a cura di Fabio Briganti e Riccardo Mancini
RUBRICA SUPERNOVAE COELUM N. 138
Chi segue la nostra rubrica supernovae avrà notato che lo scorso mese non siamo andati online ed il motivo purtroppo è dovuto all’assenza di scoperte amatoriali o di altre supernovae luminose esplose in belle galassie. Ad essere sinceri però nel mese di ottobre abbiamo avuto tre scoperte amatoriali da parte degli incredibili cinesi del programma XOSS, ma si trattava di deboli possibili supernovae scoperte oltre la mag.+19 esplose in piccole galassie anonime e prive di conferma spettroscopica. Non valeva pertanto la pena dare un approfondimento se non ai soli fini statistici.
Questi astrofili cinesi raggiungono infatti la fantastica quota di ben 33 supernovae scoperte nel 2025. In questo mese di novembre invece la situazione va leggermente migliorando e possiamo focalizzare la nostra attenzione su una interessante scoperta amatoriale ottenuta da un altro gruppo di astrofili cinesi, che merita un approfondimento.
Non si tratta di una supernova luminosa ed anche la galassia che la ospita non è niente di eclatante, però siamo di fronte ad una supernova tutta amatoriale a partire dalla scoperta fino ad arrivare alla classificazione. Stiamo parlando della SN2025aceh scoperta il 1° novembre dagli astrofili cinesi Ziyang Mai, Bozhang Shi e Jiaze Fu del Sumdo Observatory, nella piccola galassia a spirale UGC640 posta nella costellazione dei Pesci e distante circa 520 milioni di anni luce.


Il team del Sumdo Observatory con questa supernova raggiunge quota 5 scoperta nel 2025 e si posiziona subito dietro agli altri cinesi del programma XOSS e davanti al nostro Giancarlo Cortini che con 3 scoperte nel 2025 occupa il terzo gradino del podio. Tornando a questa supernova, al momento della scoperta mostrava una luminosità pari alla mag.+18,5 e nei giorni seguenti è aumentata di luminosità fino a raggiungere il massimo intorno alla mag.+17.


Arriviamo adesso all’aspetto che ci interessa da vicino: nella notte del 10 novembre il nostro Claudio Balcon (ISSP) è stato il primo a riprendere lo spettro del nuovo transiente, classificandolo come una supernova di tipo Ia scoperta circa due settimane prima del massimo di luminosità, con i gas eiettati dall’esplosione che viaggiano ad una velocità di circa 10.500 km/s. Con questa classificazione il bravo astrofilo bellunese raggiunge quota 195 supernovae classificate per primo nel TNS – Transient Name Server. Un record a livello mondiale davvero incredibile e difficilmente eguagliabile. Abbiamo contattato Ziyang Mai del Sumdo Observatory, che ci ha riferito che a breve amplieranno la loro strumentazione dedicata alla ricerca di supernovae con un altro telescopio da 30cm, che sarà affiancato all’attuale telescopio da 28cm. Inoltre ci ha rivelato un interessante metodo operativo che stanno utilizzando con successo: i programmi professionali di ricerca supernovae limitano la loro attività nei giorni prossimi alla Luna Piena ed è pertanto questo il periodo più favorevole per gli astrofili, per cercare supernovae senza la scomoda concorrenza dei professionisti. Un giusto suggerimento da prendere in buona considerazione.


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RUBRICA SUPERNOVAE COELUM N. 137
Nella rubrica dello scorso mese non avevamo fatto a tempo ad inserire un’altra scoperta amatoriale realizzata nel mese di agosto. A metterla a segno è stato l’astrofilo russo Filipp Romanov, che nella notte del 17 agosto ha individuato una debole stellina di mag.+19,6 in una piccola galassia denominata SDSS J004819.14+075856.8 posta nella costellazione dei Pesci all’incredibile distanza di oltre 2 miliardi di anni luce. Non ne abbiamo la certezza, ma molto probabilmente si tratta della supernova più lontana mai scoperta da un astrofilo.

