieri
Lecco, nell’ambito del festival «H-drà», in collaborazione
con l’associazione Frasi Lunari.
Per info: 0341.367584 – www.deepspace.it

Venere in congiunzione con l’ammasso aperto del Presepe (M44)

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La sera del 13 giugno, sempre intorno alle 22, Venere raggiungerà nel Cancro la parte settentrionale del noto ammasso aperto “del Presepe”, altrimenti conosciuto con la sigla M44.

Per geometrie legate alla suo essere pianeta interno, e quindi con un’elongazione dal Sole limitata, le congiunzioni più strette di Venere con l’ammasso (considerando distanze angolari minori di un grado) possono avvenire solo nei mesi di giugno, luglio e agosto.

Per le effemeridi di Luna e pianeti vedere il Cielo di maggio

Nuove immagini dalla New Horizons. La complessa morfologia di Plutone

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Due immagini di Plutone a confronto, prese con la Long Range Reconnaissance Imager (LORRI) a bordo della New Horizons. La prima del 12 aprile e la seconda dell'8 maggio. Nel mese tra le due riprese la distanza da Plutone è passata da 110 milioni di chilometri a 77 milioni di chilometri. Credit: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute

Man mano che la New Horizons si avvicina a Plutone, il pianeta si fa ovviamente più grande e più dettagliate le immagini che la potente macchina telescopica a bordo della sonda ci invia (il Reconnaissance Imager a lungo raggio – LORRI). Le nuove immagini sono state scattate tra l’8 e il 12 maggio, da una distanza di poco meno di 77 milioni di chilometri di distanza,  e rivelano dettagli di una morfologia estremamente complessa della superficie di Plutone con zone ad alto contrasto tra loro.

Le precedenti immagini erano state riprese circa un mese prima, 32 milioni di chilometri più distante, il che ci consente di avere ora una risoluzione quasi del doppio più definita e, grazie ad una tecnica di elaborazione delle immagini chiamata deconvoluzione, con la possibilità di migliorarne digitalmente i dettagli con maggiore precisione (in ogni caso, vista comunque la possibilità di introdurre artefatti elaborando le immagini, ogni dettaglio rivelato andrà poi confermato nelle prossime settimane, con le immagini riprese a distanza ravvicinata).

Ad aprile Plutone aveva già mostrato ampie zone superficiali ad alto contrasto e, tra quelle più brillanti, in particolare una zona luminosa al polo, che potrebbe indicare la presenza di una calotta polare, risultata ancora più evidente nelle nuove immagini.

Questa seconda immagine mostra una diversa faccia di Plutone ripreso il 10 maggio a confronto con l'immagine del mese precedente. Plutone compie una rotazione completa attorno al suo asse ogni 6,4 giorni terrestri, le tre immagini rilasciate ci mostrano quindi tre diferenti emisferi del pianeta nell'arco di circa una sua rotazione completa.

Alan Stern, Principal Investigator della missione: «Queste nuove immagini ci mostrano un Plutone con differenti aspetti a seconda della faccia che ci mostra, il che indica una morfologia estremamente complessa o addirittura una diversa composizione geologica delle superfici del pianeta da un luogo all’altro.

«Le immagini sembrano per ora confermare la presenza di una calotta polare, che mostra però un’estensione diversa a longitudini diverse, ma saremo in grado di avere maggiori conferme della quantità di ghiaccio presente quando cominceremo ad avere i primi dati della spettroscopia di quella regione nel mese di luglio».

Ed ecco l'ultima immagine scattata il 12 maggio, sempre a confronto con quella di aprile. Le immagini che vediamo (cliccare per averle a piena risoluzione) vengono mostrate quattro volte più grandi rispetto alle dimensioni native della LORRI. Questo perché grazie alla tecnica della deconvoluzione, è possibile migliorare i dettagli per mettere in evidenza le caratteristiche di Plutone (dettagli che andranno confermati dalle immagini delle prossime settimane, per il rischio comunque di introdurre artefatti durante l'elaborazione).

Nelle prossime settimane, con l’avvicinarsi del 14 luglio, data in cui la navicella sorvolerà Plutone, le immagini miglioreranno sempre più velocemente, assieme alla velocità della sonda, in accelerazione per l’attrazione gravitazionale del pianeta: «entro la fine di giugno, la risoluzione delle immagini sarà quattro volte migliore rispetto a quelle realizzate l’8-12 maggio, e per il momento di massimo avvicinamento ci aspettiamo di ottenere immagini con più di 5.000 volte la risoluzione corrente» ha dichiarato Hal Weaver, project scientist della missione presso la Johns Hopkins University (Maryland).

