Home Blog Pagina 141

ASTROINIZIATIVE UAI – Unione Astrofili Italiani

0

SKYLAUNCH – Ogni secondo giovedì del mese.
Partiremo a bordo dei razzi che hanno dato il via alle principali missioni di esplorazione del Sistema Solare ripercorrendone il lancio, fino
alle scoperte, con Stefano Capretti.
14.02: “Un passo sulla Luna”.

Rassegnastampa e cielo del mese – Ogni quarto giovedì del mese. Ciclo di serate dedicate all’approfondimento delle principali notizie di attualità astronomica e all’anteprima degli eventi del cielo del mese, con Stefano Capretti.
http://telescopioremoto.uai.it/

www.uai.it

ASTROINIZIATIVE UAI – Unione Astrofili Italiani

0

14.02: Corso di astronomia Gruppo Astrofili di Padova (Voltabarozzo). Quattro incontri dedicati all’approfondimento e alla divulgazione
di argomenti astronomici.
www.astrofilipadova.it

www.uai.it

Marte, finalmente si scava

0
Un primo piano del drill effettuato da Curiosity. Crediti: NASA/JPL-Caltech/MSSS

Doveva sembrare il Dio del Giudizio Universale, quando il robot in un gesto imperioso ha puntato al suolo il dito meccanico posto alla fine del suo lungo braccio snodato. E’ l’8 febbraio 2013 e Curiosity, al suo 182 esimo giorno di missione, fa sul serio. Niente più prove, niente più calibrazioni, per la prima volta il rover procede al “drill”, al trapanamento della roccia marziana ribattezzata John Klein” per raccogliere campioni di suolo marziano. Le  immagini di oggi, scattate in questi giorni nel cratere Gale, sono i souvenir di questa prima volta destinata a rimanere nella storia.

Un primo piano del drill effettuato da Curiosity. Crediti: NASA/JPL-Caltech/MSSS

Un breve filmato di questo momento è disponibile online, grazie alle immagini della camera Hazard-Avoidance montata sul rover, mentre il dettagliatissimo primo piano del suolo pubblicato qui sopra è stato realizzato dallo strumento MAHLI (Mars Hand Lens Imager), la camera all’estremità del braccio robotico già nota per le imprese realizzate nei mesi scorsi. Al centro di questa preziosa immagine, il foro praticato sulla roccia dal trapano di Curiosity per prelevare i campioni marziani. Per dare un’idea delle dimensioni, il buco misura 1,6 centimetri di diametro ed è profondo 6,4 centimetri. Sulla sua destra, uno dei tanti test effettuati prima di procedere all’esperimento: un mini foro di stesso diametro ma di minore profondità (2 centimetri) realizzato nei giorni precedenti, senza prelevare materiale ma solo per verificare la forza che sarebbe stata necessaria all’operazione (leggi l’articolo).

L’area del Gale Crater marziano dove Curiosity sta effettuando le sue misure. Crediti: NASA/JPL-Caltech/MSSS

In realtà i test effettuati dal rover nei giorni precedenti al drilling sono tutti interessanti dal punto di vista scientifico e sono ben descritti dall’immagine qui sopra, un mosaico dell’area interessata dall’esperimento realizzato con le immagini della Mastcam qualche giorno prima dell’evento.

Oltre alla zona finalmente prescelta per il trapanamento, sono indicati i 3 luoghi in cui Curiosity ha attivato e sperimentato i suoi strumenti. Nel punto indicato come “Brock Inlier” Curiosity si è limitato a raccogliere immagini e dati con la camera MAHLI e con lo strumento APXS (Alpha Particle X-ray Spectrometer), mentre nel punto  indicato con “Wernecke” sono stati accesi il DRT (Dust Removal Tool) e sono state effettuate misure con la ChemCam. Il target “Thundercloud” è stato invece il punto prescelto per un test della fase stessa di trapanamento. Tutte queste tappe intermedie hanno permesso alla missione di far funzionare tutti i suoi strumenti nel target finale, il punto indicato in giallo nell’immagine, destinato a diventare, appena inizieranno ad essere pubblicati i dati, uno dei punti più studiati e noti del suolo marziano.

Un piccolo foro di meno di 2 cm di diametro di cui nei prossimi anni, sentiremo molto parlare.

Per saperne di più:

PREMIO INTERNAZIONALE FEDERICO II E I POETI TRA LE STELLE V EDIZIONE 2014

0

La Società Astronomica Italiana (SAIt), con la collaborazione di IIC (Istituti Italiani di Cultura), ESA (European Space Agency), ESO (European Southern Observatory), INAF (Istituto Nazionale Astrofisica), ASI (Agenzia Spaziale Italiana), UAI (Unione Astrofili Italiani), Coelum Astronomia, Nuovo Orione e Le Stelle, indice il PREMIO INTERNAZIONALE FEDERICO II E I POETI TRA LE STELLE – V edizione 2014 – concorso per opere poetiche, narrative, artistiche e fotografiche contenenti temi, esperienze, ispirazioni e soggetti riferibili all’astronomia e agli oggetti e meraviglie del cosmo. Possono partecipare autori residenti in Italia e all’estero e gli studenti frequentanti le scuole italiane secondo l’apposito Bando consultabile anche sul sito del Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca (www.istruzione.it).

