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13 Dicembre 2017
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    Non è certo uno dei candidati che potrebbero un giorno incrociare la nostra orbita, ma è uno dei grandi asteroidi da cui si pensava provenissero una buona parte delle meteoriti trovate sul nostro suolo del condrite H.

    Qui sopra le immagini riprese (in basso) usando lo strumento SPHERE del Very Large Telescope di ESO, in alto la simulazione al computer di quello che ci si aspettava di osservare. Crediti: ESO/M. Marsset

    L'orbita di Hebe nella fascia degli asteroidi, tra l'orbita di Marte e quella di Giove.

    La regione tra MarteGiove pullula di mondi rocciosi chiamati asteroidi. Si stima che la fascia principale degli asteroidi contenga milioni di piccoli corpi rocciosi, e tra 1,1 e 1,9 milioni di corpi più grandi fino a un diametro di un chilometro. Piccoli frammenti di questi corpi spesso cadono sulla Terra come meteoriti. Curiosamente il 34% di tutti i meteoriti trovati sulla Terra è di un tipo particolare: condrite di tipo H. Dette olivine-bronziti, prendono il nome dal termine High (alto) per il loro alto contenuto complessivo di ferro e alto contenuto di ferro metallico e per condruli più piccoli di quelli presenti in altri tipi di condrite.

    Si pensa che essi provengano da un parente comune – e un sospetto potenziale è l’asteroide (6) Hebe mostrato qui sopra.

    Club dei 100 Asteroidi

    (6) Hebe è anche uno dei principali target della nostra maratona osservativa, e/o fotografica a scelta, dei primi cento asteroidi scoperti. L’iscrizione è sempre aperta e aspetta solo nuovi aspiranti al Club dei 100 asteroidi!
    > tutti i dettagli dell’iniziativa
    > le schede degli aspiranti soci
    > elenco delle loro osservazioni
    ISCRIZIONI SEMPRE APERTE!club100asteroidi@coelum.com

    Ha un diametro approssimativo di 186 chilometri e, come dice il nome stesso, è stato il sesto asteroide ad essere scoperto, pure essendo il quinto in ordine di luminosità, dopo Vesta, Cerere, Iris e Pallade. Fu scoperto nel 1847 da Karl Ludwig Hencke, astronomo tedesco, e il nome della dea greca della gioventù glielo assegnò Carl Friedrich Gauss, famoso matematico che fu anche astronomo.

    Queste immagini sono state riprese durante uno studio di questo mini-mondo usando lo strumento SPHERE sul Very Large Telescope di ESO. Lo scopo era quello di testare l’ipotesi che (6) Hebe fosse all’origine delle condriti H.

    Gli astronomi hanno modellato la rotazione e la forma tridimensionale di (6) Hebe a partire dalle osservazioni e hanno usato questo modello 3D per determinare il volume della più grande depressione sull’asteroide – probabilmente un cratere dovuto a una collisione che avrebbe potuto creare numerosi meteoriti più piccoli. Tuttavia il volume di questa depressione è cinque volte minore del volume totale della famiglia degli asteroidi con una composizione di condrite H, il che suggerisce che (6) Hebe, dopo tutto, non sia la sorgente principale di condriti H.

    Leggi anche

    La Pubblicazione di ricerca

    L’asteroide (6) Hebe è davvero la “madre di tutte le meteoriti”? di Claudio Elidoro su Coelum Astronomia 102, gennaio 2007


    Asteroidi pericolosi e Rischio da Impatto

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