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Apollo 14 e gli “alberi della Luna”

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50 anni fa, oggi 5 febbraio, Alan Shepard ed Edgar Mitchell furono la terza coppia di astronauti a camminare sulla Luna, mentre Stuart Roosa li attendeva in orbita lunare per riportarli a casa.

Il platano Moon Tree piantato nel 1975 nel parco della Mississippi State University. L’albero è genitore di numerosi alberi di seconda generazione chiamati “Half Moon Tree”. Credits: NASA/Will Bryan

Roosa però non era solo nel modulo di comando, portava con sé mezzo migliaio di semi di cinque diverse varietà di alberi. Liquidambar styraciflua, pini Taeda, sequoie, abeti di Douglas e platani americani, tutte piante imponenti e robuste, sottoposte all’assenza di gravità (microgravità) e alle radiazioni di un viaggio tra la Terra e la Luna.

«Gli storici viaggi del programma Apollo avevano a che fare con esplorazioni ardite e incredibili scoperte scientifiche», dichiara Brian Odom, capo storico della NASA. «L’Apollo 14 includeva la più ampia gamma di esperimenti scientifici fino a quel punto nel programma, ma nel caso dei “Moon Trees” di Roosa, ha avuto a che fare con qualcosa che gli astronauti hanno portato con sé nel loro viaggio lunare e che è poi ha lasciato un segno indelebile nel paesaggio tornando a Terra».

Della missione, che ha avuto l’onore e onere di rilanciare i viaggi nello spazio dopo le ore di angoscia dell’Apollo 13, ci parla Luigi Morielli, nel suo articolo “Apollo 14. L’avventura lunare continua”, nell’ultimo numero di Coelum Astronomia in questi giorni online:

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Qui vi raccontiamo la storia di questi alberi, e di come la NASA stia cercando di rintracciarli!

L’esperimento fu uno sforzo congiunto tra la NASA e il servizio forestale degli Stati Uniti. Aveva lo scopo di determinare gli effetti dello spazio profondo sui semi, ma anche il compito di sensibilizzare l’opinione pubblica sul servizio forestale e sul lavoro dei vigili del fuoco forestali, chiamati smokejumpers. Lo stesso Roosa, prima di diventare un aviatore militare e un astronauta, prestò servizio come smokejumper negli anni ’50, saltando giù dagli aeroplani per combattere gli incendi nelle grandi foreste.

Ad inventare il concetto alla base del progetto dei Moon Tree, così vengono chiamati gli alberi nati da quei semi, fu Ed Cliff, capo del servizio forestale. Cliff conosceva Roosa dai tempi del suo servizio nel corpo dei vigili del fuoco forestali, e contattò l’astronauta per proporre l’idea. Stan Krugman, un genetista del servizio forestale, venne incaricato del progetto e selezionò i semi che avrebbero volato fino all’orbita lunare dell’Apollo 14.

Prima del rientro dalla missione, il contenitore purtroppo si ruppe durante i processi di decontaminazione e i semi vennero mescolati insieme e vennero esposti al vuoto dello spazio, dal quale il contenitore doveva ripararli. L’esperimento era compromesso, e si temè anche che i semi fossero tutti morti e non potessero più germinare. Vennero comunque inviati agli uffici del servizio forestale a Gulfport, Mississippi e Placerville, in California, per vedere se qualcuno ce l’avesse fatta… germogliarono e furono fatti crescere in serra ​​circa 450 alberelli!

Il Moon Tree di Washington Square, a Filadefia, attorno al 2000, quando ancora era in vita e in buone condizioni. Courtesy of Christopher Palmer

I Moon Tree sopravvissuti sono stati donati a membri del Congresso e ambasciatori stranieri e, tra il 1975 e i primi anni ’80, a scuole, università, parchi e uffici governativi, molti nell’ambito delle celebrazioni del bicentenario degli Stati Uniti nel 1976. Il primo Moon Tree mai piantato è stato un platano americano a Washington Square a Filadelfia, in Pennsylvania, nel 1975 proprio in preparazione per il Bicentenario degli Stati Uniti nel 1976. In un telegramma alle cerimonie per la semina dell’albero lunare del Bicentenario degli Stati Uniti, l’allora presidente Gerald Ford dichiarò: «Questo albero che è stato portato dagli astronauti Stuart Roosa, Alan Shepard ed Edgar Mitchell nella loro missione sulla Luna, è un simbolo vivente dei nostri spettacolari risultati umani e scientifici. È il giusto tributo al nostro programma spaziale nazionale che ha tirato fuori il meglio del patriottismo, della dedizione e della determinazione americana per il successo».