Il testo integrale del Bando è consultabile sul sito ufficiale del Premio.
Scadenza del Bando. Le opere dovranno pervenire entro il 20 marzo 2014.
La partecipazione al Premio è GRATUITA per tutti.

w w w. p o e t i t r a l e s t e l l e . c o m – w w w. s a i t p u g l i a . i t

ASTROINIZIATIVE UAI Unione Astrofili Italiani

0

SKYLAUNCH – Ogni secondo giovedì del mese.
Partiremo a bordo dei razzi che hanno dato il via alle principali missioni di esplorazione del Sistema Solare ripercorrendone il lancio, fino alle scoperte, con Stefano Capretti.

14.02: “Un passo sulla Luna”.

http://telescopioremoto.uai.it/
www.uai.it

Al Planetario di Ravenna

0

12.02: “I giganti gassosi del sistema solare” di Agostino Galegati.
Per info: tel. 0544-62534 – E-mail info@arar.it
www.racine.ra.it/planet/index.html – www.arar.it

ASSOCIAZIONE CASCINESE ASTROFILI

0

11.02: “Fotografia del profondo cielo – 2° lezione” a cura di Gianmichele Ratto.
Domenico Antonacci Cell: 347-4131736 domenico.antonacci@astrofilicascinesi.it Simone Pertici: Cell: 329-6116984 simone.pertici@domenicoantonacci.it www.astrofilicascinesi.it

Congiunzione Mercurio, Marte e Luna

0
11 febbraio 2013: congiunzione Mercurio, Marte e Luna

11 febbraio 2013: congiunzione Mercurio, Marte e Luna

Alle 18:00 dell’11 febbraio, Marte e Mercurio si mostreranno ancora insieme, sebbene con una congiunzione piuttosto larga (2,5°), ma in compenso verranno raggiunti da una bella falce di Luna crescente distante circa 4,5°. Sarà forse questo il fenomeno celeste più interessante del periodo. Peccato che, verificandosi ancora con il cielo chiaro, la visibilità dei due oggetti potrebbe essere compromessa anche solo da una leggera foschia all’orizzonte.

ABITABILITA’ COMPLICATA… su Urania di questa settimana

0

.

La ricerca di nuovi pianeti abitabili si complica. Va infatti rivista la posizione della cosidetta fascia di abitalità, ovvero la distanza giusta che un pianeta deve avere dalla sua stella per essere né troppo caldo né troppo freddo.

E per poter mantenere l’acqua allo stato liquido. Tutte condizioni ritenute essenziali per lo sviluppo e il mantenimento della vita come noi la conosciamo. Per calcolare questa distanza si tiene conto di numerosi fattori: quanto la stella è grande e calda, quanto è grande il pianeta e il tipo di atmosfera che possiede.

E qui le cose si complicano. Nuovi esperimenti di laboratorio hanno simulato la capacità di trattenere calore da parte di atmosfere ritenute idonee alla vita. E sembra che lo trattengano più di quanto calcolato in precedenza. Risultato: un pianeta extrasolare come Kepler-22b, che sino a ieri sembrava essere alla giusta distanza dalla sua stella, ora risulterebbe troppo caldo e andrebbe quindi scartato.

Tuttavia va detto che sulla base dei nuovi calcoli, anche la Terra risulterebbe troppo calda, al punto che non dovrebbe possedere acqua allo stato liquido, quando invece ne è piena. Perché questo controsenso? Perché nei calcoli non si è tenuto conto delle nuvole, che riflettono la luce del Sole e tengono al fresco la Terra. Le nuvole giocano allora un ruolo fondamentale, ma al momento non siamo in grado di stabilirne la presenza e l’abbondanza su di un pianeta extrasolare. I nuovi calcoli sulla posizione della fascia di abitabilità sono quindi incompleti, ma restano comunque migliori rispetto ai precedenti.

.

.

URANIA è il notiziario settimanale realizzato da Luca Nobili ed Elena Lazzaretto.

Con Urania è davvero facile tenersi aggiornati sulle ultime news dell’astronautica e dell’astrofisica! Visita il sito: www.cieloblu.it

Adesso Wikipedia è anche un asteroide

0

Il piccolo asteroide 274301 dalla settimana scorsa ha un nome, è stato infatti chiamato “Wikipedia” in onore della popolare “enciclopedia libera” online.

Il cambio di nome sembra sia stato promosso da un membro del consiglio di Wikimedia Ucraina e indicato al Committee for Small Body Nomenclature da Yuri Ivashchenko, il capo dell’osservatorio ucraino in cui l’asteroide è stato osservato.

