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23 Settembre 2018
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    La sonda Cassini ci regala una serie di scatti affascinanti: nuvole di metano si rincorrono sui mari di idrocarburi che punteggiano l’emisfero settentrionale della luna di Saturno, Titano, a conferma di un modello climatico simile a quello terrestre

    Temporali improvvisi e meteo ballerino. Non è un problema sono italiano. A quanto pare non se la passano meglio su Titano, la luna di Saturno che da dieci anni gli scienziati tengono sott’occhio grazie agli strumenti della missione Cassini-Huygens. La sonda ha catturato una serie di immagini dell’emisfero settentrionale della luna dove è possibile vedere un sistema nuvoloso muoversi sulla distesa di idrocarburi liquidi del Ligeia Mare.

    Il Polo Nord di Titano. Crediti: NASA / JPL-Caltech / Space Science Institute.

    Questa rinnovata attività meteorologica su Titano potrebbe finalmente confermare le ipotesi dei ricercatori (vedi anche l’articolo “Titano imita il clima della Terra”), secondo cui il modello atmosferico della luna non sarebbe dissimile da quello che governa la meteorologia sul pianeta Terra.

    Le immagini di Cassini risalgono a fine luglio. Mentre la sonda si stava allontanando da Titano a seguito di un passaggio ravvicinato ha individuato un blocco di nuvole sulla grande distesa di metano conosciuta come Ligeia Mare. Lo sviluppo e la dissipazione dei vapori suggerisce una velocità del vento di circa tre, quattro metri al secondo.

    Dall’arrivo della sonda nel sistema di Saturno, nel 2004, gli scienziati non hanno smesso di osservare l’attività meteorologica nell’emisfero meridionale di Titano. A quell’epoca il polo sud della luna stava vivendo la fine della stagione estiva. Un anno su Titano corrisponde a quasi trent’anni terrestri, con ogni stagione che si porta via circa sette anni. Oggi l’osservazione dei fenomeni atmosferici – che continua a essere un obiettivo importante della missione Cassini – e la formazione delle nubi si è spostata all’emisfero settentrionale della luna di Saturno dove, con l’arrivo dell’estate, si registra un innalzamento delle temperature che non può che favorire l’insorgere di sistemi nuvolosi. Ma da quando una grande tempesta ha spazzato il cielo del satellite ghiacciato alla fine del 2010, è stato difficile catturare qualche immagine di piccole nuvole sulla superficie del polo nord.

    Un'animazione che mostra la formazione di nubi su Ligeia Mare. Crediti: NASA / JPL-Caltech / Space Science Institute.

    «Siamo ansiosi di scoprire se l’aspetto delle nuvole segni l’inizio di un’estate nel modello meteorologico lunare o se si tratti di un caso isolato», spiega Elizabeth Turtle, ricercatrice del Cassini imaging team, Johns Hopkins University Applied Physics Lab, Laurel, Maryland. «Ci chiediamo perché le nuvole inquadrate da Cassini si trovino sempre sui mari di idrocarburi. Si tratta di un caso o si formano preferenzialmente lì?»

    Per le previsioni meteo su Titano, insomma, bisogna ancora aspettare. Intanto speriamo arrivi presto l’estate calda. Anche qui da noi.

    Per approfondimenti vai sul sito del NASA Jet Propulsion Laboratory o del Cassini imaging team

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    Un Commento a “Dove nascono le nuvole… su Titano”

    1. Tonini Marco scrive:

      Argomenti su Titano, e la sua atmosfera, erano già commentate già 17 anni fa su varie riviste di astronomia, L Astronomia, Il Cielo, Orione. Il primo fattore era la sua temperatura superficiale in certi periodi dell anno: +100° o -100°. Ma da allora, ancora adesso, le ipotesi di un possibile atterraggio sono ancora problematiche, per molti aspetti, forse impossibili.

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