Filipp Romanov ha 28 anni, è di Mosca, nato a Nakhodka, nella Krai del Primorsky. Ha iniziato ad interessarsi all’astronomia dall’età di 12 anni, diventando la sua principale passione. Anche se giovane, possiamo considerarlo come un astrofilo molto evoluto. Ha infatti scoperto altre due supernovae nel 2022 nell’ambito della collaborazione con il Catalina CRTS, confermate spettroscopicamente ed altre tre possibili supernovae (due tramite il DSS Plate Finder ed una collaborando con Pan-STARRS durante la campagna di ricerca asteroidi) che invece non hanno avuto una conferma spettroscopica. Filipp ha scoperto anche 3 Novae in M31, 9 asteroidi e 82 variabili. Il suo “capolovaro” però è stato realizzato proprio con questa ultima scoperta e vediamo perché. Ha scelto dei campi di ripresa sull’equatore celeste nella costellazione dei Pesci alla ricerca di supernovae, variabili cataclismiche e pianetini, ottenendo cinque immagini in remoto da 300 secondi utilizzando un riflettore di 51cm F.6,8 posto in Australia al Siding Spring Observatory. Poi analizzando attentamente la ripresa centrata sulla galassia NGC257 ha individuato questa debole stellina vicina ad una piccola galassia situata ad appena 12” sul bordo Sud dell’immagine. Dopo i dovuti controlli del caso ha perciò inserito la scoperta nel TNS. Filipp però non si è fermato qui ed infatti il 19 agosto sempre in remoto utilizzando il famoso Liverpool Telescope da 2 metri di diametro dalle Isole Canarie ha ripreso un’immagine di conferma, con la supernova che in realtà mostrava una luminosità pari alla mag.+20,3. Infine il 20 agosto, sempre utilizzando il Liverpool Telescope, ha ottenuto lui stesso uno spettro di conferma. La SN2025umq è una supernova di tipo Ia scoperta circa una settimana dopo il massimo di luminosità. Ci congratuliamo pertanto con questo giovane astrofilo, che ha al suo attivo un palmares da vero veterano dell’astronomia.


Intanto chi continua ad inanellare successi sono i soliti cinesi del programma XOSS capitanati da Xing Gao e Mi Zhang, che nel mese di settembre hanno messo a segno altre quattro scoperte raggiungendo quota 29 in questo 2025 che per loro è sicuramente da record. Tre di queste quattro supernovae sono molto deboli ed individuate in piccole galassie anonime. Soffermiamo invece la nostra attenzione sulla SN2025wwk scoperta la notte del 3 settembre nella galassia ellittica NGC83 posta nella costellazione di Andromeda ad una distanza di circa 280 milioni di anni luce.

La galassia ospite è immersa in un campo ricco di galassie fra cui troneggiano, oltre ad NGC83 anche altre due galassie ellittiche NGC80 e NGC85 e tre galassie a spirale NGC90, NGC93 e IC1546. Al momento della scoperta la nuova stella mostrava una luminosità pari alla mag.+17,75 e nei giorni seguenti è aumentata fino a raggiungere il massimo intorno alla mag.+15,5 / +16,0 a metà settembre. I primi a riprendere lo spettro di conferma sono stati gli astronomi americani del Palomar Observatory in California utilizzando il telescopio da 60 pollici (1,5 metri). Si tratta di una classica supernova di tipo Ia scoperta circa due settimane prima del massimo di luminosità. Questa è la seconda supernova conosciuta esplosa in NGC83. La prima fu la SN2016eoa anch’essa di tipo Ia, scoperta il 2 agosto 2016 dal team di astrofili capitanati dai famosi Tim Puckett e Jack Newton. Il campo di ripresa intorno a NGC83 è molto bello e ricco di galassie con svariate forme, che permette di ottenere immagini molto interessanti. Peccato che la supernova, anche se luminosa, è situata molto vicino al nucleo della galassia ospite. Nelle riprese a lunga posa che mettono in evidenza i bracci delle spirali ed i tenui aloni delle ellittiche, la supernova viene inglobata dalla luminosità del nucleo di NGC83. Dobbiamo pertanto trovare il giusto compromesso nella posa, che permetta di evidenziare la supernova senza togliere i particolari più deboli delle parti periferiche delle galassie.



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