Quindi cosa riusciremo a vedere? Un pianeta estremamente irregolare, con enormi montagne e canyon o vulcani estinti? Per il momento siamo ancora troppo distanti, ma non è difficile immaginare che magnifico spettacolo attende la New Horizons pronta a fotografare Plutone e il suo sistema di lune nel mese di luglio! E noi con lei…

Leggi anche:

KEPLER-432. Una curiosa famiglia di esopianeti giganti

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Immagini NIRC2 AO di Kepler-432, una gigante rossa, a 1260 micrometri e 2165 micrometri, rispettivamente, in cui si nota a nord-est una debole compagna, Kepler-432B, una stella nana di tipo spettrale M. Credit: Samuel N. Quinn et al. 2015

Gli astronomi hanno scoperto due nuovi esopianeti giganti nel sistema stellare Kepler-432, una gigante rossa di circa 1,35 masse solari e una età di 3,5 miliardi di anni. Kepler-432b ha una massa pari a 5,4 volte quella di Giove e orbita ogni 52,5 giorni (il terzo esempio noto di un corpo celeste gigante che orbita molto vicino a una stella evoluta) mentre Kepler-432c ha una massa pari a 2,4 volte quella di Giove e trovandosi molto più lontano dalla stella il suo periodo di rivoluzione è di 406 giorni. I risultati di questo studio, pubblicati su Astrophysical Journal, evidenziano l’esistenza di una notevole gamma di proprietà che caratterizza gli esopianeti e possibilmente di diversi meccanismi di formazione.

Al momento, esiste una lista di 565 esopianeti attualmente classificati come gioviani o di taglia più grossa di cui circa un terzo del totale rappresentano una popolazione di esopianeti massicci. Circa un quarto di questa popolazione di gioviani orbita molto vicino alla sua stella, con un periodo inferiore a 10 giorni, ed essendo soggetti all’intensa radiazione stellare spesso questi corpi celesti vengono chiamati gioviani-caldi. Nonostante la grande varietà che esiste all’interno della famiglia di questi esopianeti giganti, solo due di loro orbitano attorno a stelle più vecchie ed evolute. Tuttavia, come e perchè esistano così tanti corpi celesti di grossa taglia vicini alle loro stelle ospiti rimane ancora un mistero: forse, nel corso del tempo essi migrano verso le regioni più interne dei rispettivi sistemi planetari ma c’è anche chi sostiene che essi si originano molto vicini alla loro stella.

I ricercatori hanno trovato che il pianeta che si trova più vicino alla stella, Kepler-432b, presenta delle stranezze, almeno sotto tre aspetti. Prima di tutto, non sembra estremamente caldo, a differenza dei corpi celesti che appartengono alla categoria dei gioviani-caldi. Inoltre, la sua orbita è molto eccentrica, il che implica che la sua distanza dalla stella ospite varia in maniera significativa durante una rivoluzione, un fatto che suggerisce che il pianeta abbia migrato molto probabilmente verso questa posizione nel corso del tempo. Infine, il suo asse di rotazione è quasi allineato con quello della stella, un’altra proprietà decisamente curiosa perché di solito non si trova in quei casi in cui i pianeti si sono spostati verso le regioni più interne del loro sistema planetario. Ad ogni modo, secondo i ricercatori Kepler-432b potrebbe rappresentare un caso raro oppure potrebbe far parte di una comune classe di esopianeti che vengono di solito distrutti man mano che le loro stelle ospiti evolvono. In questo caso, però, nonostante l’oggetto sia sopravvissuto fino ad ora, esso ha certamente i giorni contati e forse la sua fine arriverà tra qualche centinaia di milioni di anni.

In generale, le stelle in fase avanzata della loro evoluzione, che ospitano pianeti giganti ad una distanza molto ravvicinata, forniscono preziosi indizi sulla natura di questi particolari corpi celesti: infatti, man mano che evolvono, le stelle si raffreddano e diventano sempre più grandi, il che potrebbe distruggere, se non addirittura “assorbire”, qualsiasi pianeta che si trova nel loro raggio d’azione. Il passo successivo sarà ora quello di trovare altri esempi di questo tipo che permetteranno agli astronomi di affinare i loro modelli sulla formazione e l’evoluzione dei pianeti.


