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Unione Astrofili Napoletani

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05.10: “I 50 anni dell’ESO” di Filippone e Flagiello.

E-mail: info@unioneastrofilinapoletani.it
www.unioneastrofilinapoletani.it

Peccioli… e intorno l’Universo 2012

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05.10: “I MAYA E IL 2012: un’indagine scientifica sulla (presunta) fine del mondo” a cura di Sabrina Mugnos.

Per info: Associazione Astrofili Alta Valdera – cell. 3405915239
www.astrofilialtavaldera.com

5° STAR PARTY DEL MONFERRATO – 6 OTTOBRE

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Party del Monferrato presso l’Osservatorio Astronomico di Odalengo Piccolo (AL)sotto il cui tetto scorrevole sono alloggiati uno SC da 14″ e un rifrattore Astrophisics da 13cm. La struttura, recintata e sorvegliata, è dotata di servizi igienici e allacciamento alla rete 220V, (si consiglia di munirsi di prolunga propria). Possibilità di cena presso un ristorante della zona e parcheggio per camper e bus. Nel pomeriggio è prevista l’osservazione diurna del sole in luce bianca e in luce Halpha grazie alla strumentazione messa a disposizione dagli organizzatori. Dopo cena osservazioni libere ad oltranza.

Per il programma completo e altre informazioni: cell. 338 6834894 (Paolo); cell. 334 5008489 (Martino).
www.cielodelmonferrato.it

5° STAR PARTY DEL MONFERRATO – 6 OTTOBRE

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Party del Monferrato presso l’Osservatorio Astronomico di Odalengo Piccolo (AL)sotto il cui tetto scorrevole sono alloggiati uno SC da 14″ e un rifrattore Astrophisics da 13cm. La struttura, recintata e sorvegliata, è dotata di servizi igienici e allacciamento alla rete 220V, (si consiglia di munirsi di prolunga propria). Possibilità di cena presso un ristorante della zona e parcheggio per camper e bus. Nel pomeriggio è prevista l’osservazione diurna del sole in luce bianca e in luce Halpha grazie alla strumentazione messa a disposizione dagli organizzatori. Dopo cena osservazioni libere ad oltranza.

Per il programma completo e altre informazioni: cell. 338 6834894 (Paolo); cell. 334 5008489 (Martino).
www.cielodelmonferrato.it

Al Planetario di Padova

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Spettacoli al Planetario: il venerdì alle ore 21:00, il sabato alle ore 17:30 e 21:00, la domenica alle ore 16:00 e 17:30. Per il programma di ottobre consultare il sito del Planetario.

Per informazioni e prenotazioni: tel. 049 773677
E-mail: info@planetariopadova.it
Web: www.planetariopadova.it

ASTROINIZIATIVE UAI Unione Astrofili Italiani

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Tutti i primi venerdì del mese. Ore. 21:30 – 23:00, un viaggio deep-sky in diretta web con il Telescopio Remoto UAI – tele #4 Skylive.

Chiedere la password: www.skylive.it
http://telescopioremoto.uai.it/
www.uai.it

A caccia dell’AURORA BOREALE. Lapponia svedese – 7/14 febbraio 2013

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Northern Lights

A caccia dell’AURORA BOREALE

Un’avventura polare nella Lapponia svedese

alla ricerca della “dama sfuggente”
7/14 FEBBRAIO 2013

L’estrema latitudine nord, al di sopra del circolo polare artico, ha benedetto l’estremo lembo settentrionale della Svezia, la LAPPONIA SVEDESE, dotandola di alcuni fenomeni luminosi, egualmente estremi, famosi in tutto il mondo, tanto da attrarre visitatori da ogni dove fin qui, dove tutto, appunto, è estremo! Durante i mesi invernali, quando l’intera Lapponia artica perde la vista del sole per un buon due mesi, e la compatta tenebra artica si apre brevemente per concedere solamente poche ora di luce diurna, comunque fievole, si può provare l’ebrezza di osservare l’AURORA BOREALE, che, come in una danza, si staglia nel cielo polare, nero nero come di velluto, ed è da molti considerata tra I più impressionanti fenomeni della natura. Le aurore boreali si verificano alle alte latitudini a causa delle interazioni del vento solare con la magnetosfera terrestre ed I primi mesi del 2013 coincideranno proprio con il massimo undecennale dell’attività solare, con la conseguente possibilità di osservare le aurore più luminose, colorate e spettacolari! Durante le ore di luce saranno invece possibili imperdibili escursioni nell’affascinante paesaggio nordico.


1° giorno, giovedì 07/02 – MILANO Linate / STOCCOLMA / KIRUNA

Ritrovo dei Signori Partecipanti all’aeroporto di Milano Linate in tempo per l’imbarco sul volo di linea Scandinavian Airlines diretto a Kiruna, via Stoccolma. All’arrivo all’aeroporto di Kiruna, disbrigo delle formalità doganali e successivo trasferimento in minibus in hotel. Sistemazione nelle camere riservate e pernottamento.

2° giorno, venerdì 08/02 – KIRUNA / ABISKO

Prima colazione in hotel e mattinata a disposizione per visita libera di Kiruna o per attività/escursioni facoltative (*). Kiruna è la città più settentrionale della Svezia, a circa 100 km dai confini con la Norvegia e la Finlandia. Il centro sorge sull’altura di Haukivaara e costituisce l’area più vasta ed abitata in Lapponia con circa 20.000 abitanti. Si trova a nord del circolo polare artico ed è famosa per le sue miniere di ferro. Pranzo libero a carico dei partecipanti e, nel pomeriggio, trasferimento a piedi alla stazione dei treni per l’imbarco sul treno locale diretto ad Abisko. Abisko è un parco nazionale di 77 km2 famoso per la natura incontaminata, la fauna nordica e per le innumerevoli attività. All’arrivo, sbarco, trasferimento a piedi in hotel e sistemazione nelle camere riservate.
Cena e, al termine, escursione all’Aurora Sky Station: il buio più buio illuminato da milioni di stelle e il silenzio più ovattato si infrangono in una danza di luci fluorescenti e un concerto di suoni striduli che vengono direttamente dallo spazio. Un brivido, non solo di freddo, corre lungo la schiena. È il sogno di milioni di persone assistere al fenomeno dell’aurora boreale.
Come una fatina, però, l’aurora boreale è magica e capricciosa. Anche alle latitudini giuste e nel periodo più adatto non si ha mai la garanzia di poter ammirare questo fenomeno della
natura in cui terra e spazio si congiungono. Per fortuna che c’è l’osservatorio Aurora Sky Station nel grandioso parco nazionale di Abisko in Lapponia dove la possibilità di vedere un’aurora boreale è pari ad almeno 200 giorni l’anno. Le condizioni climatiche sono qui ideali essendo Abisko il luogo con l’aria più secca del Paese e praticamente privo inquinamento atmosferico e luminoso. L’osservatorio per l’aurora boreale si raggiunge con una seggiovia che porta in cima al monte Nuolja dove si trova l’osservatorio. Trasferimento a piedi alla base della seggiovia (passeggiata di 15 minuti dall’albergo) e assistenza, da parte del personale di servizio, alla partenza della seggiovia biposto che spiegherá tutto sulla questione dell’abbigliamento e aiuterá a salire in seggiovia. Stessa cosa per scendere. Poi all’interno del rifugio ci sará una guida che piú volte nella serata dará delle spiegazioni relative alle aurore. La seggiovia chiude piú o meno verso mezzanotte. (la salita all’Aurora Sky Station é prevista una sola sera. Se qualcuno vorrá ritornarci dovrá prenotare la salita direttamente in loco alla reception dell’albergo). Al termine, rientro in hotel per il pernottamento.

