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HYDRA Part. 1 Occidente

Con l’arrivo della primavera la sensazione, propria di molti stargazers ma anche di appassionati neofiti dell’osservazione della volta celeste, è quella di trovarsi quasi smarriti con la scomparsa di tutte quelle figure che, a partire dal sorgere di Auriga e delle Pleiadi, hanno fatto compagnia nelle fredde serate invernali con le loro fulgenti stelle e i loro spazi opulenti di oggetti del profondo cielo tra i più belli offerti dalla volta celeste.

A sud di queste, il cielo diventa nuovamente popolato da deboli stelle; non fosse per una luminosa, di seconda grandezza, che attrae l’attenzione proprio per la solitudine di una stella luminosa all’interno di un’area celeste del tutto priva di altri fulgidi astri.

Vi sono molte vaste costellazioni nel cielo di cui solo due lunghissime: ma mentre Eridanus appare nel cielo autunnale, ecco che la costellazione la cui testa e cuore si rendono ora evidenti è solo una.

La più grande di tutte le 88 costellazioni della volta celeste: Hydra.

L’articolo completo disponibile sul n. 255 Aprile-Maggio

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