The Astrophysical Journal: Samuel N. Quinn et al. – KEPLER-432: A RED GIANT INTERACTING WITH ONE OF ITS TWO LONG-PERIOD GIANT PLANETS

arXiv: Kepler-432: a red giant interacting with one of its two long period giant planets

Secondo un pronunciamento dell’attuale Chief Scientist della NASA, nuovi strumenti e future missioni spaziali forniranno entro i prossimi vent’anni la prova dell’esistenza della vita; se non nel Sistema solare, sicuramente sui pianeti extrasolari.
È una sua personale opinione o un parere condiviso dall’intera comunità astronomica?
Nel dubbio, abbiamo chiesto di commentare la notizia ad alcuni dei massimi esperti di settore

…non perdere il prossimo numero di Coelum Astronomia!
Digitale o cartaceo?
Scegli l’offerta che preferisci!

Associazione Astrofili Centesi

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29.05: “Viaggio nell’universo”. Al telescopio: la Luna gibbosa, il pianeta Saturno e i suoi satelliti.

Per info: cell. 346 8699254
astrofilicentesi@gmail.com
www.astrofilicentesi.it

Gruppo Astrofili DEEP SPACE

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29.05: “Sguardo nell’infinito” proiezione a cura di
Roberto Ratti.

Per info: 0341.367584
www.deepspace.it

Al Planetario di Ravenna

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30.05: ore 16:30: Speciale festival delle culture. “I cieli del mondo” di Paolo Morini (ingresso libero, attività adatta a bambini a partire da 10 anni).

Prenotazione sempre consigliata.
Per info: tel. 0544.62534 – info@arar.it
www.racine.ra.it/planet – www.arar.it

Crateri a perdita d’occhio su Rea, la luna ghiacciata di Saturno

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Crediti: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute
Crediti: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

Continuano ad arrivare i dati inviati dalla sonda NASA/ESA/ASI Cassini relativi a Rea, il secondo satellite naturale di Saturno e il nono del Sistema solare, di cui abbiamo parlato su Media INAF già qualche mese fa. Di recente la sonda, lanciata nel 1997 (ed entrata in orbita attorno a Saturno il primo luglio 2004), ha fotografato l’orizzonte della luna Rea: dall’immagine qui sopra si nota in particolare il profilo leggermente irregolare e decisamente ammaccato, visti gli innumerevoli crateri sulla superficie dell’oggetto ghiacciato (1527 chilometri in larghezza). Il satellite naturale del sesto pianeta del Sistema solare, infatti, è stato scolpito da diverse collisioni, la cui storia è scritta proprio in questi crateri che non vengono disturbati da erosioni, vulcani o movimenti tellurici (come accadrebbe sulla Terra) proprio perché Rea è un oggetto relativamente “tranquillo”.

La regione illuminata che si vede nella foto è l’emisfero “finale” di Rea, vale a dire quello che si trova dalla parte opposta rispetto alla direzione dell’orbita. Questa luna di Saturno è prevalentemente composta da ghiaccio d’acqua, ed ha un emisfero brillante – ed è qui che c’è la maggior parte dei crateri (il cui diametro, in alcuni casi, può anche superare i 40 chilometri) – mentre l’altro è si mostra attraversato da una serie di strisce chiare su fondo scuro.

Qualche dettaglio sull’immagine: il Nord su Rea è in alto e ruotato di 12 gradi verso destra e l’immagine è stata scattata dalla narrow-angle camera (NAC) in luce visibile lo scorso 10 febbraio 2015 durante l’ultimo flyby da una distanza di circa 56mila chilometri. Da qualche mese, infatti, la sonda – dopo aver volato in prossimità dei poli di Saturno, con un’orbita molto inclinata –  è tornata ad orbitare attorno al piano equatoriale del pianeta e, dopo due anni, può di nuovo osservare e studiarne le lune.

Per saperne di più:

  • Visita il sito della missione della NASA/ESA/ASI Cassini-Huygens
  • Altre immagini dalla sonda Cassini QUI

Associazione Ligure Astrofili Polaris

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29.05: “Le meridiane” di Giorgio Bazzurro.
Per il programma completo andare al sito.
Per info: cell. 346.2402066 – info@astropolaris.it
www.astropolaris.it

Al Planetario di Ravenna

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29.05:“La biblioteca di Babele… edizione ombrellone. Recensione di libri di astronomia e scienze” di Gianfranco Tigani Sava, Paolo Alfieri (sala conferenze, Ingresso libero).