3° giorno, sabato 09/02 – PARCO NAZIONALE di ABISKO

Colazione in hotel e mattinata dedicata all’escursione di 2h00 circa con i cani da slitta. Pranzo libero a carico dei partecipanti e pomeriggio a disposizione. Cena e pernottamento in hotel. Osservazioni astronomiche facoltative.

4° giorno, domenica 10/02 – PARCO NAZIONALE di ABISKO

Colazione in hotel ed intera giornata a disposizione per attività/escursioni facoltative (*). Pranzo libero a carico dei partecipanti cena e pernottamento in hotel. Osservazioni astronomiche facoltative.

5° giorno, lunedì 11/02 – PARCO NAZIONALE di ABISKO

Colazione in hotel ed intera giornata a disposizione per attività/escursioni facoltative (*). Pranzo libero a carico dei partecipanti cena e pernottamento in hotel. Osservazioni astronomiche facoltative.

(*) chi vuole può scegliere tra diverse escursioni: una slitta sulla quale si sta seduti in 4-5 persone e viene trainata da una muta di 10 cani e guidata da una guida, percorso di circa 15-18km, con sosta pranzo per caffè e sandwich attorno al fuoco (durata 2,5h) oppure in alternativa Alce Safari: in minibus si risale la valle del fiume Kalix alla ricerca delle alci. Pranzo all’aperto. Oppure ancora scalata della cascata di ghiaccio (max 8 persone e durata di circa 3h00).

6° giorno, martedì 12/02 – ABISKO / KIRUNA

Colazione in hotel e tempo libero prima della partenza in treno per Kiruna (trasferimento alla stazione a piedi). Pranzo libero a carico dei partecipanti in corso di tragitto. All’arrivo a Kiruna, sbarco e trasferimento a piedi in hotel per la sistemazione nelle camere riservate. Escursione serale in motoslitta con cena inclusa (2 pax per motoslitta) in zona buia che permetta le osservazioni. Per i più pigri, escursione sulla slitta trainata da motoslitta. Al termine, rientro in hotel per il pernottamento.

7° giorno, mercoledì 13/02 – KIRUNA / STOCCOLMA

Early breakfast e successivo trasferimento in minibus all’aeroporto in tempo per l’imbarco sul volo Scandinavian Airlines diretto a Stoccolma. All’arrivo, sbarco e proseguimento in treno per il centro della città. Sbarco e trasferimento a piedi (150 metri circa) in hotel per la sistemazione nelle camere riservate. (le camere non saranno pronte prima delle ore 13.00 circa). Resto della giornata a disposizione per la visita libera della città. Pranzo libero e cena libera a carico dei partecipanti, e pernottamento in hotel. Stoccolma, capitale della Svezia, sorge su 14 isole che dal lago Mälaren si protendono fiere a oriente, sul Mar Baltico. Gli edifici ed i palazzi, la ricca storia culturale e i musei raccontano le meraviglie di 700 anni di storia. La città vecchia (Gamla Stan) racchiude tutta questa storia tra le stradine medievali, gli edifici ricurvi ma perfettamente conservati, il Palazzo Reale, le chiese gotiche ed i bar, le caffetterie, i ristoranti ed i negozi di oggettistica di design svedese eccellenti.

8° giorno, giovedì 14/02 – STOCCOLMA / MILANO Linate

Prima colazione in hotel e trasferimento in aeroporto in tempo utile per l’imbarco sul volo di linea Scandinavian Airlines diretto all’aeroporto di Milano Linate. All’arrivo, sbarco e fine dei servizi.

PIANO VOLI

07/02 MILANO Linate (h. 12.50) – STOCCOLMA (h. 15.35) SK 690
07/02 STOCCOLMA (h. 20.40) – KIRUNA (h. 22.20) SK 1046
13/02 KIRUNA (h. 06.15) – STOCCOLMA (h. 07.50) SK 1049
14/02 STOCCOLMA (h. 09.20) – MILANO Linate (h. 12.00) SK 689

QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE minimo 20 partecipanti € 2.350,00
QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE minimo 15 partecipanti € 2.550,00

Supplemento camera singola € 750,00

Tasse aeroportuali € 185,00 (soggette a riconferma fino all’atto dell’emissione del biglietto aereo)

La quota comprende: * voli di linea come da prospetto in in classe economica * franchigia bagaglio 20 kg * sistemazione
per 2 notti in camere doppie con servizi privati in hotel 4**** a Kiruna e per 1 notte in hotel 4**** centrale a Stoccolma *
sistemazione per 4 notti in camere doppie con bagno in comune in corridoio in hotel standard ad Abisko * utilizzo
gratuito di palestra, sauna e connessione internet wi-fi ove disponibili * trattamento di pernottamento e prima colazione +
5 cene come da programma, menu con una portata principale * salita all’Aurora Sky Station di Abisko con noleggio
abbigliamento artico (3° giorno) * biglietti a/r per il treno Kiruna/Abisko/Kiruna (NO assistenza) * biglietti a/r per il treno
Stoccolma aeroporto/Stoccolma centro/Stoccolma aeroporto (NO assistenza) * trasferimenti in minibus (assistenza da parte
dell’autista) a Kiruna dall’aeroporto all’hotel e viceversa * n° 2 escursioni come da programma con guida locale parlante
inglese (escursione con cani da slitta 3° giorno / escursione serale in motoslitta 6° giorno) * assicurazione medico/bagaglio
e annullamento viaggio.

