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19 Novembre 2018
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    BepiColombo ha iniziato il suo viaggio di sette anni verso Mercurio. I segnali della sonda hanno confermato che il lancio è andato a buon fine. La sfida maggiore ora è resistere, resistere all’attrazione del Sole e alle temperature che la sonda e i due orbiter che contiene incontreranno nel corso della missione.

    DI  · astronautinews.it

    La missione ESA-JAXA BepiColombo (ne abbiamo parlato diffusamente presentandola in questo articolo BepiColombo: Europa e Giappone insieme verso Mercurio), diretta verso Mercurio, è stata lanciata la notte tra il 19 e il 20 ottobre, con un Ariane 5 da Kourou alle 01:45:28 GMT, quando in Italia erano le 3:45:28, dando il via a una eccitante missione che ha come obiettivo lo studio dei misteri del pianeta più interno del Sistema Solare.

    I segnali della sonda, ricevuti presso il centro di controllo dell’ESA a Darmstadt, in Germania, attraverso la stazione di rilevamento di New Norcia alle 02:21 GMT, hanno confermato che il lancio è andato a buon fine.

    BepiColombo è uno sforzo congiunto tra l’ESA e la Japan Aerospace Exploration Agency, JAXA. È la prima missione europea diretta a Mercurio, il pianeta più piccolo e meno esplorato nel Sistema Solare interno, e la prima a inviare due veicoli spaziali per effettuare contemporaneamente misurazioni complementari del pianeta e del suo dinamico ambiente.

    «Il lancio di BepiColombo è una pietra miliare per ESA e JAXA e ci saranno molti grandi successi», afferma Jan Wörner, Direttore Generale dell’ESA. «Oltre a completare il difficile viaggio, questa missione restituirà un’enorme quantità di dati scientifici. È grazie alla collaborazione internazionale e ai decenni di sforzi e competenze di tutti coloro che sono coinvolti nella progettazione e nella costruzione di questa incredibile macchina, che siamo ora sulla strada per indagare sui misteri del pianeta Mercurio».

    «Congratulazioni per il lancio di successo del Ariane 5 che trasporta BepiColombo, missione esplorativa congiunta ESA-JAXA», afferma Hiroshi Yamakawa, presidente JAXA. «Desidero esprimere la mia gratitudine per l’eccellente risultato delle operazioni di lancio. JAXA ha grandi aspettative che le successive osservazioni dettagliate sulla superficie e l’interno di Mercurio ci aiuteranno a comprendere meglio l’ambiente del pianeta e, in ultima analisi, l’origine del Sistema Solare e della Terra».

    BepiColombo comprende due satelliti scientifici: Mercury Planetary Orbiter (MPO) dell’ESA e Mercury Magnetospheric Orbiter di JAXA (MMO, o ‘Mio’). Il Mercury Transfer Module (MTM) costruito dall’ESA porterà gli orbiter fino a Mercurio utilizzando una combinazione di propulsione solare e gravità assist, con un sorvolo di Terra, due di Venere e sei di Mercurio, prima di entrare in orbita proprio di Mercurio verso la fine del 2025.

    «C’è una lunga ed eccitante strada davanti a noi prima che BepiColombo inizi a raccogliere dati per la comunità scientifica», afferma Günther Hasinger, direttore delle missioni scientifiche dell’ESA. «Gli sforzi, come per la missione Rosetta e le sue scoperte pionieristiche, anche a distanza di anni dal loro completamento, ci hanno già dimostrato che le complesse missioni di esplorazione scientifica meritano l’attesa».

    I due orbiter scientifici saranno anche in grado di utilizzare alcuni dei loro strumenti durante la fase di crociera, offrendo opportunità uniche per raccogliere dati scientificamente preziosi su Venere. Inoltre, alcuni degli strumenti progettati per studiare Mercurio in una modalità possono essere utilizzati in modalità diversa per studiare Venere, che ha una atmosfera spessa rispetto alla superficie esposta di Mercurio.