La denominazione ufficiale del nuovo asteroide è stata annunciata la scorsa settimana, nella pagina 82403 della IAU, come si può vedere nelle ultime circolari del Minor Planet:

L’oggetto è stato scoperto nel 2008, è circa largo un miglio, e orbita attorno al Sole una volta ogni 3,68 anni Terra ad una distanza di 2,4 volte quella che separa la Terra dal sole.

Non si sa ancora se la Fondazione Wikimedia intende affrontare emblazon Jimmy Wales ‘sulle astrofili oggetto e segugio per le donazioni, ma l’avevamo considerato come una possibilità concreta.

Congratulazioni a Wikipedia!

E non è la sola sorpresa… Dalla stessa circolare arriva infatti anche un’altra inaspettata dedica:  l’asteroide 214715 a cui è stato dato il nome dell’amico Silvano Fuso, insegnante, scrittore e socio effettivo del CICAP,  di cui tra l’altro presenteremo, nella consueta rubrica su Coelum, l’ultimo libro: La Falsa Scienza Perciò, congratulazioni anche a Silvano!

Al Planetario di Padova

0

Il venerdì alle ore 21:00, il sabato alle ore 17:30 e 21:00, la domenica alle ore 16:00 e 17:30. Per il programma di febbraio consultare il sito del Planetario.
Per informazioni e prenotazioni: tel. 049 773677
E-mail: info@planetariopadova.it
Web: www.planetariopadova.it

Unione Astrofili Bresciani Lumezzane (Brescia)

0

08.02: Presentazione del corso sull’uso del telescopio.

Per info: tel. 348 5648190.
E-mail: osservatorio@serafinozani.it
www.astrofilibresciani.it

I Venerdì dell’Universo 2013

0

08.02: “Raggi Cosmici: un Secolo di Scoperte e di Enigmi” a cura di ALESSANDRO DE ANGELIS.

Diretta streaming video: http://web.unife.it/unifetv/universo.html
Per informazioni: Tel. 0532/97.42.11 – E-mail: venerdiuniverso@fe.infn.it
www.unife.it/dipartimento/fisica – www.fe.infn.it

Congiunzione tra Marte e Mercurio

0
Congiunzione tra Marte e Mercurio

Congiunzione tra Marte e Mercurio
Sarà forse il fenomeno celeste più interessante del periodo questa congiunzione stretta tra Marte e Mercurio, osservabile alle 18:00 dell’8 febbraio sull’orizzonte di ovest-sudovest; peccato che, verificandosi ancora con il cielo chiaro, la visibilità dei due oggetti potrebbe essere compromessa anche solo da una leggera foschia all’orizzonte. I due pianeti saranno distanti solo circa 15’, il che significa che per qualche minuto si potrebbe anche provare a osservarli nello stesso campo di un telescopio usato a buoni ingrandimenti. È da tenere presente (almeno a livello emotivo) che meno di 3° a sudovest dalla coppia farà parte della scena anche Nettuno, sia pure inosservabile a causa della sua debole luminosità..

Gruppo Astrofili DEEP SPACE

0

08.02, ore 21:00: “Asteroidi e comete contro la Terra: chi vin- cerà?” di Luigi Foschini.
Dopo le conferenza, meteo permettendo, si potranno osservare gli oggetti del cielo con i telescopi del Gruppo. Per info: Tel. 0341 367 584
www.deepspace.it

Gruppo Astrofili Villasanta

0

08.02: “Vita di una stella come il nostro Sole” a cura di M. Saini.
Per info: marco.saini@email.it Cell. 333 3999917 (Saini) – 335 8113987 (Milani) http://gav.altervista.org

Unione Astrofili Bresciani Lumezzane (Brescia)

0

07.02: “Sono possibili i viaggi nel tempo?“.

Per info: tel. 348 5648190.
E-mail: osservatorio@serafinozani.it
www.astrofilibresciani.it

La tempesta che si morde la coda

0
Il vortice della tempesta du Saturno (Crediti: NASA/JPL-Caltech/SSI/Hampton University)

Il vortice della tempesta du Saturno (Crediti: NASA/JPL-Caltech/SSI/Hampton University)

Il team della missione Cassini, in un nuovo studio apparso sulla rivista Icarus, rivela le dinamiche di una violenta tempesta su Saturno, la cui testa è arrivata a inglobare la sua scia, proprio come il leggendario Uroboro, il serpente che si morde la coda.  L’evoluzione della tempesta è stata osservata dagli scienziati della NASA tramite gli strumenti della sonda Cassini (NASA/ESA/ASI): per la prima volta i ricercatori hanno potuto studiare un fenomeno simile, unico nel nostro Sistema solare.

La tempesta è stata avvistata per la prima volta il 5 dicembre del 2010, a 33 gradi di latitudine Nord. La testa della tempesta si poi mossa verso ovest, portando con sé tutta la sua potenza e creando un vortice che ha rallentato la sua corsa. Nel corso dei mesi, tra fulmini e saette (verrebbe da dire) la tempesta ha letteralmente avvolto il gigante gassoso, percorrendo circa 300mila chilometri.