La quota non comprende: * tasse aeroportuali (€ 185,00 circa ad oggi e soggette a riconferma ad emissione biglietti) *
pasti non esplicitamente menzionati nel programma * bevande ai pasti * altri ingressi a musei, chiese, monumenti o siti
d’interesse non menzionati * bagaglio extra, acquisti ed extra personali in genere * mance * tutto quanto non specificato
alla voce “La quota comprende”.

NOTE

· Cambio applicato: 1 SEK = 0,121 €. Eventuali adeguamenti saranno effettuati tra 30 e 21gg prima della partenza
· Le quote del volo e dei servizi a terra sono state calcolate in base alle migliori tariffe disponibili ad oggi, pertanto sono soggette a riconferma in vista di eventuale variazione del costo del trasporto, del carburante, dei diritti e delle tasse di imbarco o sbarco
· Il programma prevede i lunghi trasferimenti (Kiruna/Abisko/Kiruna) in treno anziché con macchine a noleggio per questioni di sicurezza (guidare in inverno su strade completamente innevate, anche se con pneumatici da neve, non è cosa da tutti ed il rischio di incidenti/uscite di strada è molto elevato). Trasferimenti in minibus previsti per le sole tratte Kiruna aeroporto/Kiruna hotel e viceversa. Gli spostamenti previsti a piedi sono agevoli e al massimo di 10 minuti.
· Abbiamo OPZIONATO a venerdì 26 Ottobre 2012, n° 15 posti volo + 7 camere doppie
· Le iscrizioni si raccolgono entro e non oltre venerdì 26/10/2012 con contestuale versamento di acconto pari al 25% della quota di partecipazione

DOCUMENTI PER L’ESPATRIO – per Danimarca, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Norvegia e Svezia, occorre il passaporto o la
carta d’identità valida per l’espatrio (non sono accettate carte identità con timbro di rinnovo).

ORA LOCALE – non c’è differenza rispetto all’Italia. L’ora legale entro in vigore anche in questi paesi.

CLIMA e ABBIGLIAMENTO – il clima è temperato grazie alla corrente del Golfo che mitiga le condizioni meteorologiche di tutta la
nazione fino alla frontiera finlandese. Per metà dell’anno le giornate sono più lunghe in Svezia che in Italia. In occasione della festa di
mezz’estate in giugno, a Stoccolma c’è luce per ben 19 ore; in gennaio, invece, la luce dura dalle h 8,33 alle h 15,22. Le temperature a
Stoccolma sono in media di: -1 gradi in gennaio, 12 gradi in maggio, 19 gradi in luglio, mentre a Kiruna in Lapponia, la temperatura
media è di -8 gradi in gennaio, 7 gradi in maggio e 15 gradi in luglio. Si consiglia un abbigliamento pratico e sportivo, scarpe comode,
indumenti pesanti ed impermeabili, giacca a vento.

VALUTA E CAMBIO – la moneta ufficiale è la corona svedese, abbreviata SEK. Il cambio applicato è 1 € = 8,2 SEK. Vengono accettate
le maggiori carte di credito.

LINGUA – oltre alle lingue ufficiali, l’inglese è la lingua principalmente parlata in tutta l’area della Scandinavia, del Baltico, Finlandia e
Groenlandia. Nell’area scandinava anche il tedesco è discretamente parlato e compreso.

CORRENTE ELETTRICA – in Scandinavia la tensione è di 200 volt a corrente alternata, le prese elettriche sono bipolari.

ALBERGHI – le camere singole sono disponibili in numero limitato e pur richiedendo un supplemento di solito cospicuo, sono
generalmente più piccole rispetto alle camere doppie. Le camere tiple sono generalmente camere doppie o matrimoniali con un letto
aggiunto (spesso una brandina) e visto lo spazio limitato sono sconsigliabili a 3 adulti. In Scandinavia alcuni alberghi dispongono di
camere doppie di dimensioni ridotte, denominate “combi room”. Queste camere sono composte da un letto singolo e da un divano
letto oppure da un letto matrimoniale ad una piazza e mezzo.

Informazioni e prenotazioni:

CTM di Robintur spa – Via Bacchini 15, Modena – Tel 059/2133701 ctm.gruppi@robintur.it www.robintur.it
Informazioni astronomiche: Sig. Massimiliano Di Giuseppe 338/5264372 www.esploriamoluniverso.com
Sig. Ferruccio Zanotti 338/4772550 www.esploriamoluniverso.com
Società Astronomica Italiana – Sez. PUGLIA Sig. Paolo Minafra 339/2929524 www.saitpuglia.it

Pio & Bubble Boy – Coelum n.163 – 2012

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vignetta163

Questa Vignetta è pubblicata su Coelum n.163 – 2012. Leggi il Sommario. Guarda le altre vignette di Pio&Bubble Boy

Al Planetario di Ravenna

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05.10: I Venerdì dell’A.R.A.R. “La magia delle stelle doppie” di Paolo Morinisabato. Ingresso libero.

La prenotazione è sempre consigliata.
Per info: tel. 0544-62534 – E-mail info@arar.it
www.racine.ra.it/planet/index.html – www.arar.it

Congiunzione di Venere con Regolo

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Regolo Venere

Regolo VenereLa prima settimana di ottobre, Venere si avvicinerà sempre di più a Regolo, la stella più luminosa del Leone, fino a una distanza di appena 7 primi che raggiungerà il giorno 3.

Il momento migliore per godere della vista di questa insolita “stella doppia molto sbilanciata” sarà verso le 5:00 del mattino. A quell’ora il Leone, con Regolo e Venere, sarà appena sorto dall’orizzonte est, e la congiunzione potrà essere seguita per almeno un’ora e mezzo prima che la luce del crepuscolo cancelli Regolo.

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Regolo Venere

Nella prima figura, il rettangolo rosso indica l’estensione del campo abbracciato dalla foto a destra, che simula una eventuale ripresa ad alta risoluzione dei due oggetti in congiunzione.

Da notare come a nord di Regolo ci sia anche la possibilità di fotografare la nota galassia nana Leo I.

Qualcuno (malgrado le precarie condizioni di osservabilità) ci vorrà provare?

