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SUPERNOVAE: aggiornamenti Luglio 2023

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RUBRICA SUPERNOVAE COELUM   N. 111

LE SUPERNOVAE ITALIANE NELLE GALASSIE MESSIER

 SN2006X IN M100

 

Stiamo giungendo alla fine della rassegna delle supernovae italiane nelle galassie Messier.

Analizzeremo infatti la nona di queste dieci importanti supernovae e precisamente la SN2006X nella galassia M100, scoperta il 7 febbraio 2006 dall’astrofilo cortinese Marco Migliardi. In realtà questa scoperta va condivisa con l’astrofilo giapponese Shoji Suzuki che aveva individuato indipendentemente la supernova il 4 febbraio. Marco Migliardi faceva parte del CROSS, il programma di ricerca supernova dell’Osservatorio del Col Druscè gestito dall’Associazione Astronomica di Cortina ed è stato uno degli ideatori e fondatori dell’Italian Supernovae Search Project (ISSP). Marco adesso non fa più ricerca di supernova, ma si dedica alla passione per l’astrofotografia e per la fotografia paesaggistica con ottimi risultati. Seguendo le orme intraprese da Mirco Villi e Giancarlo Cortini che avviarono agli inizi degli anni ’90 la ricerca amatoriale di supernova italiana, alla fine degli anni ’90 prende vita il programma CROSS che in pochi anni diventa leader indiscusso a livello nazionale ed anche internazionale, in fatto di ricerca di supernovae. Insieme all’amico Alessandro Dimai, Marco ottiene numerosi successi.
Facendo un paragone calcistico, in passato abbiamo avuto delle copie famose, conosciute come i gemelli del goal, Pulici e Graziani nel Torino, Mancini e Vialli nella Sampdoria. Anche nella ricerca italiana amatoriale di supernovae abbiamo dei gemelli del goal: una prima coppia storica è appunto quella formata dai cortinesi Alessandro Dimai e Marco Migliardi, che hanno scoperto rispettivamente 22 e 14 supernovae. Un’altra è quella più prolifica, costituita dai lucchesi Fabrizio Ciabattari ed Emiliano Mazzoni che hanno scoperto rispettivamente 76 e 70 supernovae, anche se in comune. Alla coppia lucchese però manca il sigillo più importante, che invece possono vantare i due cortinesi e cioè la scoperta di una supernova in una galassia del catalogo di Messier (SN1999gn in M61 Dimai – SN2006X in M100 Migliardi).

La galassia M100 è sicuramente una delle più belle galassie a spirale del catalogo di Messier, vista di faccia e distante circa 55 milioni di anni luce nella costellazione della Chioma di Berenice. Scoperta da Pierre Méchain il 15 marzo 1781 rappresenta una delle principali galassie starburst, cioè con un’elevata attività di formazione stellare. Possiede due galassie satelliti NGC4328 e NGC4322 che sembrerebbero collegate ad essa con dei ponti di materia ed è accompagnata a 17’ a Sud da un’altra galassia a spirale NGC4312.

La vicinanza però è solo prospettica perché NGC4312 è in realtà molto più vicina (circa 25 milioni di anni luce) rispetto a M100. Ad oggi, dopo M61 la regina incontrastata che detiene il record di supernovae esplose in una galassia Messier con otto eventi, M100 si posiziona sul secondo gradino del podio con sette supernovae scoperte al suo interno. Torniamo però al racconto di quella importante scoperta. La supernova fu scoperta la mattina durante i controlli della sessione notturna appena terminata. Fatte le opportune verifiche di prassi ed appurato che non si trattava di un pianetino in transito né di una supernova già scoperta, la prima cosa che fece Marco fu quella di telefonare subito in banca dove lavorava l’amico Alex. Gli comunicò senza nemmeno salutarlo che M100 mostrava nelle immagini della notte un nuovo e luminoso “gioiello” e lui era stato il primo al mondo a vederlo (in realtà il primissimo era stato il giapponese Shoji Suzuki). Dall’altro capo del telefono Alex esclamò un fortissimo “evviva” e poi una risatina un po’ imbarazzata e più sommessamente un “mi scusi signora ma ho appena ricevuto un’ottima notizia da un mio amico”. Aveva infatti un cliente davanti a lui in ufficio. Tutto questo per cercare di trasmettere come sia entusiasmante riuscire ad ottenere una scoperta e se questa avviene addirittura in una stupenda galassia del catalogo di Messier la gioia è davvero unica ed irripetibile.

Per Marco inoltre M100 rappresentava una vecchia amica con la quale aveva passato molte notti insieme essendo la sua galassia preferita oltre che la più seguita. I primi a riprendere lo spettro di conferma nella notte dell’8 febbraio furono gli astronomi americani del Mc. Donald Observatory in Texas con il telescopio Hobby Eberly da 9,2 metri. La SN2006X era una supernova di Tipo Ia scoperta circa 1-2 settimane prima del massimo di luminosità, con i gas eiettati dall’esplosione che viaggiavano ad una velocità di circa 20700 km/s. Il massimo di luminosità si verificò infatti intorno al 20 febbraio a mag.+13,5. Peccato che un forte assorbimento da polveri della galassia ospite, tolse alla luminosità della supernova circa due magnitudini. La SN2006X fu comunque, senza ombra di dubbio, una stupenda supernova posta in una delle più fotogeniche galassie del catalogo di Messier.

1) Immagine di scoperta della SN2006X in M101 ottenuta dal programma automatico del CROSS con il telescopio da 50cm dell’Osservatorio del Col Druscè.

 

2) Immagine a colori della SN2006X in M101 ottenuta da Alex Dimai con il telescopio da 50cm dell’Osservatorio del Col Druscè.

 

3) Stupenda immagine della SN2006X in M101 ottenuta da R. Gendler, J.-E. Ovaldsen, C. C. Thöne and C. Féron con il Danish Telescope da 1,5 metri a La Silla Observatory in Cile.

 

4) Marco Migliardi insieme all’amico Alex Dimai, foto fatta in Egitto in occasione dell’eclissi di Sole del 29 marzo 2006.

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