Proprio come gli uragani terresti, che si alimentano con l’energia dell’acqua calda e lasciano dietro una scia di acqua fredda, questa  tempesta di Saturno si è nutrita dell’aria calda presente nell’atmosfera del pianeta.

Crediti: NASA/JPL-Caltech/SSI/Hampton University

Gli uragani terresti, seppur potenti e devastanti, non arrivano mai a “mangiarsi la coda” in questo mode, a causa del conformazione morfologica e orografica del pianeta: incontrato prima le montagne  che li portano a esaurire le loro energia, infrangendo e bloccando venti e tempeste. Su Saturno la tempesta, invece, ha avuto campo libero, non trovando ostacoli davanti il suo drammatico e turbolento cammino.

Nel giugno del 2011, gli occhi di Cassini hanno visto che la testa della tempesta entrava in un vortice, e in quel momento tutta la potenza della tempesta ha cominciato a scemare. Ma gli studiosi continuano a domandarsi il come e il perché di un simile fenomeno. La tempesta si è definitivamente placata il 28 agosto, dopo ben 267 giorni di attività.

«Questa tempesta su Saturno era davvero un bestione», ha detto Kunio Sayanagi, autore dello studio. «Ha mantenuto la sua intensità e forza per un periodo di tempo insolito. La testa della tempesta ha corso attorno al pianeta per 201 giorni e la forza della corrente ascensionale avrebbe potuto risucchiare l’intera atmosfera terrestre in 150 giorni». Il vortice osservato da Cassini è risultato essere il più grande mai visto nella troposfera di Saturno, circa 12 mila chilometri di larghezza: questo lo porta a superare il record delle grandi tempeste di Giove, come Oval BA e la Grande Macchia Rossa. Nel 2009 era stato avvistato la più lunga e duratura tempesta mai vista su Saturno, che durò circa 334 giorni, ma 100 volte meno potente rispetto a questa.

Crediti: NASA/JPL-Caltech/SSI/Hampton University

Per saperne di più:

Accademia delle Stelle

0

Corso divulgativo di astronomia rivolto ad un pubblico generico, in 8 lezioni a partire dal 7 febbraio, (inizio alle ore 21:00 Sede dell’Accademia delle Stelle Via Stradella 59 – Roma). Il corso è concepito per fornire a chiunque una corretta conoscenza generale dell’astronomia, dal Sistema Solare alla cosmologia. Sarà dato spazio ad una prospettiva storica per comprendere appieno il senso delle ul- time fondamentali scoperte. L’uso di multimedia agevolerà la comprensione certa e consapevole dell’universo nella sua struttura, varietà ed evoluzione, e, allo stesso modo, della scienza che lo studia. Non è richiesta alcuna conoscenza scientifica particolare.

Per info: eventi@accademiadellestelle.org
www.accademiadellestelle.org

Gruppo Astrofili DEEP SPACE

0

08.02, ore 21: “Asteroidi e comete contro la Terra: chi vincerà?” di Luigi Foschini.
Dopo le conferenze serali, meteo permettendo, si potranno osservare gli oggetti del cielo con i telescopi del Gruppo.
Per info: Tel. 0341 367 584
www.deepspace.it

Al Planetario di Ravenna

0

05.02: “Il problema dei pianeti. Dalle sfere celesti alla gravitazione universale” di Oriano Spazzoli.
Per info: tel. 0544-62534 – E-mail info@arar.it
www.racine.ra.it/planet/index.html – www.arar.it

Associazione Astrofili Centesi

0

05.04: “Pericoli dallo spazio: i raggi cosmici”. Al telescopio: Giove e gli ammassi stellari.
Per info: cell. 346.8699254
astrofilicentesi@gmail.com
www.astrofilicentesi.it

La Luna in viaggio da Spica verso Saturno

0

la Luna in congiunzione con Spica

Dopo la congiunzione della notte tra l’1 e il 2 febbraio con Spica, la Luna prosegue nel suo cammino e, due giorni e due ore dopo, si avvicinerà a Saturno fino a una distanza osservabile di 4,7°, mentre alla stessa ora del 5 febbraio, la falce calante sarà osservabile nella testa dello Scorpione (nella illustrazione la Luna è ingrandita di circa 3 volte rispetto alle reali dimensioni apparenti).

Nel Cielo – Messier 42, la REGINA delle NEBULOSE

0

È curioso notare come nell’osservazione visuale del cielo si creino talvolta delle situazioni per cui alcuni oggetti vengono sistematicamente ignorati perché troppo deboli, altri perché troppo brillanti (!). La nebulosa M42, ad esempio, è conosciuta anche tra coloro che non frequentano ambienti strettamente astronomici e – forse proprio a causa di questa sua notorietà – ritenuta da alcuni estremamente scontata, al punto che in molti hanno smesso di visitarla e di studiarla in dettaglio. Questo mese, dopo che già nella rubrica di gennaio abbiamo esplorato certi suoi dintorni, dedicheremo un po’ di tempo a focalizzare altri aspetti di questa magnifica nebulosità, senza ovviamente avere la pretesa di esaurire un argomento di cosìvasta complessità.

