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Astrogeologia – n. 254 Coelum Astronomia

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«Da lungo tempo io non ho più pubblicato
nulla che possa in certo modo
servir di contraccambio. Però negli ultimi
sei mesi mi è riuscito di fare un
lavoro, il quale può interessare almeno altrettanto
i geologi, quanto gli Astronomi: è il rilievo della
carta di Marte, di cui ti presento una copia. Spero
che la vorrai gradire come piccolo dono.

Non senza meraviglia si trova che in Marte la distribuzione del liquido e del solido è ben altra, che presso di noi. Vi sta ciò che sulla Terra più non si vede in così grande scala: estese aree di continenti sommersi sott’acqua a piccole profondità sono le regioni
ombreggiate in ½ tinta. La moltitudine dei canali è molto maggiore di quanto abbia potuto indicare, ma ho dovuto limitarmi a quello, che si può constatare con certezza. In certi momenti il pianeta pareva avviluppato di una rete a ricami diversi.
Questo lavoro mi ha cagionato più piacere nel farlo, che se avessi io scoperto i satelliti del pianeta»

Così scriveva l’astronomo Giovanni Virginio Schiaparelli nel 1878 al suo amico Quintino Sella, ingegnere minerario, mineralogista e co-fondatore della Società Geologica Italiana nonchè più volte ministro delle finanze durante il periodo 1862-73 (Pizzarelli e Roero, 2015).

La sensibilità e curiosità geologica dimostrata da Sella, tanto da aver promosso la realizzazione della prima Carta Geologica del Regno d’Italia, si accese nel vedere quelle carte di Marte e invitò Schiaparelli all’Accademia dei Lincei per presentare il
suo lavoro davanti ai maggiori astronomi europei, per poi ottenere in Parlamento un finanziamento con il quale potenziò il telescopio dell’Osservatorio di Brera.

Sappiamo bene l’impatto che ebbe l’accurata cartografia di Marte prodotta da Schiaparelli
nel mondo scientifico, anche per quella imprecisa traduzione del termine canali nel mondo anglosassone che alimentò idee sulla presenza di canali costruiti artificialmente sul pianeta da una civiltà aliena descritta dai libri di Percival Lowell.

L’Articolo completo è disponibile su COELUM ASTRONOMIA N° 254 FEBBRAIO MARZO 2022.

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