I futuri “Viaggi” della NASA

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“Voyages”, viaggi. Semplice ed evocativa il titolo scelto per la nuova strategia di esplorazione dello spazio presentata dalla NASA. Il sottotitolo, “sostenibilità”, fornisce immediatamente la chiave di lettura del documento e rappresenta una vera rivoluzione rispetto al passato. Quarant’anni dopo l’epopea della Luna, non si tratta più di arrivare per primi, ma di costruire un sistema di trasporto, efficiente e sostenibile, per spiccare il balzo verso lo spazio, così come era avvenuti nei cieli, nella prima metà del secolo scorso.

Il motto dei prossimi anni non sarà: «…andare… dove nessuno è andato prima…» dei personaggi di “Star Trek” ma, piuttosto, quello di costruire le infrastrutture per rendere lo spazio un luogo in cui vivere e lavorare. La serie televisiva, d’altra parte, fu concepita negli anni 60, quando la posta in gioco era arrivare sulla Luna per battere i sovietici. La brusca interruzione delle missioni lunari, che finora ci ha relegato entro l’orbita terrestre, ci ammonisce che quella strada non è più praticabile.

Per il futuro, la NASA punta a sviluppare capacità basilari, piuttosto che tecnologie specifiche per un particolare obiettivo. Un programma spaziale robusto, realizzabile con i presenti vincoli di bilancio e sostenibile nel tempo, che permetterà di svolgere missioni sempre più complesse e con destinazioni diverse. Obiettivo dichiarato è espandere la presenza umana in tutto il sistema solare per aumentare la conoscenza scientifica e per favorire la crescita tecnologica ed economica, in un clima di collaborazione globale come quello sperimentato con la Stazione Spaziale Internazionale.

Nei prossimi lustri, la NASA vuole inviare uomini verso varie destinazioni oltre l’orbita terrestre: intorno alla Luna, verso gli asteroidi vicino alla Terra e sulla superficie della Luna e di Marte.

La presenza di acqua su Marte, che Curiosity ha appena confermato, può accelerare alcuni di questi passi. Se si può contare su risorse “marziane”, la missione dei primi astronauti sul pianeta rosso potrebbe rivelarsi meno complessa del previsto.

Per saperne di più

Le Fabbriche del Cielo 26° edizione di Futuro Remoto Città della Scienza di Napoli

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“Quattro serate di scienza, cultura e divertimento”, sono calendarizzate nelle sere di venerdì 5, 12, 19 e 26 ottobre: ciascun appuntamento di divulgazione scientifica, ciascun incontro con una personalità del mondo della cultura, è accompagnato da momenti di spettacolo e di intrattenimento. Tra gli appuntamenti già in programma, l’incontro con un astronauta, e con Paolo De Bernardis e Telmo Pievani.

Programma e informazioni:
tel. 081.24.200.24 – idis@cittadellascienza.it
www.cittadellascienza.it

In mezzo scorre il fiume

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L’immagine ripresa da Curiosity (NASA/JPL-Caltech/MSSS)

Questa volta non c’è dubbio. Quello che il rover della NASA “Curiosity” ha fotografato su Marte è proprio ciò che resta del letto di un corso d’acqua, che un tempo scorreva impetuoso sulla superficie del pianeta. Non è la prima dimostrazione in assoluto della presenza di acqua su Marte, ma una struttura di questo tipo non si era mai osservata direttamente.

“Dalla conformazione dell’avvallamento, possiamo ipotizzare che l’acqua scorresse alla velocità di circa un metro al secondo, con una profondità che arriverebbe tra la caviglia e l’anca di una persona” spiega il co-investigator di Curiosity William Dietrich dell’Università della California a Berkeley. “Ci sono decine di studi sui canali scavati dall’acqua su Marte, e molte ipotesi diverse su cosa scorresse al loro intero. Ma questa è la prima volta che si passa dalla speculazione sulle dimensioni di un corso d’acqua alla sua osservazione diretta”.

Il sito della scoperta si trova fra la parte nord del cratere Gale e la base del Monte Sharp, che sorge all’interno del cratere stesso.

Per saperne di più:

Osservatorio Astronomico Naturalistico di Casasco

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30.09, 15:00: Osservazione del Sole.

Per informazioni: info@astroambiente.org
www.astroambiente.org

Al Planetario di Ravenna

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30.09, ore 10:30: Osservazione del Sole (cielo permettendo, giardini pubblici).

La prenotazione è sempre consigliata.
Per info: tel. 0544-62534 – E-mail info@arar.it
www.racine.ra.it/planet/index.html – www.arar.it

Astrofili Alta Vadera, Peccioli… e intorno l’Universo

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Dal 1 ottobre miniconferenze, mostra di fotografia astronomica e di astrofilatelia, osservazioni pubbliche e appuntamenti con le scuole a richiesta, presso la Sala Conferenze del Centro polivalente e Centro Astronomico di Libbiano, frazione del Comune di Peccioli.

Per informazioni sulle attivita’ della AAAV:
www.astrofilialtavadera.it

Unione Astrofili Bresciani Lumezzane (Brescia)

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30.09 , ore 16:30: “Le due principesse” spettacolo
al Planetario di Lumezzane

Gruppo Astrofili Rozzano

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29.09: “E la vita su Marte?” di Orden Ascari e Luigi
Folcini.

Informazioni GAR: 380 3124156 e 333 2178016
E-mail: info@astrofilirozzano.it
www.astrofilirozzano.it

Le Fabbriche del Cielo 26° edizione di Futuro Remoto Città della Scienza di Napoli

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Contributo alla 63° edizione dello I.A.C. International Astronautical Congress, il più importante avvenimento mondiale nel settore aerospaziale che si terrà dall’1 al 5 ottobre alla Mostra d’Oltremare di Napoli e vedrà la presenza di circa 5.000 delegati in rappresentanza di quasi 100 paesi. Futuro Remoto 2012 offre l’occasione per compiere un viaggio tra reale e fantastico in una dimensione, quella dello Spazio: audiovisivi, show multimediali, exhibit interattivi coinvolgeranno visitatori di tutte le età in una fantastica avventura. L’allestimento proporrà un percorso multisensoriale, una vera e propria passeggiata interattiva, in cui si susseguiranno videoinstallazioni che inviteranno il visitatore a toccare con mano i misteri dello Spazio e dell’Aerospazio. Partendo dall’evoluzione cosmologica dell’Universo, la mostra ci offrirà un viaggio affascinante verso le nuove frontiere dello Spazio e dello sviluppo dell’industria spaziale.