Prenotazione sempre consigliata.
Per info: tel. 0544.62534 – info@arar.it
www.racine.ra.it/planet – www.arar.it

CORSO BASE di ASTRONOMIA

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28.05: Breve storia dell’Universo”.

info: www.astropolaris.it

Congiunzione tra Venere e Gemelli

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Quasi a fine mese, la sera del 30, nel suo percorso lungo l’eclittica Venere incontrerà anche kappa Gem (mag. +3,6). In questo caso i limiti temporali della congiunzione sono ancora più stretti della precedente: Venere, infatti, si avvicina a questa stella soltanto ogni otto anni (intervallo dovuto al famoso ciclo sinodico per cui ogni 8 anni Venere vista dalla Terra assume quasi la stessa identica posizione rispetto alle stelle fisse, proiettandosi nella medesima zona di cielo) e sempre a fine maggio.

Per le effemeridi di Luna e pianeti vedere il Cielo di maggio

Circolo Culturale Astrofili Trieste APERITIVO CON LE STELLE

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27.03: “Siti archeoastronomici veri e probabili” di Fulvio Mancinelli.

Al termine di ogni conferenza: breve introduzione alle costellazioni e al cielo del mese con l’ausilio di un piccolo planetario. Ingresso libero con consumazione obbligatoria. Info: aperitivoconlestelle@ libero.it (Laura Pulvirenti, coordinatrice evento). Per gli astrofili che volessero pernottare sono disponibili tariffe scontate, scrivere a:
nhtrieste@ nh-hotels.com
Per informazioni sul CCAT: cell. 329.2787572
ccat@libero.it
www.astrofilitrieste.it

Associazione Cascinese Astrofili

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25.05, ore 21:00: Serata di solidarietà per la lotta contro le malattie rare. Osservazione del cielo con i telescopi presso la Scuola Mazzini in via Gentileschi, 10 a Pisa. Ingresso libero (solo se il meteo lo permette).

Per informazioni:
Domenico Antonacci Cell: 347-4131736
domenico.antonacci@astrofilicascinesi.it
Simone Pertici: cell: 329-6116984
simone.pertici@domenicoantonacci.it
www.astrofilicascinesi.it

EXOMARS continua l’esplorazione di Marte

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The ExoMars Trace Gas Orbiter, along with an Entry, Descent and Landing Demonstrator Module, form the first mission in the ExoMars programme. They are scheduled to arrive at Mars in 2016.


Maurizio Capuano e Richard Bessudo fanno il conto alla rovescia per il lancio di una delle più grandi missioni al mondo sul Pianeta Rosso. Fanno parte del team di ExoMars, un progetto congiunto di ESA e di Roscosmos che intende cercare segni di vita su Marte. La prima astronave è quasi pronta.

Maurizio Capuano, manager del programma ExoMars 2016 (ThalesAleniaSpace): “Questo è Exomars 2016 che l’anno prossimo arriverà sul pianeta rosso. La parte bassa si metterà in orbita marziana aprendo i suoi pannelli solari per prendere l’energia dal sole, la parte superiore è il cosiddetto lander che atterrerà direttamente sulla superficie marziana completamente autonomo”.

Un'interpretazione artistica dell'ExoMars Trace Gas Orbiter, in partenza nel 2016, con il lander Schiaparelli, a "forma di UFO", sganciato e in discesa verso la superficie del pianeta

ExoMars è composto da due missioni, che saranno lanciate rispettivamente nel 2016 e nel 2018. Al Thales Alenia Space nel sud della Francia, la navicella spaziale è sottoposta a un rigoroso programma di test, visto che le finestre di lancio non sono frequenti, come spiega Richard Bessudo, manager del programma ExoMars Trace Gas Orbiter. “Per andare su Marte occorre ottenere le condizioni favorevoli di congiunzione tra Terra e Marte. Tenuto conto delle orbite dei due pianeti, le congiunzioni favorevoli si riproducono soltanto ogni 26 mesi”.

Una volta su Marte, l’astronave si separerà in due parti. Il satellite resterà in orbita mentre il lander scenderà sulla superficie. Se avrà successo si tratterà del primo atterraggio controllato europeo su Marte.

