SUPERNOVAE aggiornamenti del mese – Marzo 2026

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a cura di Fabio Briganti e Riccardo Mancini

RUBRICA SUPERNOVAE COELUM   N. 141

marzo 2026

Apriamo la rubrica di questo mese con una doppia scoperta realizzata da Michele Mazzucato nell’ambito della collaborazione con i professionisti del CRTS Catalina, sulle immagini ottenute con il telescopio Cassegrain di 1,5 metri di diametro dell’osservatorio americano sul Mount Lemmon in Arizona. Entrambe le scoperte sono purtroppo molto deboli e individuate oltre la mag.+20. La prima è stata realizzata la notte del 15 febbraio nella piccola galassia a spirale UGC4617 posta nella costellazione del Cancro a circa 360 milioni di anni luce di distanza. Nei giorni seguenti la scoperta, il nuovo transiente è aumentato di luminosità fino a raggiungere la mag.+19. Nella notte del 23 febbraio al Monte Palomar in California con il telescopio da 1,5 metri è stato ottenuto lo spettro di conferma. La SN2026dgt è una giovane supernova di tipo II. La seconda scoperta è stata invece realizzata nella notte del 23 febbraio nella piccola galassia a spirale UGC4884 posta nella costellazione del Cancro a circa 420 milioni di anni luce di distanza. Come la precedente è stata scoperta intorno alla mag.+20,5 ma il giorno seguente era già aumentata di circa una magnitudine. Nella notte del 24 febbraio dal Roque de los Muchachos Observatory nelle Isole Canarie, con il Nordic Optical Telescope da 2,56 metri è stato ottenuto lo spettro di conferma. La SN2026efq è una giovane supernova di tipo Ia, che intorno al 10 marzo dovrebbe superare la mag.+17.

Immagine di scoperta della SN2026dgt in UGC4617 realizzata dal Catalina con il telescopio Cassegrain da 1,5 metri.
Immagine di scoperta della SN2026efq in UGC4884 realizzata dal Catalina con il telescopio Cassegrain da 1,5 metri.

In assenza di scoperte amatoriali o di supernovae luminose in belle galassie, soffermeremo adesso la nostra attenzione su due outburst di una particolare classe di transienti, verificatisi nel mese di febbraio.

Ci riferiamo ai famosi LBV Luminous Blue Variable, conosciuti anche con il nome di Supernova Impostor. Questa classe di oggetti ad una prima analisi possono essere scambiati per supernovae classiche, ma ad un attento esame mostrano invece sostanziali differenze da esse, legate principalmente alle caratteristiche dello spettro e soprattutto alla luminosità assoluta assai più bassa di quella media di supernovae anche di tipo II (Magnitudine Assoluta di circa -12, contro i -16, -17 delle supernovae di tipo II). Il prototipo di questo tipo di stelle, nelle vicinanze della nostra galassia, è rappresentato dalla variabile S Doradus, una delle stelle più luminose della Grande Nube di Magellano; altre due stelle LBV altrettanto note sono Eta Carinae e P Cygni. In fase di riposo sono di classe spettrale B e spettro con presenza di insolite righe di emissione. Nella fase LBV tali stelle pulsano in modo irregolare, disperdendo nello spazio una buona parte degli strati esterni. Tale materiale va a formare una vera e propria nebulosa attorno a tali stelle. Un classico esempio in tal senso è rappresentato dalla nebulosa di Eta Carinae.

Al di fuori della nostra galassia conosciamo poco più di una ventina di oggetti LBV; per nessuno di essi si ha la certezza che si sia trasformato in una vera e propria supernova, ad esclusione forse solo del famoso 2009ip. Scoperto il 26 agosto del 2009 dal programma professionale denominato CHASE, nel settembre 2012 ebbe un forte outburst che lo portò a sfiorare la mag.+13 e straformarsi quasi certamente in una supernova di tipo IIn. Questi LBV possono perciò da un momento all’altro fare il “grande botto” ed esplodere come supernova. Vi suggeriamo pertanto di seguire questi strani oggetti ed in modo particolare i due LBV che in questo mese di febbraio hanno mostrato l’ennesima impennata di luminosità. Il primo dei due è conosciuto come 2000ch, scoperto il 3 maggio 2000 dal programma professionale di ricerca supernovae denominato LOSS Lick Observatory Supernovae Search nella galassia a spirale barrata NGC3432, inserita anche nel catalogo di Arp al numero 206 e posta nella costellazione del Leone Minore alla distanza di circa 40 milioni di anni luce. Dal 2000 ad oggi questo interessante LBV ha mostrato numerosi outburst che ultimamente si stanno ripetendo a distanza di circa un anno, a dimostrazione che l’instabilità della stella è molto elevata. Gli otto outburst mostrati in questi 25 anni sono stati individuati principalmente dall’astrofilo giapponese Koichi Itagaki e dal nostro Giancarlo Cortini. L’ultimo ha raggiunto la mag.+17 intorno alla metà di febbraio.

Immagine del nuovo outburst di 2000ch in NGC3432 realizzata da Giancarlo Cortini con un telescopio C14 e 50 secondi di esposizione.
Immagine del nuovo outburst di 2000ch in NGC3432 realizzata dall’astrofilo spagnolo Rafael Ferrando con un telescopio Meade LX200 da 400mm F.7.
Immagine del nuovo outburst di 2000ch in NGC3432 realizzata dall’astrofilo spagnolo Carlos Segarra con un telescopio da 200mm F.4 somma di 25 immagini da 240 secondi.

Il secondo interessante LBV è invece conosciuto come AT2016blu, anche se fu scoperto l’11 gennaio 2012 sempre dal Lick Observatory Supernovae Search, inserendo la scoperta nel vecchio CBAT. Il 5 aprile 2016 l’astrofilo Ron Arbour individuando un nuovo outburst inserì la scoperta nel TNS e l’oggetto prese perciò il nome di AT2016blu. Questo Supernova Impostor è apparso nella galassia a spirale NGC4559 posta nella costellazione della Chioma di Berenice e distante circa 30 milioni di anni luce. Dal 2016 in avanti ha mostrato numerosi outburst con una cadenza annuale, raggiungendo i massimi di luminosità intorno alla mag.+16. Come per il precedente LBV, i numerosi outburst sono stati individuati principalmente dall’astrofilo giapponese Koichi Itagaki e dal nostro Giancarlo Cortini. Anche in questo caso, l’ultimo outburst ha raggiunto la mag.+17 intorno al 20 febbraio. NGC4559 ha ospitato al suo interno anche una supernova, la SN1941A scoperta il 5 febbraio 1941 dall’astronoma americana Rebecca Jones. Questi due Supernova Impostor sono pertanto da seguire con molta attenzione, perché potrebbero regalare delle importanti sorprese e poi sono situati in due galassie molto fotogeniche.

Immagine del nuovo outburst di AT2016blu in NGC4559 realizzata da Giancarlo Cortini con un telescopio C14 e 90 secondi di esposizione.
Immagine del nuovo outburst di AT2016blu in NGC4559 realizzata dall’astrofilo spagnolo Rafael Ferrando con un telescopio Meade LX200 da 400mm F.7.
Immagine del nuovo outburst di AT2016blu in NGC4559 realizzata dall’astrofilo spagnolo Carlos Segarra con un telescopio da 200mm F.4 somma di 25 immagini da 240 secondi.

 

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