Programma e informazioni:
tel. 081.24.200.24 – idis@cittadellascienza.it
www.cittadellascienza.it

Al Planetario di Ravenna

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30.09, dalle 10:00 alle 19:00: “Bimba Mia, Bimbo Mio – Festa del ritorno a scuola” Spettacoli, laboratori e incontri. Ingresso offerta libera.

La prenotazione è sempre consigliata.
Per info: tel. 0544-62534 – E-mail info@arar.it
www.racine.ra.it/planet/index.html – www.arar.it

L’enigma delle esplosioni solari

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Simulazione al computer del Sole (la sfera rossa) e le linee del suo campo magnetico (in arancio e blu). Il dettaglio mostra l'emergere del campo magnetico sulla superficie, e l'emissione X associata (Cooper Downs, Predictive Science, Inc).

Simulazione al computer del Sole (la sfera rossa) e le linee del suo campo magnetico (in arancio e blu). Il dettaglio mostra l'emergere del campo magnetico sulla superficie, e l'emissione X associata (Cooper Downs, Predictive Science, Inc).

Sono decenni che i fisici solari ci si accapigliano: da cosa sono causate le “espulsioni di massa coronale”, le violente esplosioni che proiettano plasma al di fuori della corona solare e possono causare tra l’altro pesanti effetti su sistemi terrestri come i satelliti artificiali o le reti elettriche e di comunicazioni? Uno studio su Nature Physics prova a rispondere, utilizzando un modello al computer per spiegare come i processi magnetici che avvengono all’interno del Sole possano dare luogo ai violenti fenomeni che avvengono nella corona. “Grazie a questo tipo di simulazione al computer riusciamo a capire come invisibili intrecci di campi magnetici emergano dal di sotto della superficie del Sole e si propaghino attraverso lo spazio interplanetario, fino a raggiungere la Terra” spiega Noé Lugaz dell’Institute for the Study of Earth, Oceans, and Space dell’Università del New Hampshire, uno degli autori dello studio. Oltre a dimostrare il legame fra attività magnetica del Sole e espulsioni di massa coronale, lo studio potrebbe fornire degli strumenti per prevedere con qualche anticipo questo tipo di fenomeni (in particolare l’emissione di raggi X che di solito li accompagna), in questo modo limitando i danni che possono portare ai satelliti, alle reti di comunicazioni, e agli astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale.

Alessandro Bemporad, dell’Osservatorio Astrofisico di Torino dell’INAF, commenta così il contributo di questa ricerca alla comprensione della fisica solare. “Questo lavoro affronta il problema tutt’ora aperto dell’origine delle tempeste solari utilizzando una nuova strategia. E’ infatti fondamentale capire come l’energia magnetica alla base delle eruzioni solari emerga dalle regioni al di sotto della fotosfera per essere poi immagazzinata nella corona ed infine rilasciata”. Il problema di simulare le enormi variazioni di pressione del plasma mentre si sposta dalle regioni sub-fotosferiche alla corona sembrava insormontabile. “Questo lavoro risolve brillantemente il problema costruendo un codice numerico che si occupa di far ‘dialogare’ tra loro la simulazione del plasma sub-fotosferico con quella del plasma coronale. In particolare si dimostra qui per la prima volta che il campo magnetico trasportato infine dalla tempesta solare risulta dall’ “interazione” tra il campo sub-fotosferico emergente ed il sovrastante campo coronale pre-esistente”.

Questo tipo di approccio ha però i suoi limiti, nota Bemporad: “Si tratta comunque di una simulazione magneto-idrodinamica in cui il fondamentale processo della riconnessione magnetica viene innescato “ad hoc”, numericamente: resta ancora molta strada da fare prima di comprendere del tutto l’origine delle tempeste solari”.

Associazione Astrofili Centesi

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28.09: “La Luna: alla scoperta del nostro satellite”.
Al telescopio: osservazione del pianeta Urano.

Per info: cell. 3468699254
astrofilicentesi@gmail.com
www.astrofilicentesi.it

ASTROINIZIATIVE UAI Unione Astrofili Italiani

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Settembre: ICARA 2012 – IX Congresso Italiano di Radioastronomia Amatoriale. Organizzato dalla Sezione di Ricerca Radioastronomia UAI e da IARA – Italian Amateur Radio Astronomy, l’appuntamento più atteso per tutti i radioastrofili italiani, quest’anno presso i Radiotelescopi INAF-IRA di Medicina (BO).
http://radioastronomia.uai.it
http://www.iaragroup.org
Settembre: XVIII Seminario Nazionale di Gnomonica a Chatillon (AO) L’appuntamento biennale degli appassionati di quadranti solari.
http://quadrantisolari.uai.it
27-30 settembre: XLV Congresso dell’Unione Astrofili Italiani a Frascati (RM) Il più importante appuntamento dell’astrofilia italiana: quattro giorni di conferenze e di condivisione esperienze formative alla presenza di importanti personaggi del mondo della cultura astronomica nazionale ed internazionale, quest’anno insieme ad Astronomix 2012, fiera-esposizione dell’astronomia. Organizzazione a cura
dell’Associazione Tuscolana di Astronomia. Il 28 settembre si svolgerà anche la Notte Europea
dei Ricercatori 2012 promossa dall’Associazione Frascati Scienza.

www.ataonweb.it • http://congresso.uai.it
www.uai.it

Al Planetario di Ravenna

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25.09: “La nascita delle costellazioni antiche” di
Agostino Galegati.