Maurizio Capuano: “Ha una forma che ricorda le navicelle spaziali, gli ufo, se vogliamo interpretarla in questa maniera, perché la forma aerodinamica dell’oggetto è la migliore per permettere un ingresso controllato nell’atmosfera marziana.”

Le tre fasi della discesa del lander Schiaparelli da sinistra verso destra: entrata nell’atmosfera, discesa verso la superficie e atterraggio controllato che farà da test per la discesa del rover. Per questo motivo il lander è chiamato anche Entry Descent and Landing Demonstrator Module (EDM).

La missione del 2016 fornirà informazioni cruciali: inanzitutto in che modo il lander si posizionerà su Marte.
Inoltre la missione permetterà all’orbiter di annusare, come un naso gigante, l’atmosfera di Marte alla ricerca di metano, il gas che potrebbe essere un indizio della possibile presenza di vita. Poi nel 2018 sarà lanciata la missione del rover ExoMars.

Jorge Vago (team progetto ExoMars): “ExoMars 2018 apre un nuovo capitolo dell’esplorazione su Marte. Per la prima volta ci occuperemo della terza dimensione, ossia la profondità. È molto importante, perché sotto la superficie, in profondità, abbiamo maggiori opportunità di trovare le prove di un’eventuale presenza passata della vita su Marte”.

L’invio di un veicolo per scavare su Marte è una cosa complicata. La parte più delicata è riuscire ad atterrare in modo sicuro. Poi il rover di Exomars dovrà orientarsi con cautela, punterà ad atterrare a metà strada tra le colline e le basse pianure di Marte, dove si metterà alla ricerca di acqua al di sotto della superficie, scavando fino a due metri di profondità.

Pietro Baglioni (manager della missione del rover ExoMars): “La velocità della perforazione è piuttosto bassa, se la si paragona a quella che si usa per i lavori domestici. Si tratta soltanto di 50-60 watt, ossia la potenza di una lampadina. È in grado di fare un grande lavoro, di forare e ottenere campioni”.

Il rover della Nasa, Curiosity, ha confermato che Marte era abitabile. Ora toccherà a ExoMars cercare microbi allo stato fossile e tracce di molecole organiche.

Jorge Vago: “I microbi sarebbero troppo piccoli da individuare, la dimensione è compresa tra uno e pochi micron, per cui servirebbe un enorme microscopio per poterli osservare, cosa che non abbiamo nella nostra missione. Ma i microbi possono aver influenzato la forma delle rocce nel corso del tempo. L’altro tipo di firma biologica sono le molecole organiche. Dobbiamo immaginarle come mattoncini della Lego”.

Il rover di ExoMars potrebbe dunque individuare tracce della presenza di vita su Marte, nascoste sotto la superficie, lontano da radiazioni dannose. Riuscirà a trovarne? Lo abbiamo chiesto agli esperti di ExoMars.

Pietro Baglioni: “È una domanda da 100 milioni di dollari. Sono convinto che ci sia stata vita su Marte”.

Richard Bessudo: “Credo sia molto probabile che esista vita su Marte”.

Maurizio Capuano: “Personalmente penso che non ci sia la vita su Marte, ma questa è una mia personale opinione…”

Jorge Vago: “Penso sia possibile che ci siano tracce di vita sotto la superficie”.

La risposta potrebbe arrivare entro la fine di questo decennio.

Su questo argomento… non perdete la nuova inchiesta di Coelum sul n. 193 di giugno.

La Luna si avvicinerà a Giove fino a una distanza di 7,1 gradi

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La poca varietà di fenomeni celesti durante il mese di maggio consente di riassumerli quasi tutti in questa illustrazione. Sarà infatti Venere, di sera e sull’orizzonte ovest, a dar vita alle congiunzioni più interessanti: sia con le stelle della costellazione dei Gemelli, sia con la Luna e con Giove. Tutto ciò potrà essere seguito ad occhio nudo o al massimo con un binocolo, non appena il cielo si farà abbastanza scuro (presumibilmente verso le 22:00) da permettere l’osservazione delle stelle coinvolte.

La sera del 23, ora consigliata per l’osservazione le 22:00, un crescente di Luna appena più corposo avvicinerà Giove fino a una distanza di 7,1°, con Venere più a ovest nei pressi dell’orizzonte.

Per le effemeridi di Luna e pianeti vedere il Cielo di maggio

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