Come avviene sempre per gli oggetti estesi del cielo profondo, la loro estensione apparente nel visuale è di molto inferiore a quella rivelata dalle fotografie a lunga posa. E questo avviene a maggior ragione per oggetti dalle delicatissime velature come M42. Il disegno che presentiamo esemplifica molto bene, specialmente dopo un confronto con la foto a fronte, la differenza quantitativa e qualitativa tra la visualizzazione biologica e quella digitale, e allo stesso tempo coglie l’essenzialità del forma della nebulosa, molto simile al profilo alare di un uccello in volo. I numeri sovrimposti alla figura segnano le zone in cui John Herschel suddivise nel 1827 la nebulosa per identificare certe caratteristiche: 1) Regio Huygeniana, così chiamata in onore dell’astronomo olandese Christiaan Huygens (da Herschel creduto lo scopritore di M42): è l’area che circonda il Trapezio; 2) Rostrum (Herschel considerava l’intero corpus della nebulosa come quello di un mitico mostro marino); 3) Proboscis Mayor; 4) Regio Messieriana, la cordonatura di polveri che separa le due proboscidi; 5) Proboscis Minor; 6) Sinus Magnus (o “Grande golfo”, la bocca aperta della “bestia”); 7) Regio Fouchiana, in onore dell’osservatore francese, Jean-Paul Grandjean De Fouchy (1797-1788); 8 ) Regio Godiniana, in ricordo di Louis Godin (1704-1760); 9) Regio Picardiana, in onore di Jean Picard (1620-1682).

Per approfondire leggi tutti i dettagli e i consigli per l’osservazione, i cenni storici,  le immagini e le mappe dettagliate, nell’articolo tratto dalla Rubrica Nel Cielo di Salvatore Albano presente a pagina 54 di Coelum n. 167.

Gruppo Astrofili Villasanta

0

2.02: Serata osservativa pubblica con i telescopi del GAV presso il Parco della Ghiringhella.
Per info: marco.saini@email.it Cell. 333 3999917 (Saini) – 335 8113987 (Milani) http://gav.altervista.org

ASTROINIZIATIVE UAI – Unione Astrofili Italiani

0

Una Costellazione sopra di Noi – Ogni primo venerdì del mese, Giorgio Bianciardi (vicepresidente UAI) vi condurrà in un viaggio attorno a una costellazione del periodo. Osservazioni in diretta con approfondimenti dal vivo.
01.02: “La Costellazione dell’Auriga”.

Rassegnastampa e cielo del mese – Ogni quarto giovedì del mese. Ciclo di serate dedicate all’approfondimento delle principali notizie di attualità astronomica e all’anteprima degli eventi del cielo del mese, con Stefano Capretti.
http://telescopioremoto.uai.it/

www.uai.it

Unione Astrofili Bresciani Lumezzane (Brescia)

0

01.02: “Alla scoperta del cielo stellato”.

Per info: tel. 348 5648190.
E-mail: osservatorio@serafinozani.it
www.astrofilibresciani.it

L’apparenza inganna: NGC 411 non è quello che sembra…

0

Sembra un ammasso globulare, ma non lo è. Il protagonista di questa immagine ripresa dal telescopio spaziale Hubble, NGC 411, è la riprova di come spesso le apparenze possano ingannare. A prima vista ha infatti tutte le caratteristiche di un globulare, uno di quegli aggregati sferici popolati da stelle molto vecchie, sparsi intorno alla nostra galassia (ce ne sono oltre 150 conosciuti). In realtà, NGC 411 non si trova nemmeno nella Via Lattea, e le sue stelle non sono affatto vecchie.

NGC 411 è classificato come un ammasso aperto situato a 200 000 anni luce, nella Piccola Nube di Magellano, una piccola galassia satellite della nostra Via Lattea. Meno strettamente legate che in uno globulare, le stelle che formano questi raggruppamenti tendono ad allontanarsi nel tempo, quando, tipicamente, gli ammassi globulari sono sopravvissuti per ben oltre 10 miliardi di anni. NGC 411 è invece relativamente giovane, avendo non più di un decimo di questa età e, lungi dall’essere una reliquia dei primi anni dell’universo, possiede stelle in realtà ben più giovani del nostro Sole. Tutte più o meno coeve, ma non della stessa dimensione, anche se sono nate dalla stessa nube di gas e polveri.

Questa nuova immagine di Hubble fornisce molte informazioni agli astronomi… dalla luminosità delle stelle dell’ammasso è possibile ad esempio ricavare la loro massa, la temperatura e la fase evolutiva in cui si trovano. Stelle blu, per esempio, hanno temperature superficiali più elevate rispetto a quelle rosse.

