Con il passaggio dell’equinozio del 23 settembre, il mese di ottobre vedrà il cielo assumere pienamente la propria configurazione autunnale. Entro la mezzanotte, il Triangolo Estivo, ultimo baluardo della stagione astronomica appena conclusa, si troverà ormai basso in direzione Nord-Ovest, avviandosi al tramonto.
In direzione Sud, le costellazioni della Balena e di Andromeda – quest’ultima quasi allo zenit – domineranno la scena, con Pegaso, Aquario e Capricorno in lento declino verso Sud-Ovest. Ormai sorte interamente dall’orizzonte Est, guadagneranno altezza nel corso del mese il Toro, seguito a stretto giro da Orione, una delle costellazioni più caratteristiche del cielo invernale.
A Nord, Cassiopea, posizionata tra Cefeo e Giraffa, sarà molto alta nel cielo, mentre al contrario Drago e Orsa Maggiore si troveranno quasi adagiati sull’orizzonte. Nel settore Nord-Est, i Gemelli saranno appena emersi, mentre Auriga e Perseo guadagneranno progressivamente altezza.
L’approfondimento di questo mese sarà dedicato alla Costellazione dello Scultore, che nel corso del mese di ottobre transiterà al meridiano nelle ore centrali della notte.
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LA COSTELLAZIONE DELLO SCULTORE

Poiché alle nostre latitudini questa costellazione rimane piuttosto bassa sull’orizzonte meridionale, dedicarvi l’approfondimento del mese può essere finalmente l’occasione per conoscere più da vicino una regione di cielo solitamente meno frequentata anche da chi è solito osservare il cielo.
Lo Scultore (in latino Sculptor, abbreviato Scl) è una costellazione di dimensioni medio-piccole; si colloca infatti al 36º posto per dimensione; pur facendo parte del cielo australe, risulta visibile per intero anche da latitudini settentrionali fino a circa 50°. Contornata da Fornace, Eridano, Balena, Aquario e Pesce Australe, proprio la sua vicinanza a costellazioni contenenti stelle brillanti ne facilita l’individuazione. Si tratta infatti di una costellazione le cui stelle non superano per luminosità la quarta grandezza; per questo, risulta molto utile la vicinanza con Fomalhaut (la Alpha Piscis Austrini) o con Diphda (la Beta Ceti), che risultano disposte rispetto allo Scultore come gli estremi dell’ipotenusa in un triangolo rettangolo.
Le stelle principali che ne disegnano il contorno – difficilmente assimilabile a ciò che dovrebbe rappresentare – sono la Alpha, la Beta, la Gamma e la Delta Sculptoris. Esse appaiono uniformi per luminosità, con una magnitudine compresa tra 4,30 e 4,59; tra di esse, la Beta e la Gamma, rispettivamente una subgigante azzurra e una gigante arancione, si trovano fisicamente vicine nel cielo, a una distanza dalla Terra compresa tra 178 e 179 anni luce.

Oggetti di cielo profondo nella costellazione dello Scultore
La sua posizione piuttosto lontana dal piano galattico e di conseguenza dalle sue polveri favorisce l’osservazione degli oggetti di deep-sky.
Tra di essi troviamo il Gruppo dello Scultore, uno dei gruppi di galassie più vicini al nostro Gruppo Locale. Una posizione dominante al suo interno è certamente occupata dalla luminosissima galassia a spirale barrata NGC 253, soprannominata anche Galassia dello Scultore. Seguono poi NGC 55 (Galassia Collana di Perle), galassia a spirale irregolare; NGC 300 (Galassia Girandola dello Scultore) e NGC 7793, entrambe galassie a spirale.

In direzione della costellazione dello Scultore si trovano inoltre due galassie nane praticamente impossibili da osservare con piccoli strumenti: la Galassia Nana Sferoidale dello Scultore, satellite della Via Lattea nella regione centro-orientale della costellazione, e la Galassia Nana Irregolare dello Scultore, situata invece nella parte centrale.
Non manca anche un ammasso globulare, posto nel settore nord-orientale, circa 1,8º a Sud rispetto alla galassia NGC 253: NGC 288, un ammasso non particolarmente concentrato e di magnitudine apparente circa 9,4.
Mitologia e storia della costellazione dello Scultore
Lo Scultore – denominato inizialmente Apparatus Sculptoris (letteralmente: lo studio dello scultore) o anche Equuleus Sculptoris (letteralmente: il cavalletto dello scultore) – fa parte del gruppo di costellazioni introdotte dall’astronomo francese Nicolas-Louis de Lacaille (1713 – 1762) tra il 1751 e il 1752, durante il suo soggiorno a Capo di Buona Speranza.

Successivamente, nel 1930, ne vennero stabiliti definitivamente i confini dall’astronomo belga Eugène Delporte nella sua opera Delimitation scientifique des constellations.
Sebbene non esistano miti di derivazione greca o romana per questa costellazione, uno studio – il riferimento è all’articolo The latitude and epoch for the formation of the southern Greek constellations, Journal for the History of Astronomy, 33 4 – di Bradley Elliot Schaefer, professore emerito di astronomia e astrofisica all’Università statale della Louisiana, identificherebbe le stelle Alpha e Delta Sculptoris come quelle citate da Arato di Soli nel suo celebre poema astronomico Phaenomena (270 a.C. circa) e appartenenti alla regione da lui denominata “Le acque”.
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