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Nel Cielo – M79 e IC 418 un paio di oggetti in una costellazione “rubata”

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nel Cielo
La cartina di questo mese è centrata sulla costellazione della Lepre, che ospita i due oggetti di cui si parla nella rubrica: l'ammasso globulare M79 e la nebulosa planetaria IC 418, le cui posizioni sono sommariamente indicate dai cerchietti gialli.

È un triste dato di fatto, ma la maggior parte degli osservatori visuali del cielo profondo abita in città super illuminate o in periferie più o meno invase dalle luci… o comunque sempre sotto un cielo inquinato che non permette più di puntare i telescopi nei pressi dell’orizzonte, come si riusciva a fare invece solo pochi anni fa. Con il passare del tempo si è così persa l’abitudine di andare a curiosare in quella fascia di costellazioni completamente australi che si levano dall’orizzonte soltanto di pochi gradi, e che pure offrono delicati oggetti deepsky, ormai quasi del tutto abbandonati. Colomba, Poppa, Corvo, Scultore… per citarne qualcuna di quella fascia che va dai –15° ai –30 gradi di declinazione… nomi che stanno diventando ormai desueti per gli osservatori di questo emisfero, appartenendo a regioni celesti sempre più considerate di stretta pertinenza australe. Una di queste costellazioni “rubate” è la Lepre, che tuttavia custodisce due oggetti che grazie alla loro natura puntiforme possono essere apprezzati anche dai nostri
siti urbani e suburbani.

tabella Nel CieloTabella Nel CieloM79, un globulare fuori posto – Siamo nella costellazione del Lepus (la Lepre), un piccolo asterismo di 290 gradi quadrati, situato appena al di sotto di Orione, a una declinazione media di –19°. Alla latitudine di Roma questo corrisponde a una altezza massima sull’orizzonte di appena una trentina di gradi, il che giustifica il suo inserimento nella lista delle costellazioni rubate.

L’oggetto che cerchiamo si trova ancora più in basso, a –24,5°, e si tratta di M79, un ammasso globulare scoperto la notte del 26 ottobre 1780 da Pierre Méchain e nel dicembre dello stesso anno da Messier che così lo descrisse: “Nebulosa senza stelle, situata sotto la Lepre”; William Herschel invece, nel 1782, lo trovò “bello ed estremamente ricco”, lo risolse parzialmente in stelle e ne riconobbe la reale natura,
anche se in realtà lo stesso Herschel coniò il termine di “Globular cluster” soltanto nel 1789. E si tenga presente che l’astronomo inglese osservava sotto i brumosi cieli dell’Inghilterra, da una latitudine di +51,5°, e quindi poteva vedere l’ammasso a un’altezza massima
di soli +20°!

Per approfondire leggi tutti i dettagli e i consigli per l’osservazione, i cenni storici,  le immagini e le mappe dettagliate, nell’articolo tratto dalla Rubrica Nel Cielo di Salvatore Albano presente a pagina 50 di Coelum n. 165.

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