L’immagine è una composizione realizzata grazie alla Wide Field Camera 3 di Hubble, prodotta da osservazioni nell’ultravioletto, nel visibile e nella banda dell’infrarosso: un set di filtri che permette al telescopio di “vedere” i colori al di là del rosso e del viola che sono le estremità dello spettro visibile.

LA CORONA CHE SCOTTA… su Urania di questa settimana

0

Quindici milioni di gradi nel nucleo, circa 6000 sulla superficie visibile: sono le temperature caratteristiche del Sole e non stupisce che siano così elevate.

Ma lo stupore arriva non appena ci si allontana. Andando verso la parte più esterna dell’atmosfera del Sole,  nella corona, ci si aspetterebbe una graduale diminuzione della temperatura. Invece no, anzi si registra una vera e propria impennata che raggiunge i 4 milioni di gradi.

È una sorta di enigma, un tema caldo in tutti i sensi perché scatena accesi dibattiti fra i ricercatori. Si ritiene che i fenomeni responsabili del riscaldamento possano essere di natura magnetica e in questa direzione portano anche le recenti osservazioni effettuate dal Marshall Space Flight Center della NASA, che ha lanciato un razzo suborbitale per osservare ad alta risoluzione la zona incriminata.

Si è visto che anche in regioni molto circoscritte, dell’ordine di poche centinaia di chilometri, la configurazione del campo magnetico associato è quanto mai ingarbugliata. In questa situazione, il rilascio dell’energia magnetica immagazzinata potrebbe essere tale da giustificare le temperature osservate.

Il caso ancora non è chiuso, ma di questo passo la soluzione non è molto lontana.

.

Per approfondire l’argomento: ‘Hi-C’ Mission Sees Energy in the Sun’s Corona

.

Queste le altre notizie su URANIA di questa settimana:

  • ASTEROIDI PER DUE

  • COMETE IN ARRIVO

    .

    .

URANIA è il notiziario settimanale realizzato da Luca Nobili ed Elena Lazzaretto.

Con Urania è davvero facile tenersi aggiornati sulle ultime news dell’astronautica e dell’astrofisica! Visita il sito: www.cieloblu.it

Associazione Astrofili Centesi

0

02.02: Al telescopio: Giove
Per info: cell. 3468699254 astrofilicentesi@gmail.com
www.astrofilicentesi.it

Gruppo Astrofili Villasanta

0

01.02: Serata a tema libero. Ingresso libero anche ai non iscritti.
Per info: marco.saini@email.it Cell. 333 3999917 (Saini) – 335 8113987 (Milani) http://gav.altervista.org

Originali e all’avanguardia, coniugano buona musica e buona astronomia… sono i Deproducer!

4 musicisti, 4 produttori con percorsi diversi ed importanti. Insieme per condividere un’idea, il primo capitolo di un progetto di ricerca: Musica, con entusiasmo e libertà, la Scienza come poesia.

PROSSIME DATE: a Milano il 1° febbraio (Teatro dal Verme); a Torino il 4 febbraio (Teatro Colosseo)

.

La storia del progetto

Dall’incontro di 4 produttori del calibro di Vittorio Cosma, Gianni Maroccolo, Riccardo Sinigallia e Max Casacci nasce un progetto innovativo e coinvolgente, un connubio senza precedenti tra musica e scienza. Deproducers è una sorta di collettivo, al quale ha collaborato anche il superproduttore Howie B e lo strabiliante batterista Dodo Nkishi, che si ripropone di musicare dal vivo conferenze scientifiche raccontate in maniera rigorosa ma accessibile.

L’idea di Deproducers nasce da Vittorio Cosma, che decide di coinvolgere alcuni dei musicisti che più stima in un progetto che faccia incontrare musica e scienza.

Una mattina, con l’idea di Deproducers in testa, decide di entrare nel Planetario di Milano, dove incontra il direttore Fabio Peri, uno scienziato con un occhio di riguardo verso la musica. L’empatia è immediata, e il professore viene subito coinvolto nel progetto.

L’Astrofisico illustrerà le meraviglie del cosmo e il mistero della sua nascita, le costellazioni e la loro mitologia, il rapporto tra l’Uomo e l’Infinito, il tutto veicolato da un’incredibile capacità di coinvolgere il pubblico con un linguaggio semplice ed accessibile (vedi video in basso o nel sito dei Deproducer).

Con lui, i 4 produttori insieme alla batteria di Dodo Nkishi ed alla direzione “cosmonautica” di Howie B stenderanno un tappeto sonoro dal vivo che trascinerà l’ascoltatore dritto nel centro della volta celeste, rendendo il concerto un vero e proprio viaggio intergalattico.

.

