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La Terra nel 2021 per la Nasa

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Se vi chiedessero cosa ricordate del 2021, difficilmente rispondereste una delle immagini che potete vedere in questo video. E se è vero che per molti il 2021 è stato un anno difficile e da dimenticare, è altrettanto vero che cambiare prospettiva e – come si suol dire – vedere le cose “da fuori” non può che rivelare buoni spunti.

Molte delle immagini proposte da Kathryn Hansen, ricercatrice della Nasa che lavora come divulgatrice nella sezione dedicata allo studio della Terra, nel suo video di riepilogo del 2021 pubblicato sul sito della Nasa Earth Observatory, riguardano il clima o le conseguenze che il cambiamento climatico ha sul nostro pianeta, sulla sua geologia e sui fenomeni che lo interessano.

Immagini da satellite del sistema Landsat del 2021. Credit: NASA

Video: https://earthobservatory.nasa.gov/images/149281/earth-in-2021

Tutte le immagini del video sono state scattate dai satelliti Landsat, che da trent’anni raccolgono dati per studiare l’ambiente, le risorse, i cambiamenti naturali e artificiali che avvengono sul nostro pianeta e aiutare nella gestione e nel monitoraggio di eventi catastrofici come terremoti, tempeste, eruzioni vulcaniche.

Aria

Parliamo di temperature estreme, del freddo eccezionale che in Texas e altri stati centrali degli Stati Uniti ha provocato un improvviso blackout, e dell’ondata di calore “storica e pericolosa” che, lo scorso giugno, ha colpito Stati Uniti e Canada. Nel video, una striscia rossa attraversa e colora le città di Seattle e Tacoma, che hanno registrato le temperature più alte di sempre nel mese di giugno 2021.

Acqua

Da quella che manca, per via della siccità, a quella che si scoglie, nei ghiacciai e nelle calotte polari, a quella che cambia aspetto e direzione. Il denominatore comune è lo stesso: ancora una volta, il cambiamento climatico.
Cominciamo dalla prima: in agosto, il lago Mead, situato nei pressi di Las Vegas e importante serbatoio per il rifornimento idrico di Stati Uniti e nord del Messico, ha raggiunto il suo minimo storico. Il punto più basso da quando Franklin Delano Roosevelt era presidente. Lo scorso agosto, dicevamo, il lago è arrivato a solo il 35 per cento della sua capacità. Le immagini scattate dai Landsat 7 e 8 sono chiare e non hanno bisogno di ulteriore spiegazione.

Ora l’acqua che si scioglie

Nella stessa estate, il 18 agosto, un iceberg grande 1270 chilometri quadrati (due volte le dimensioni di Chicago) si è staccato definitivamente dalla costa e si è scontrato con il Brunt Ice Shelf, una piattaforma glaciale situata tra il ghiacciaio Dawson-Lambton e la lingua glaciale Stancomb-Wills, lungo la costa della Terra di Coats, in Antartide. Le prime crepe sull’enorme lastra di ghiaccio chiamata A-74 erano emerse alla fine di febbraio: sei mesi dopo, l’enorme iceberg era libero di muoversi. Un timelapse del distaccamento e del successivo scontro con la Brunt Ice Shelf è stato ripreso dal satellite Sentinel-1 del programma Copernicus dell’Esa.

Iceberg A-74 vicino alla collisione con Brunt Ice Shelf. Credit: NASA

Video: https://www.esa.int/ESA_Multimedia/Images/2021/08/A-74_iceberg_near_collision_with_Brunt_Ice_Shelf

Non solo lo scioglimento dei ghiacciai e della calotta polare, anche la rottura degli iceberg è una conseguenza, senza possibilità di ritorno, del riscaldamento globale.

L’acqua che cambia, infine.

Quella di un terzo dei grandi fiumi degli Stati Uniti, che negli ultimi 35 anni ha mutato il proprio colore dominante, spesso a causa della presenza di sedimenti o della crescita di alghe. Le immagini scelte per il video mostrano come è cambiato il colore dal 1986 al 2020 lungo il fiume Rio Grande nel New Mexico. Oltre al colore più giallo, comunque, impossibile non notare anche la riduzione della quantità di acqua che il fiume contiene. Cambia anche direzione, a causa delle forze di marea estreme, l’acqua: accade a fine settembre nel Mare di Okhotsk, al largo della Russia orientale. Si trovava lì, a godersi lo spettacolo e immortalarlo per noi, il satellite della Nasa Landsat 8.

Fuoco

Chi non ricorda la massiccia eruzione vulcanica di fine settembre sull’isola delle Canarie La Palma: un muro di lava basaltica in lento movimento dal vulcano Cumbre Vieja si è fatto strada attraverso i paesi e le comunità dell’isola, coprendo più di mille ettari di terreno e costringendo all’evacuazione circa settemila persone. La colata lavica ha raggiunto il mare, ha distrutto più di tremila edifici, coperto completamente la strada costiera e dato vita a una nuova penisola. Nel video, all’immagine del fiume di lava infuocata segue il drastico colpo di spugna su tutto quel che c’era prima: un’enorme macchia di colore marrone sostituisce case, strade, campi coltivati, vita.

Più di tre mesi di eruzione, anche se meno raccontata della precedente, sono successi anche in Islanda, vicino alla capitale Reykjavik: la lava ha rotto la superficie vicino al vulcano a scudo Fagradalsfjall a fine marzo, annunciandosi già nel mese di febbraio con piccoli terremoti sulla penisola in cui si trova la capitale.

Terra

Quella che caratterizza e distingue il nostro pianeta, rendendolo unico e capace di enorme bellezza. Parliamo dei paesaggi nuvolosi sopra Sumatra, dipinti dall’aria umida che sale mentre scorre attraverso le montagne dell’Indonesia, dopo aver attraversato il mare di Java. Parliamo del colore dell’autunno in Giappone, dove il Momijiari, letteralmente la “caccia alle foglie rosse”, può durare fino all’inizio di dicembre nelle regioni meridionali del paese. E, perché no, parliamo anche dell’uomo, con le sue estesissime coltivazioni di mais nella regione del Midwest, negli Stati Uniti, e con la prima luce del satellite Landsat 9, lanciato dalla Nasa il 9 settembre 2021 e dedicato – come il suo predecessore Landsat 8 – principalmente alla rilevazione della temperatura superficiale della Terra per studiare il riscaldamento globale.

Il video si chiude con lo spettacolo naturale più antico e meraviglioso, l’eclissi di Sole. L’unica totale, nel 2021, si è vista dall’Antartide, dove la Luna ha oscurato completamente la nostra stella per circa due minuti.

Immagine dell’Operational Land Imager (OLI) Ddi Pensacola Mountains in Antartide prima e dopo l’eclissi di Sole. Credit: NASA

Insomma, il tempo dei bilanci per il 2021 è forse già finito, e ha lasciato posto a quello dei buoni propositi, o semplicemente alla frenesia del quotidiano. Ma, se permettete un consiglio, date un’occhiata al video: se non ridimensionerà alcune delle vostre posizioni, almeno vi regalerà tre minuti di stupore.

 

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