La prenotazione è sempre consigliata.
Per info: tel. 0544-62534 – E-mail info@arar.it
www.racine.ra.it/planet/index.html – www.arar.it

Una galassia lontanissima

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Immagine a colori dell'ammasso di galassie MACS1149+2223. La sua enorme forza di attrazione gravitazionale agisce come una 'lente cosmica' che ingrandisce la galassia estremamente distante posta dietro di esso (evidenziata nel riquadro in alto a destra). Crediti: The CLASH team / The Space Telescope Science Institute
Immagine a colori dell'ammasso di galassie MACS1149+2223. La sua enorme forza di attrazione gravitazionale agisce come una 'lente cosmica' che ingrandisce la galassia estremamente distante posta dietro di esso (evidenziata nel riquadro in alto a destra). Crediti: The CLASH team / The Space Telescope Science Institute

La sua luce ha fatto un viaggio lungo quasi quanto l’età del nostro universo. E probabilmente non saremmo riusciti a captarla se a frapporsi tra lei e i nostri telescopi non ci fosse stato un ammasso di galassie, denominato MACS1149+2223. L’antichissima galassia, distante 13,2 miliardi di anni luce è stata scoperta da un team di ricercatori che collaborano al progetto di ricerca CLASH (Cluster Lensing And Supernova survey with Hubble) e a cui partecipano astronomi INAF attraverso due programmi PRIN coordinati da Massimo Meneghetti (INAF – Osservatorio Astronomico di Bologna) e da Mario Nonino (INAF – Osservatorio Astronomico di Trieste). Le riprese combinate dei telescopi spaziali Hubble e Spitzer l’hanno stanata, sfruttando anche il fenomeno della lente gravitazionale forte. Un effetto predetto dalla Teoria della Relatività Generale di Einstein, secondo cui la materia contenuta nelle strutture cosmiche è in grado di curvare la traiettoria di fotoni provenienti da sorgenti più lontane.

L’ammasso MACS1149+2223, che possiede una massa di circa 2,5 milioni di miliardi di volte quella del Sole, si è trasformato così in un vero e proprio telescopio gravitazionale, permettendo di focalizzare la tenue luce proveniente da una galassia molto più distante che si trova lungo la nostra linea di vista, amplificandola di ben 15 volte e permettendo così agli strumenti dei telescopi spaziali Hubble e Spitzer di individuarla.

La scelta di osservare e studiare gli effetti della Relatività Generale in corrispondenza degli ammassi di galassie non è casuale. Tanto più grande è la massa, tanto maggiore è l’effetto di lente gravitazionale. E quando si parla di grande massa, i gruppi di galassie come MACS1149+2223 non temono confronti, visto che possono contenere fino a diversi milioni di miliardi di masse solari. Si tratta quindi delle più potenti lenti gravitazionali osservabili in cielo, che a volte producono delle forti distorsioni nelle immagini di galassie lontane, producendo archi gravitazionali o, in altri casi,  gruppi di immagini multiple.  “Quando vengono osservate queste distorsioni, esse possono essere utilizzate per capire come è distribuita la materia nella lente” sottolinea Massimo Meneghetti. “Tuttavia il lensing gravitazionale è importante anche per un altro motivo: amplifica sorgenti lontane ed intrinsecamente molto deboli, rendendole più facilmente osservabili. Ciò è dovuto al fatto che la lente modifica la forma intrinseca dalla sorgente e l’area che essa occupa in cielo ma mantiene inalterata l’energia ricevuta per unità di superficie e per unità di tempo. Gli ammassi di galassie possono quindi essere usati come efficienti strumenti che la natura ci mette a disposizione per esplorare l’universo lontano”.

Ma la scoperta di questo oggetto celeste così remoto, riportata in un articolo pubblicato nell’ultimo numero della rivista Nature, è di grande utilità anche per ottenere nuove informazioni su una fase nell’evoluzione dell’universo tanto importante quanto ancora poco conosciuta, che prende il nome di Età Oscura (Cosmic Dark Age). Una fase in cui l’universo era avvolto da una nebbia di idrogeno neutro, in grado di assorbire la radiazione luminosa.  L’Età Oscura si concluse quando si formarono le prime stelle e la loro intensa radiazione ultravioletta rese lentamente trasparente la nebbia, tra 150 e 800 milioni di anni dopo il Big Bang, permettendo così alla luce delle stelle di propagarsi nel cosmo e arrivare, dopo un lunghissimo viaggio, fino a noi.

“Quella presentata nel nostro lavoro è la più convincente osservazione di una galassia a distanze così elevate (circa 13,2 miliardi di anni luce) fatta fino ad oggi” commenta Mario Nonino. “La scoperta di una galassia, che sulla base delle nostre osservazioni è stata scorta quando l’universo è verso la fine dalla cosiddetta Cosmic Dark Age, mostra come l’approccio di sfruttare l’amplificazione degli ammassi sia estremamente efficiente per osservare l’universo primordiale. Questo metodo potrà essere ulteriormente sfruttato per ottenere osservazioni più dettagliate sia con telescopi attuali, come ALMA, che con quelli di prossima generazione come l’europeo E-ELT (European Extremely Large Telescope) e il JWST (James Webb Space Telescope), il successore di Hubble”.

Per saperne di più:

Il comunicato stampa INAF

Gruppo Astrofili Rozzano

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22.09: “Il Sistema Solare: Caso unico?” di Ferdinando
Guazzotti e Filippo Di Salvo.

Informazioni GAR: 380 3124156 e 333 2178016
E-mail: info@astrofilirozzano.it
www.astrofilirozzano.it

Gruppo Astrofili Rozzano

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Escursioni in montagna, a Pian dell’armà (PV), per l’osservazione degli astri venerdì e sabato:
23/24 settembre .

Informazioni GAR: 380 3124156 e 333 2178016
E-mail: info@astrofilirozzano.it
www.astrofilirozzano.it

Osservatorio Astronomico Naturalistico di Casasco

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22.09, 21:00: Il cielo d’autunno.

Per informazioni: info@astroambiente.org
www.astroambiente.org

INTERNATIONAL OBSERVE THE MOON NIGHT Under the Same Moon

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22.09 : La meravigliosa avventura che già nelle edizioni del 2010 e 2011 ha portato tutto il mondo a osservare la Luna nella stessa serata, viene riproposta anche quest’anno. L’INAF e l’UAI uniscono nuovamente il loro impegno per promuovere sul territorio nazionale il Moonwatch Party in occasione della “In.Om.N.” (International Observe the Moon Night). Ovvero, migliaia di postazioni osservative in decine di paesi di tutto il mondo allestite per osservare la Luna nella stessa serata. Un’opportunità per le associazioni di astrofili per proporre osservazioni dedicate al nostro satellite naturale: la genesi e le caratteristiche fisiche, le missioni spaziali,
la mitologia, la poesia, la musica e le diverse espressioni artistiche ispirate a Selene. Il tema dell’edizione 2012 sarà : “The Solar-Lunar Connection”.

http://divulgazione.uai.it/index.php/Moonwatch
http://www.media.inaf.it/moonnight/
http://observethemoonnight.org/

Nuova vita per l’Unità Astronomica

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Poco meno di 150 milioni di chilometri ci separano dal Sole, e questo è un dato da tempo assodato. Ma dopo la XXVIII Assemblea Generale dell’International Astronomical Union (IAU), tenutasi a Pechino (Cina) lo scorso agosto, gli astronomi di tutto il mondo hanno rivisto leggermente il valore di questa distanza, un’unità di misura molto usata in astronomia, appunto l’unità astronomica (UA): il nuovo valore è di 149.597.870.700 metri, niente di più, niente di meno.