“Planetario”, il primo capitolo di questa “collana”

Nel cuore di Milano, al centro di una città che corre cercando di afferrare il tempo, ancora un posto in cui perdersi a guardare il cielo. Si chiama Planetario Civico e lo dirige un ricercatore, Fabio Peri. Da anni racconta ai visitatori le stelle, i pianeti, quella che i poeti chiamano volta celeste. Lo fa con un linguaggio appassionato e contenuti rigorosamente scientifici, attento a inserire pochi termini tecnici in mezzo ad esempi comprensibili a tutti.

E’ per questo motivo che i molti che vanno al Planetario curiosi, escono da quella visita affascinati e più consapevoli, ammirati dal mistero del cosmo che adesso grazie a Fabio Peri è un po’ meno misterioso. I deproducers – Max Casacci, Vittorio Cosma, Gianni Maroccolo e Riccardo Sinigallia, vale a dire quattro tra i migliori produttori/musicisti in circolazione – erano al lavoro da diversi mesi su un progetto musicale la mattina in cui Vittorio Cosma si infilò in quel Planetario per una visita improvvisata, nel corso della quale fece la conoscenza di Fabio Peri.

La loro collaborazione era nata per istinto naturale, un “effetto domino” provocato da un’idea che da tempo brillava davanti agli occhi di Vittorio Cosma: creare musica insieme a dei musicisti/produttori che stimava, e dare vita ad un progetto concettuale vero e proprio. Gianni Maroccolo, Riccardo Sinigallia e Max Casacci sono già lì, uniti tra loro da un solo grado di separazione.

L’idea è quella di intraprendere un percorso ambizioso, mettendo in musica una sorta di enciclopedia delle scienze, dividendola in argomenti, ognuno dei quali costituirà il soggetto di un apposito album e progetto live. Quando Cosma tornò a casa dopo aver conosciuto Fabio Peri al Planetario di Milano, ne parlò agli altri, che sull’onda dell’entusiasmo organizzarono subito un altro incontro, dal quale uscirono senza più dubbi. Il primo lavoro dei deproducers, il primo capitolo della loro enciclopedia scientifica in musica, avrebbe parlato del cielo, delle stelle, dei pianeti, dei viaggi interstellari, delle stazioni spaziali, e del nostro naso all’insù.

DeProducers

PLANETARIO

SonyMusic (CD)

Un’idea suggestiva come il tema scelto, che può risultare anche un po’ ostico, dicevamo. Ma la domanda è: funziona? Si, funziona, e anche parecchio bene. Musicalmente, l’alchimia tra i quattro ha prodotto 7 tracce che spaziano dall’atmosfera rilassata di “Planetario”, al rock elettronico di “Travelling”, “Home” e “Neu”, all’ambient di “Costellazioni”, e al collage di “ISS”. I riferimenti immediati sono diversi: la “Music for airports” di Brian Eno -trasformata in “Musica per conferenze scientifiche”, come hanno dichiarato i quattro. E poi i collage sonori di “My life in the bush of ghost” di Byrne/Eno (che vengono alla mente in “ISS,” in cui sono incluse le voci della stazione spaziale). O ancora i Kraftwerk, sia per la classe nella scelta dei suoni, sia per l’attenzione al tema del rapporto tra l’uomo, la tecnologia e ciò che lo circonda. In generale, quella dei DeProducers è una musica contaminata, che esce dagli schemi classici: frutto di improvvisazioni e rimanipolazioni, ma con una sua anima ben precisa…

• Leggi l’articolo completo di rockol.it.

• Guarda la “video intervista”

Dalle sessions dei “fantastici quattro” (> i membri) è nata allora la colonna sonora di un viaggio costruito sull’ascolto; di quanto la materia suggeriva, in primis, e di quanto ognuno dei quattro sentiva di voler proporre dagli altri. Un approccio musicale che cercava di comprendere e di abbracciare al massimo ogni nota o idea musicale si manifestasse, per creare quella che ad ascoltarla bene sembra – e forse vuole essere – la colonna sonora di un’immaginaria conferenza scientifica.

A cucire le varie tappe del viaggio i testi liberamente adattati da Alessandro Cremonesi (La Crus) dalle spiegazioni narrative di Fabio Peri, letti proprio dal curatore del Planetario Civico di Milano. Di certo non un personaggio noto, non una voce famosa, ma proprio per questo forse il più adatto a trasferire al progetto il fascino e la credibilità che derivano dalla sua passione.

Ad arricchire le tessiture ritmiche, un batterista illuminato come Dodo Nkishi (Mouse on Mars), ad alterare la densità delle strutture portanti un produttore “cosmonauta” come Howie B. Il risultato di questo lavoro è PLANETARIO, un disco necessario, di quelli che si aspettano a lungo finché, finalmente, arrivano.

PLANETARIO è un disco che racconta il cosmo ma in realtà parla all’uomo dell’uomo, che del cosmo è protagonista e al tempo stesso ospite. Torna a mettergli davanti le cose a lui più care: le possibilità, le potenzialità, la natura immanente – qualcuno direbbe “divina” – che lo rende simile alle stelle. Con linguaggio scientifico sottolinea dati e processi meccanicistici, ma solo per lasciarne intuire, sullo sfondo, il profondo senso di poesia che da questi emana. La scommessa di vivere, la possibilità di esprimere il proprio talento, il rispetto per ciò che è immensamente grande e che esiste da prima dell’uomo. La necessità, ora, di tornare ad alzare lo sguardo al cielo, e di riallinearsi a leggi e tempi millenari, naturali, che sono i tempi del respiro della nostra anima.

