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Ares I, unica alternativa

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Ares I, unica alternativa
Ares I, unica alternativa
Un gruppo di specialisti indipendenti ha scritto un rapporto alla NASA con un’analisi dell’attuale situazione del trasporto spaziale umano.
Nel rapporto stilato dall’Aerospace Safety Advisory Panel (ASAP) si mette subito in evidenza come il possibile abbandono del progetto Ares I sia un grave errore, a causa del livello non ottimale di sicurezza raggiunto dalle aziende private, che, con le loro soluzioni manned in via di sviluppo, dovrebbero assicurare l’accesso all’orbita bassa. L’unico motivo per cui si dovrebbe scegliere un veicolo alternativo dovrebbe essere la maggior sicurezza, ma SpaceX, Orbital Sciences, United Launch Alliance ed altre aziende, hanno presentato delle proposte per dei veicoli spaziali pilotati che non raggiungono i livelli record di sicurezza finora previsti per Ares I ed Orion.

Dal canto loro i privati stanno comunque facendo dei grossi passi avanti ed hanno già ottenuto dalla NASA oltre 3 miliardi di dollari per lo sviluppo dei loro cargo. Sia SpaceX che Orbital eseguiranno i primi voli di collaudo di Dragon e Cygnus fra il 2010 e il 2011 e le rispettive capsule abitate sono varianti di questi cargo.

La Augustine Commission ha però dato per scontato che le aziende private sarebbero state in grado di supplire alla mancanza di accesso spaziale americano senza però approfondire il discorso “sicurezza”.
Stante il fatto che Constellation sarà il programma dei record di sicurezza, diventa automaticamente inarrivabile da parte dei privati, ma d’altra parte non è nemmeno avvicinabile dall’attuale programma Shuttle, dato che il prolungamento della vita degli attuali orbiter era stato tassativamente vietato dal CAIB (Columbia Accident Investigation Board) definendo come data ultima il 2010, oltre la quale il sistema STS doveva subire una estesa ricertificazione con la revisione di tutti i parametri di volo. Beninteso: questo non vale per singoli voli rimasti da eseguire o aggiunti al programma per necessità dell’agenzia, ma un proseguimento stabile delle missioni Space Shuttle era assolutamente da escludere.

L’ASAP raccomanda inoltre di dare una nuova spinta all’esplorazione robotica, considerandone il rischio nullo per gli esseri umani.

Alla luce di queste nuove considerazioni, pare che il volo abitato americano sia in un vicolo chiuso e senza uscita, se non la prosecuzione del progetto Ares I/Orion.

Sono però convinto che molte cose siano cambiate da quel maledetto 2003 e che verranno considerate tutte le possibili alternative. Secondo me con Orion non si va da nessuna parte, al massimo la LEO o la Luna. Un progetto di più ampio respiro potrebbe aprire la strada all’esplorazione vera, al di fuori del nostro “cortile”.
Ma queste sono considerazioni personali…

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