Con la precisazione di questa distanza, si è conclusa una diatriba scientifica che durava ormai da secoli, sin dal lontano 1672,quando l’astronomo italiano Giovanni Cassini misurò la distanza Terra-Sole, grazie alla collaborazione del suo collega Jean Richer. I due osservarono Marte da due posizioni diverse, e misurando la parallasse, o differenza angolare, tra le due osservaioni calcolarono indirettamente la distanza della Terra dal Sole.

Nel corso dei secoli, grazie all’evolversi delle strumentazioni, le osservazioni e le misurazioni si fecero più accurate, ma fino alla metà del secolo scorso il metodo della parallasse era l’unico possibile per le misurazioni all’interno del Sistema solare. Con il passare del tempo la misura divenne più precisa (coinvolgendo anche il calcolo della massa della nostra stella madre), ma l’avvento delle teorie di Einstein, che implicano che il tempo-spazio è relativo e dipende dalla posizione dell’osservatore e che inoltre il Sole, irraggiando energia, perde massa, complicarono i calcoli. L’ultima definizione ufficiale della UA era “il raggio di una orbita Newtoniana circolare, non perturbata descritta attorno al Sole da una particella di massa infinitesima, che si muova mediamente di  0,01720209895 radianti al giorno (o costante di Gauss).

La nuova definizione è finalmente assoluta, espressa nel sistema metrico decimale e non dipendente dalla massa del Sole. Il metro è infatti a sua volta definito come la distanza percorsa dalla luce nel vuoto in un 299.792,458mo di secondo.

Gruppo Amici del Cielo

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21.09: “La sonda Cassini: il nostro occhio su Saturno” di Dino Pezzella.

Per informazioni sulle attività del gruppo:
didattica@amicidelcielo.it
www.amicidelcielo.it

Inaugurazione del Centro Astronomico Giuliano Vanin – Feltre

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22 settembre 2012

Inaugurazione del Centro Astronomico Giuliano Vanin dell’Associazione Astronomica Feltrina Rheticus a Feltre, in frazione Arson, via Arson 1

Per le indicazioni stradali potete consultare il sito: www.rheticus.it dove potrete trovare anche una ricca documentazione fotografica inerente i vari passi della costruzione

Programma:

  • ore 18: presentazione della struttura e saluto delle autorità
  • ore 19: rinfresco con prodotti locali
  • ore 20: osservazioni astronomiche (telescopi principali da 36 e 64 cm di diametro) e  dimostrazioni al planetario (cupola da otto metri di diametro)

Vi attendiamo numerosi!

www.rheticus.it

Pianeti da mille e una stella

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Quanto sembrano lontani i tempi in cui gli astronomi si chiedevano se esistessero davvero pianeti al di fuori del sistema solare. Ormai non passa quasi settimana senza che, in qualche angolo sperduto della nostra galassia, si scopra almeno un nuovo pianeta, e a fare notizia sono quelli dotati di qualche particolarità che li stacca dal gruppo. E’ il caso della scoperta di un gruppo di astronomi finanziati dalla NASA, i quali hanno trovato per la prima volta dei giovani pianeti extrasolari, forse i più giovani scovati fin’ora, orbitanti attorno a un ammasso di stelle simili al Sole.

E’ la prima prova diretta che i pianeti possono formarsi anche in ambienti ad alta densità stellare.

Nell’ammasso stellare Beehive, chiamato anche Presepe (al centro della costellazione del Cancro e a 550 anni luce dalla Terra) orbitano questi due hot Jupiters (detti anche gioviani caldi), vale a dire pianeti enormi, gassosi e caldi che gravitano a distanze ravvicinate rispetto alle loro stelle madri. Questi giovani pianeti sono stati battezzati Pr0201b e Pr0211b (la lettera “b” è la convenzione per denominare i pianeti). Ogni pianeta attira circa 1000 stelle, tutte con una simile composizione chimica.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Astrophysical Journal Letters. “Stiamo rilevando pianeti in ambienti diversi ed estremi come quello di questo ammasso vicino a noi”, ha affermato Mario R. Perez, padre della scoperta. “La nostra galassia – ha detto – contiene più di 1.000 di questi ammassi aperti, che potenzialmente possono presentare le condizioni fisiche per ospitare molti altri di questi due pianeti giganti”.

Sam Quinn della Georgia State University di Atlanta è l’autore principale dello studio, effettuato grazie a un telescopio Tillinghast di 1,5 metri presso l’Osservatorio Fred Lawrence Whipple Observatory in Arizona. Il metodo usato dai ricercatori è la misura della lieve oscillazione gravitazionale che i pianeti orbitanti inducono sulle loro stelle madri.

La scoperta aiuterà gli esperti a capire come fanno i pianeti gioviani caldi a finire così vicini alle loro stelle. La gran parte delle teorie sostengono che questi mondi si formano lontano dalle loro stelle per poi essere attirati dalla forza gravitazionale in un’orbita più stretta.

Una cosa è certa: questi pianeti sono sicuramente inospitali alla vita, soprattutto a causa delle alte temperature, ma il cielo sopra di loro è molto più stellato rispetto a quello che possiamo osservare dalla Terra.

Al Planetario di Ravenna

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18.09: “Viaggio dal Polo all’equatore” di C.Balella.

La prenotazione è sempre consigliata.
Per info: tel. 0544-62534 – E-mail info@arar.it
www.racine.ra.it/planet/index.html – www.arar.it

Unione Astrofili Bresciani Lumezzane (Brescia)

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Si svolgerà con cadenza settimanale dal 18 ottobre al 20 dicembre, le lezioni teoriche al Museo avranno luogo nelle serate del giovedì fino a dicembre. Le lezioni pratiche si svolgono a Lumezzane. La partecipazione è libera e gratuita.

Per info: tel. 348 5648190.

Unione Astrofili Bresciani Lumezzane (Brescia)

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Si svolgerà con cadenza settimanale dal 18 ottobre al 20 dicembre, le lezioni teoriche al Museo avranno luogo nelle serate del giovedì fino a dicembre. Le lezioni pratiche si svolgono a Lumezzane. La partecipazione è libera e gratuita.

