ABSTRACT
Circa un milione di anni fa, in Lapponia, un meteorite illuminò la notte polare, dividendo la sua scia in frammenti incandescenti. Nessun uomo assistette all’evento, poiché nessuno era ancora giunto in quelle lande gelide. Nel 1906, vicino a Kitkiöjärvi in Svezia, due ragazzi trovarono una strana pietra, poi riconosciuta come siderite e denominata Muonionalusta. Nel corso degli anni, numerosi frammenti sono stati trovati e distribuiti in musei e collezioni private. Muonionalusta appartiene alla classe delle Sideriti Ottaedriti tipo IVA, caratterizzate da inclusioni di Triolite. Questo meteorite è uno dei più antichi, formatosi circa 4.5653 milioni di anni fa. Le sue tipiche figure di Widmanstätten, strutture lamellari visibili dopo specifici trattamenti, testimoniano la sua origine extraterrestre. Il ferro meteorico è stato usato dall’uomo per creare armi e utensili, come il pugnale del faraone Tutankhamon, recentemente confermato di origine meteorica.
Muonionalusta Il segreto del ferro
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Circa un milione di anni fa, in quella regione del nord della Scandinavia che oggi chiamiamo Lapponia un lampo accecante illuminò la notte polare e per qualche istante illuminò le pianure, le lontane montagne innevate e le grandi foreste di conifere. Una scia lucente si divise in più parti e poi rapidamente si spense. Poco dopo giunse un profondo boato, mentre in un’area di 25 chilometri, cadevano decine di frammenti incandescenti. Poi tutto si quietò. Di sicuro nessun uomo assistette all’evento poiché, sebbene i nostri progenitori fossero già usciti dall’Africa da centinaia di migliaia di anni, nessuno, fino a quel momento si era ancora spostato in quelle gelide lande attorno al circolo polare artico. Quattro glaciazioni passarono e quelle pietre cadute dal cielo furono più volte sommerse da spesse calotte di ghiaccio, tornando magari a vedere la luce del Sole nel successivo periodo interglaciale.
Nel 1906, vicino al villaggio svedese dall’impronunciabile nome di Kitkiöjärvi due ragazzi, a guardia di un branco di renne, trovarono una strana pietra, pesante e coperta di ruggine. Qualche anno dopo la pietra fu riconosciuta come siderite e pubblicata dal prof. A.G. Högbom del museo di scienze naturali svedesi, che gli diede il nome di Muonionalusta. Nei decenni successivi altri campioni furono trovati, dapprima casualmente (scavi per le fondazioni di una casa nel ‘46 e una strada nel ’63), poi in modo sempre più sistematico, specie negli ultimi decenni, tanto che oggi centinaia di frammenti più o meno massicci, sono sparsi nei musei di tutto il mondo, in molte collezioni private e qualche azienda si è anche spinta a produrre orologi con il quadrante ricavato da una lamina di meteorite.

collezione di meteoriti dell’Osservatorio
del Monte Baldo.
Muonionalusta appartiene infatti alla classe delle Sideriti Ottaedriti tipo IVA.
I campioni di tale gruppo di meteoriti, al quale ad esempio appartiene anche la famosissima Gibeon (la più grande meteorite singola trovata al mondo, in Namibia), sono oggi considerati parte del nucleo di ferro e nikel di un asteroide abbastanza grande da aver subito una differenziazione. La caratteristica più importante è rappresentata da un solfuro di ferro detto “Triolite” presente con inclusioni di alcuni centimetri. Lo studio dei radiogenici di Muonionalusta porta a un’epoca di formazione del corpo di 4.565,3 milioni di anni, facendone la più antica meteorite ferrosa conosciuta, aggregatasi appena 1 milione di anni dopo la formazione dei CAIs (inclusioni di minerali ricchi di Calcio e Alluminio che si ritengono formati nelle parti più interne e prossime alla protostella della nebulosa pre-solare). Il raffreddamento successivo del corpo progenitore avvenne in 1-2 milioni di anni, mentre la distruzione dell’asteroide, a causa di un impatto, sarebbe avvenuta in epoca relativamente recente; circa 400 milioni di anni fa. Ci troviamo quindi di fronte ad un altro meteorite che racconta le primissime fasi della formazione del Sistema Solare e che conferma che il processo di formazione di planetesimi di grandi dimensioni fu estremamente rapido, seppure ad oggi non siamo ancora in grado di costruire modelli consistenti ed in grado di giustificare la velocità di formazione di oggetti differenziati.
La caratteristica che rende questo tipo di meteorite particolarmente amato dai collezionisti è la tipica tessitura a lamelle chiamate “Figure di Widmanstätten”

del meteorite Muonionalusta.
Le figure di Widmanstätten sono un processo di cristallizzazione che si verifica in una lega ferro/nikel (Kamacite), quando questa subisce un lentissimo processo di raffreddamento, in milioni di anni. Un processo che avviene in maniera spontanea nel nucleo di un planetoide differenziato, man mano che il nucleo si raffredda, a causa del decadimento degli elementi radioattivi contenuti. Ovviamente, nessuna tecnologia siderurgica è in grado di riprodurle. La loro presenza è quindi una dimostrazione certa dell’origine extra-terrestre della meteorite ferrosa.. Tipicamente la cristallizzazione diviene visibile sono dopo aver tagliato e lucidato il meteorite, trattandone poi la superficie con acido nitrico diluito, che causa l’ossidazione differenziale della lega.

della meteorite di Cape York.
All’aumentare del tenore di nikel nel meteorite, la struttura delle lamelle diviene via via da grossolana a fine, fino a sparire del tutto nelle “Atassiti”, meteoriti con un tenore di Nikel superiore al 16%. Le Atassiti sono piuttosto rare, anche se la più grande meteorite ferrosa trovata sulla terra è Hoba, scoperta in Namibia e del peso di 66 tonnellate.
Il ferro meteorico è stato per lungo tempo utilizzato dall’umanità per ricavarne armi e utensili. E’ certo che gli eschimesi utilizzassero il ferro della grande pioggia di meteoriti avvenuta circa 2000 anni fa nella zona di Cape York in Groenlandia, da cui questo meteorite prende il nome. Ma il caso più celebre è certamente quello del pugnale di ferro del faraone Tutankhamon, un oggetto a quell’epoca molto più costoso dell’oro e che recentemente è stato confermato di origine meteorica.
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Nome |
Muonionalusta |
| Anno e luogo del I ritrovamento | Kitkiöjärvi – Svezia – 1906 |
| Massa (conosciuta) | 230 kg |
| Classificazione | Ottaedrite fine –Iron IVA |
| Riferimenti | Meteoritical Bullettin: MB20 (1961) NHM Catalogue: 5a edizione (2000) Met Base: v.7.1 (2006) |
| Link al MeteoriticalBullettin | https://www.lpi.usra.edu/meteor/metbull.php?code=16873 |
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L’articolo è pubblicato in COELUM 268 VERSIONE CARTACEA
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