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Satellite modulare Cubesat con Payload ottico tutto italiano

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Officina stellare. Nome più bello non poteva essere trovato per accompagnare la nascita di quella che nel tempo sarebbe poi diventata la prima Space Factory italiana: una realtà ad alto tasso tecnologico e in forte espansione nel mercato internazionale, un’azienda con circa 70 dipendenti e con uno spazio di produzione superiore ai 4000 metri quadri.

È questa la storia di Officina Stellare, nata nel 2009 grazie alla convergenza di tre forti personalità come quelle di Giovanni Dal Lago, Gino Bucciol e Riccardo Gianni. I primi due conosciutissimi anche dai lettori di Coelum Astronomia per essere stati tra i fondatori e primi collaboratori di questa rivista.

Nel 2009 si partì con l’idea di produrre telescopi e strumentazione ottica accessoria in grado di sfruttare fino in fondo la tecnologia esistente, con costi e tempi di produzione ridotti rispetto a quelli dei competitor.

Nell’immagine: Il Wide Field Mufara è un telescopio di un 1 metro di diametro installato ad Isnello nel Parco delle Madonie, 1865 msl. È utilizzato per osservazioni astronomiche a largo campo di ricerca dei NEO, (Near Earth Objects)

La cura maniacale nei particolari e l’estrema precisione della lavorazione opto-meccanica permette ben presto a Officina Stellare di avere a che fare con clienti sempre più importanti, e di crescere al di fuori degli ambiti istituzionali.

In breve tempo non si tratterà più di costruire solo strumenti per la ricerca astronomica di livello e legata alle esigenze di strutture osservative legate a terra…

Nell’immagine: il Collimatore 800 mm Airbus

Solo per fare un esempio, nel 2015 l’azienda verrà contattata da un’importante istituzione per la realizzazione di un telescopio spaziale. Uno strumento realizzato con rapidità e costi ridotti da Officina Stellare, e che è stato poi effettivamente lanciato nello spazio e posizionato su un satellite!

Una svolta importante, che per l’azienda segna l’ingresso nel settore della new space economy, un campo enormemente più vasto e più ricco di opportunità rispetto a quello delle agenzie spaziali governative. In seguito alla democratizzazione dello spazio infatti, sempre più aziende private scelgono di ricercare applicazioni commerciali in quest’ambito.

Un mare vastissimo, in cui le competenze tecniche e l’elasticità produttiva di Officina stellare fanno ben presto dell’azienda veneta un polo di attrazione, con l’acquisizione di altre piccole realtà del settore come Dynamic Optics e ThinkQuantum, la prima attiva nella realizzazione di ottiche adattive per diversi campi di applicazione, la seconda nei settori strategici della cybersecurity e delle comunicazioni criptate su base quantistica.

L’azienda ha consolidato negli anni le proprie competenze in ambito spazio lavorando ad ambiziosi progetti tuttora in corso ed è proprio grazie alle nuove competenze acquisite sul campo che Officina Stellare è riuscita ad aggiudicarsi, in cordata con altre realtà del settore, un bando di straordinaria importanza come quello promosso dalla Regione Veneto per la realizzazione di un satellite CUBESAT con ottiche di alta qualità.

Un cubesat è un tipo di satellite miniaturizzato avente forma cubica, volume di 1 dm³ e massa non superiore a 1,33 kg. Le specifiche dei cubesat sono state studiate per raggiungere diversi obiettivi.

  • La semplificazione della struttura del satellite rende possibili la progettazione e la costruzione di satelliti funzionanti con un costo basso.
  • La standardizzazione dell’interfaccia tra il lanciatore ed il carico utile riduce inoltre il lavoro necessario per accoppiare il satellite con il lanciatore.
  • L’unificazione tra carichi e lanciatori permette di cambiare velocemente il satellite da lanciare, consentendo di modificare il carico in breve tempo.

Ormai, i cubesat stanno rivoluzionando l’osservazione della Terra e dello spazio, tanto che la Nasa li ha già impiegati con successo persino in una missione nell’orbita di Marte.

Secondo quanto richiesto dalle specifiche del bando, il satellite dovrà essere qualificato, testato in tutti i sottosistemi e pronto ad essere lanciato e utilizzato nello spazio per acquisizione e trasmissione di immagini del pianeta a terra.

Schema del progetto oggetto del bando

E’ davvero incredibile pensare come tutto ciò sia nato dalla comune passione per l’astronomia di tre amici che hanno saputo interpretare al meglio la richiesta sempre più pressante di innovazione nel campo della strumentazione astronomica.

Che altro dire? Beh, soltanto che restiamo in attesa della data del lancio!

Per sapere di più sull’azienda www.officinastellare.com

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