Per info: tel. 348 5648190.
E-mail: osservatorio@serafinozani.it www.astrofilibresciani.
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Nevicate di ghiaccio secco su Marte

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La nuvola di anidride carbonica sul polo sud di Marte nell'immagine di MRO (NASA/JPL-Caltech)

La nuvola di anidride carbonica sul polo sud di Marte nell'immagine di MRO (NASA/JPL-Caltech)

Dalle nostre parti, sulla Terra, si usa per conservare i cibi, raffreddare i processori dei supercomputer e per creare effetti scenografici in molti spettacoli. Ma su Marte, il ghiaccio secco (o meglio, anidride carbonica allo stato solido), crea vere e proprie nevicate. Lo ha scoperto la sonda Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA, individuando il primo esempio conosciuto di neve di anidride carbonica nel Sistema Solare.

In un articolo pubblicato su Journal of Geophysical Research, Paul Hayne del NASA Jet Propulsion Laboratory di Pasadena e i suoi colleghi descrivono una nuvola di anidride carbonica congelata, osservata nel 2006/7 nei pressi del polo sud del Pianeta Rosso, in quella che da quelle parti è la stagione invernale. Hayne e i suoi colleghi hanno analizzato i dati ricavati dal Mars Climate Sounder, uno dei sei strumenti di MRO, che rileva le emissioni in nove lunghezze d’onda tra il visibile e l’infrarosso. I dati hanno fornito informazioni su temperature, grandezza e concentrazione delle particelle presenti nella nuvola. Hanno così concluso di trovarsi di fronte a una nuvola di anidride carbonica allo stato solido, persistente e del diametro di circa 500 km sul polo, più altre nuvole più piccole e di vita più breve a latitudini tra i 70 e gli 80 gradi sud. “Siamo sicuri che si tratti di anidride carbonica, e che i fiocchi siano abbastanza grandi da causare precipitazioni e l’accumulo di neve sulla superficie” spiega Hayne.

L’anidride carbonica congela e solidifica a temperature inferiore ai 125 gradi Celsius. Il polo sud è l’unica zona di Marte dove l’anidride cabonica congelata si trova per tutto l’anno marziano, e ci si è sempre chiesti da dove venga: se dal precipitazioni atmosferiche, o dal congelamento di quella già presente sulla superficie. Questo studio dimostra che almeno sulla sommità della calotta polare le precipitazioni sono la fonte più importante.


Unione Astrofili Bresciani Lumezzane (Brescia)

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16.09, ore 15:00: Osservazioni solari e “Caccia al tesoro” presso la Specola Cidnea.

Un lampo su Giove

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Il flash luminoso su Giove ripreso da George Hall

Il flash luminoso su Giove ripreso da George Hall

Anche i dilettanti o gli appassionati possono lasciare un segno nello studio dei cieli, ed è sempre più la comunicazione digitale a fare la differenza. Lo dimostra quanto accaduto all’astrofilo Dan Peterson di Racine nel Wisconsin, che il 10 settembre ha avvistato con un telescopio un flash luminoso vicino all’equatore di Giove (quasi sicuramente l’impatto di un asteroide o di una cometa), segnalando l’evento all’intera comunità e permettendo agli astronomi professionisti di rivolgere in tempo reale i loro strumenti sul pianeta.

Non avendo catturato l’evento con una telecamera, Peterson ha inviato via email agli astronomi una descrizione dettagliata di ciò che aveva visto. Nella stessa notte l’astrofotografo George Hall di Dallas stava filmando Giove con un piccolo telescopio e una webcam: “Se Peterson non avesse avvistato l’evento e non lo avesse segnalato, non avrei rivisto in dettaglio i miei video per individuare l’impatto” ha spiegato Hall  alla rivista New Scientist. Il fotografo dei cieli è riuscito, infatti, a catturare un video di quattro secondi di un lampo luminoso sul lato orientale di Giove.

Secondo gli astronomi, molto probabilmente l’evento è stato causato dall’impatto di una cometa o di un asteroide su Giove. Grazie all’aumento delle osservazioni, negli ultimi tre anni su questo pianeta sono stati avvistati quattro impatti.

Per gli astronomi professionisti è spesso prezioso poter contare anche sugli “occhi” dei dilettanti che seguono le vicende di Giove o altri pianeti, soprattutto da quando Internet permette dai far circolare le informazioni così rapidamente. “Non è che su Giove questi eventi siano diventati più frequenti” ha spiegato Franck Marchis del SETI Institute di Mountain View, in California “È solo che adesso gli astronomi dilettanti hanno la capacità di individuarli. Noi non possiamo osservare il pianeta continuamente.”

Vedere in tempo reale l’impatto e studiare le cicatrici lasciate su Giove darà agli scienziati spiegazioni uniche sulle proprietà atmosferiche del gigante gassoso. Questo tipo di eventi potrà fornire agli astronomi maggiori elementi sullo studio delle collisioni tra asteroidi, dando un quadro più preciso delle dimensioni e del numero degli oggetti di questo tipo che affollano il Sistema Solare. Gli impatti ripresi su Giove contribuiranno a redigere il primo censimento accurato dei corpi con 100 metri di diametro e di quelli più piccoli nella parte esterna del Sistema Solare.

“La recente ondata di impatti mette in evidenza il ruolo di Giove come “spazzino cosmico”, che con la sua attrazione gravitazionale sgombera il sistema solare dai detriti che altrimenti potrebbero colpire la Terra” dice Glenn Orton del NASA Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California.

In questi giorni i telescopi saranno puntati sul pianeta per verificare se l’impatto abbia lasciato o meno delle cicatrici. In tal caso gli astronomi potrebbero decidere di utilizzare il telescopio Hubble per determinare la traiettoria dell’oggetto e la profondità di penetrazione nell’atmosfera di Giove.

Congiunzione tra Marte e Luna

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Congiunzione tra Marte e Luna

Congiunzione tra Marte e LunaSe le condizioni meteo lo permetteranno, regalandoci un cielo limpido adatto all’osservazione di oggetti bassi sull’orizzonte, la sera del 19 si potrà assistere a una bella congiunzione tra Marte e Luna.

L’ora indicata è quella che offre il miglior compromesso tra altezza sull’orizzonte (+10°) e luminosità del cielo (altezza del Sole di –10°).