    «BepiColombo è una delle missioni interplanetarie più complesse che abbiamo mai realizzato», afferma Andrea Accomazzo, Flight Director dell’ESA per BepiColombo. «Una delle maggiori sfide è l’enorme gravità del Sole, che rende difficile collocare un’astronave in un’orbita stabile attorno a Mercurio. Dobbiamo frenare costantemente per garantire una caduta controllata verso il Sole, con i propulsori ionici che forniscono la spinta bassa necessaria per la lunga durata della fase di crociera».

    Altre sfide includono l’ambiente con temperature estreme a cui sarà sottoposto il veicolo spaziale, che andrà da -180ºC a oltre 450ºC, più caldo di un forno per pizza. Molti dei meccanismi dei veicoli spaziali e dei rivestimenti esterni non erano stati precedentemente testati in tali condizioni.

    Il design complessivo dei tre moduli della sonda riflette le condizioni estreme che dovranno affrontare. I grandi pannelli solari del modulo di trasferimento devono essere inclinati ad angolo retto per evitare danni da radiazioni, fornendo comunque energia sufficiente al veicolo spaziale. Sull’MPO, l’ampio radiatore consente all’astronave di rimuovere efficacemente il calore dai suoi sottosistemi, oltre a riflettere il calore e sorvolare il pianeta a quote più basse di quanto non sia mai stato fatto prima. Il Mio a otto lati ruoterà 15 volte al minuto per distribuire uniformemente il calore del Sole sui suoi pannelli solari per evitare il surriscaldamento.

    «Vedere il nostro veicolo spaziale decollare è un momento che tutti stavamo aspettando», dice Ulrich Reininghaus, responsabile del progetto BepiColombo dell’ESA. «Abbiamo superato molti ostacoli nel corso degli anni, e le squadre sono felici di vedere BepiColombo sulla strada per l’intrigante pianeta Mercurio».

    Pochi mesi prima di arrivare a Mercurio, il modulo di trasferimento verrà espulso, lasciando i due orbiter scientifici – ancora collegati l’uno con l’altro – per essere catturati dalla gravità di Mercurio. La loro altitudine sarà regolata usando i propulsori di MPO fino a raggiungere l’orbita polare ellittica finale.

    Successivamente MPO si separerà e discenderà sulla sua orbita usando i suoi propulsori. Insieme gli orbiter effettueranno misurazioni che riveleranno la struttura interna del pianeta, la natura della superficie e l’evoluzione delle caratteristiche geologiche – compreso il ghiaccio nei crateri in ombra del pianeta – e l’interazione tra il pianeta e il vento solare.

    «Un aspetto unico di questa missione è avere due veicoli spaziali che monitorano il pianeta da due diverse località contemporaneamente: questa è davvero la chiave per comprendere i processi legati all’impatto del vento solare sulla superficie di Mercurio e il suo ambiente magnetico», Johannes Benkhoff project scientist di BepiColombo. «BepiColombo svilupperà le scoperte e le domande sollevate dalla missione Messenger della NASA per fornire la migliore comprensione dell’evoluzione di Mercurio e del Sistema Solare fino ad oggi, che a sua volta sarà pure essenziale per capire come i pianeti orbitanti vicino alle loro stelle nei sistemi di pianeti extrasolari si evolvono».

    Qui di seguito il replay del lancio:

    Fonte: ESA

    Segui la discussione su ForumAstronautico.it (C) Associazione ISAA – Licenza CC BY-NC

    Per saperne di più

    Sulla missione scientifica e gli strumenti a bordo

    ➜ L’articolo di Andrea Ferrero pubblicato su Coelum Astronomia di ottobre (lettura gratuita online e in pdf).


    Prevedere l’imprevisto… Hayabusa 2 alla scoperta di Ryugu. BepiColombo in partenza per il Pianeta di Ferro. Terra chiama Opportunity, risponderà mai il rover? Che forma può avere un alieno? 
    Tanti gli argomenti affrontati sul nuovo…

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