Di tutto questo e di altro ancora parla PLANETARIO. Parla, racconta, fa immaginare anche grazie a quello che si preannuncia come uno dei live set più interessanti dei prossimi mesi: immaginato e sviluppato dallo scenografo “illuminatore” Peter Bottazzi (già al fianco di registi come Peter Greenway, Robert Wilson, Moni Ovadia), lo spettacolo svilupperà una visione artistica che unirà ai testi raccontati da Fabio Peri il sound designing dei deproducers (sorretti anche dal vivo dalle ritmiche di Dodo Nikishi).

Un live che mostrerà al pubblico volte stellate, pianeti, stelle che bruciano in equilibrio perfetto tra energia e gravità, stazioni spaziali internazionali, il viaggio di un raggio di luce e tanto altro. Per ricordarci infine, come diceva la famosa canzone, che“noi siamo figli delle stelle /figli della notte che ci gira intorno…”

Super comete…tutto PROCEDE PER IL MEGLIO!

0
Il percorso apparente della C/2012 S1 (Ison) durante il mese di febbraio

Il percorso apparente della C/2012 S1 (Ison) durante il mese di febbraio

Il percorso apparente della C/2012 S1 (Ison) durante il mese di febbraio. La cometa continuerà a muoversi di moto retrogrado nei Gemelli, mostrandosi con una luminosità di circa +15, ovviamente ancora penalizzata dalla grande distanza a cui si trova (4 UA dalla Terra e 4,76 UA dal Sole a metà mese).

Tabella osservazione cometa ISON

Leggi tutti i dettagli e i consigli per l’osservazione, con tutte le immagini, nell’articolo tratto dalla Rubrica Comete di Rolando Ligustri presente a pagina 67 di Coelum n.167.

Al Planetario di Ravenna

0

01.02: Appunti di fisica: “La particella della malora Il bosone di Higgs” di Piero Ranalli (Sala Conferenze del Planetario, INGRESSO LIBERO).
Per info: tel. 0544-62534 – E-mail info@arar.it
www.racine.ra.it/planet/index.html – www.arar.it

Al Planetario di Padova

0

Il venerdì alle ore 21:00, il sabato alle ore 17:30 e 21:00, la domenica alle ore 16:00 e 17:30. Per il programma di febbraio consultare il sito del Planetario.
Per informazioni e prenotazioni: tel. 049 773677
E-mail: info@planetariopadova.it
Web: www.planetariopadova.it

Gruppo Amici del Cielo di Barzago

0

01.02: “I modelli cosmologici del sistema solare ”
Per informazioni sulle attività del gruppo:
didattica@amicidelcielo.it
www.amicidelcielo.it

Unione Astrofili Bresciani Lumezzane (Brescia)

0

31.01: “Buchi neri nel nostro universo”.

DISEGNA LA STELLA DI BETLEMME:
Scade il 31 gennaio il consueto concorso graficopittorico per i giovanissimi.
Alla “Stella di Betlemme” è dedicato il concorso che l’Osservatorio Serafino Zani organizza ogni anno. I ragazzi delle scuole dell’obbligo sono invitati a rappresentare con un disegno una delle diverse ipotesi (congiunzione planetaria, cometa o addirittura esplosione di una stella) e a inviarlo, entro la fine di gennaio, al Centro Studi Serafino Zani, via Bosca 24, 25066 Lumezzane. Il disegno può essere di qualunque formato e realizzato con qualsiasi tecnica. Le opere più belle verranno ritratte il prossimo Natale in cartoline illustrate inviate in diverse copie agli autori e pubblicate nelle pagine del nostro
sito.
Per info: tel. 348 5648190.
E-mail: osservatorio@serafinozani.it
www.astrofilibresciani.it

Una mezza Luna calante sorgerà insieme a Spica

0
Luna e Spica

Luna e Spica
La notte tra l’1 e il 2 febbraio, verso la mezzanotte, sarà possibile vedere Spica (alfa Virginis, mag. +1,0) , la stella principale della costellazione della Vergine, sorgere dall’orizzonte di est-sudest molto vicina (poco più di un grado) a un purtroppo abbastanza luminoso Quarto di Luna.

Al Planetario di Ravenna

0

29.01: “La nebulosa del granchio” di M. Berretti.
Per info: tel. 0544-62534 – E-mail info@arar.it
www.racine.ra.it/planet/index.html – www.arar.it

Associazione Astrofili Centesi

0

01.02: Al telescopio: Giove.
Per info: cell. 3468699254
astrofilicentesi@gmail.com
www.astrofilicentesi.it