L’albero originale è però morto nel 2008 e nel 2011 si è cercato di rimpiazzarlo con un suo clone. Purtroppo il clone non è cresciuto bene, ed è quindi stato rimosso nel 2019, ma la placca originale rimane ancora, con l’intenzione di piantare un altro clone dello stesso albero.

La targa del Moon Tree a Cape Canaveral. Images courtesy of Lane Hermann.

Ne possiamo visitare uno al Kennedy Space Center, a Cape Canaveral in Florida, mentre un albero di Douglas svetta nel Washington State Capitol Campus, vicino alla fontana Tivoli, a Olympia, Washington DC. Altri alberi furono piantati in Brasile, in Svizzera e presentati, tra gli altri, all’imperatore del Giappone. Per lo più i luoghi sono stati scelti per garantire condizioni climatiche adeguate alle rispettive varietà di alberi. Alcuni alberi sono stati piantati accanto alle loro controparti coltivate sulla Terra, ma esattamente dove sono stati piantati tutti quegli “Alberi della Luna” è andato perduto nel tempo. La NASA sta cercando di localizzare e documentare gli alberi non ancora rintracciati, per scoprire se ce ne sono altri di vivi e le loro condizioni.

Dave Williams, scienziato della NASA al Goddard Spaceflight Center, è riuscito a documentare la posizione di circa 80 di questi alberi, e sta ora invitando gli americani a segnalare se è a conoscenza della posizione, o se ha partecipato alla cerimonia di semina, di un Moon Tree per ampliare la lista.

A questo link l’elenco dei Moon Tree di cui si conosce la posizione ad oggi (con l’indicazione se siano ancora vivi o meno), stilato da Williams, e la mail alla quale è possibile mandare una segnalazione.

La mappa dei Moon Tree ad oggi noti. Credits: NASA

Dopo decenni di crescita, non si nota alcuna differenza evidente tra gli alberi cresciuti dai semi “lunari” e quelli che non hanno mai lasciato la Terra. Gli alberi di seconda generazione, cresciuti dai semi di Moon Tree, sono chiamati Half-Moon Trees e crescono anche loro in tutto il mondo. Uno di questi Half-Moon Tree è di casa al Marshall Space Flight Center della NASA a Huntsville, Alabama, all’esterno di un edificio che ha svolto un ruolo chiave nello sviluppo del razzo Saturn V che ha lanciato la missione Apollo 14.

Con la NASA che, assieme ai suoi partner internazionali, industriali e accademici si sta preparando a riportare gli esseri umani sulla Luna, con il programma Artemis, comprendere gli effetti dello spazio profondo sulla crescita delle piante è fondamentale. Gli astronauti che andranno sulla Luna e, in seguito, su Marte saranno troppo lontani dalla Terra per contare su regolari missioni di rifornimento di beni alimentari, e dovranno quindi essere in grado di coltivare alimenti freschi in autonomia.

Vent’anni di Stazione Spaziale Internazionale su Coelum Astronomia di febbraio 2021. Clicca sull’immagine e leggi!

Si può dire che gli esperimenti che stanno studiando la crescita di varie piante e raccolti, sulla Stazione Spaziale Internazionale, hanno nell’Apollo 14 le loro radici. Nel novembre 2020, l’astronauta della NASA Kate Rubins, all’interno della Expedition 64, è riuscita a portare a termine un raccolto di ravanelli, ma le coltivazioni a bordo oggi comprendono lattuga romana rossa, senape Mizuna e fiori di zinnia.

Ancora una volta missioni storiche come l’Apollo 14 hanno fornito una prima preziosa conoscenza di base, verificabile nel lungo tempo. Cinque decenni dopo la missione che ha portato i semi sulla Luna, i Moon Tree sono testimoni viventi e frondosi dei primi viaggi dell’umanità sulla Luna, mentre i raccolti cresciuti nello spazio da allora consentono la continuazione dell’esplorazione del cosmo da parte dell’umanità.

Per saperne di più sugli alberi lunari, visita:

https://nssdc.gsfc.nasa.gov/planetary/lunar/moon_tree.html

Per saperne di più sulla missione Apollo 14, visita:

https://www.nasa.gov/mission_pages/apollo/missions/apollo14.html


Esplorazioni alle sorgenti del Big Bang. 50 anni fa l’Apollo 14. Stazione Spaziale Internazionale: 20 anni di ricerca nello spazio.

Coelum Astronomia di Febbraio 2021
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