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Le Comete di Febbraio 2023

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Con un diario dettagliato Claudio Pra ci racconta

le fasi salienti della Cometa che tanto cattura l’attenzione

La C/2022 E3 ZTF VISIBILE AD OCCHIO NUDO

Mese molto interessante quello che ci aspetta, con la luminosa C/2022 E3 ZTF che calamiterà le attenzioni di appassionati e curiosi. A fare da inevitabile contorno altre tre comete sotto la decima magnitudine, una delle quali, pur molto luminosa, sarà riservata esclusivamente agli amanti delle sfide osservative.

Il percorso della cometa nel mese di Febbraio 2023 (Vedi Coelum 260 di febbraio/marzo 2023)

 

C/2022 E3 ZTF

È il momento del rendez-vous! Il primo febbraio la C/2022 E3 ZTF transita a 42 milioni di chilometri dalla Terra toccando la minima distanza dal nostro pianeta. Quel giorno e i giorni immediatamente seguenti saranno imperdibili considerato che potremo osservare (a meno di nuove scoperte o clamorosi outburst), la cometa più attesa del 2023. La maggior parte delle stime indica che il picco luminoso la porterà a brillare di una buona quinta magnitudine, valore che qualche altra previsione trasforma in quarta grandezza. Una luminosità che la renderà facilmente visibile in un piccolo binocolo e, sotto cieli limpidi e bui, anche ad occhio nudo, seppure in maniera non evidente, come già segnalato da alcuni osservatori negli ultimi giorni di gennaio. Teniamo presente che una cometa è un oggetto diffuso ed in questo caso, la luminosità prevista, la pone al limite della visibilità ad occhio nudo.

Farà sicuramente la differenza il suo grado di condensazione, molto buono fino a questo momento, ma soprattutto, non ci stancheremo mai di ripeterlo, la qualità del cielo sotto il quale si osserva. Allontanarsi da luoghi dove imperversa l’inquinamento luminoso costerà dei sacrifici a molti appassionati, che verranno però ripagati da cieli in grado di esaltare questo notevole “astro chiomato”.

Nei primissimi giorni del mese la E3 ZTF sarà posizionata altissima sulla volta celeste ed ottimamente visibile in prima serata. C’è però da considerare che la Luna, vicina al plenilunio, disturberà parecchio, tanto da consigliare di spostare la sessione nella notte e poi quasi all’alba. L’ultima finestra senza il chiarore del nostro satellite naturale è prevista proprio poco prima dell’alba nel giorno del massimo avvicinamento, dopodiché occorrerà attendere una settimana prima di rivederla nel cielo buio. Dall’ otto febbraio, senza disturbo lunare, la si potrà seguire tranquillamente la sera ed in seguito in piena notte. Non tralasciamo comunque le nottate illuminate dalla Luna perché, grazie alla buona luminosità, riusciremo a seguire l’evoluzione della cometa anche nel cielo illuminato. Il percorso dell’oggetto in cielo si svilupperà dalla Giraffa verso l’Auriga e successivamente il Toro. Da considerare il rilevante moto proprio, specie nei primi giorni di febbraio. Con il passare dei giorniil suo allontanamento (a meno di sorprese) la indebolirà, tanto che a fine mese dovrebbe brillare di una comunque ancora buona settima magnitudine. Per quanto riguarda gli incontri prospettici interessanti segniamoci tre date; nella nottata del 6 febbraio transiterà a circa 1,5° da Capella, la luminosa stella Alfa dell’Auriga.Nella serata del 10 è in programma l’appuntamento con Marte, dal qualedisterà poco più di un grado. Infine la sera del 14 passerà a circa 1,5°da Aldebaran, l’occhio rosso del Toro.

Per finire il discorso su questo oggetto vi propongo un mio piccolo diario dedicato al suo avvicinamento durante gennaio:

14/1

Nonostante la presenza della Luna appena oltre l’ultimo quarto e non molto distante, la cometa appare molto compatta risultando facilmente visibile dentro il piccolo binocolo 10×50 tenuto a mano libera. Comparandola con il celebre globulare M13 dell’Ercole risulta più o meno delle stesse dimensioni ma sicuramente meno luminosa. Direi che la sua luminosità si attesta appena al di sotto della settima magnitudine, probabilmente 6,8 mag.

21/1

La rivedo in un cielo privo di luce lunare dopo parecchi giorni di nubi. Il suo diametro è decisamente aumentato e la cometa appare ora di dimensioni doppie rispetto all’ammasso globulare M13, mentre la sua luminosità è cresciuta fino alla sesta magnitudine. La chioma presenta un evidente falso nucleo centrale circondato da un alone brillante oltre il quale sfuma gradualmente. La coda di polveri si presenta molto tenue e allargata. L’oggetto è ottimamente osservabile anche nel piccolo binocolo 10×50. Non è invece percepibile ad occhio nudo.

24/1

Un fortunato squarcio tra le nubi mi permette di riosservarla a tre giorni di distanza dall’ultima sessione. Riesco a percepirla per la prima volta, seppure al limite, ad occhio nudo, favorito dalla vicinanza alla stella Iota Draconis, che fa da ottimo punto di riferimento, dalla quale dista un grado e mezzo circa. Senza strumenti si mostra come una chiazza indistinta mediamente estesa, visibile a momenti. Al binocolo 20×90 risulta invece piuttosto compatta e la sua coda di polveri è meglio rilevabile che nelle precedenti occasioni, un po’ meno allargata ed un po’ più lunga. Confrontandola con il solito M 13 credo che la sua luminosità possa essersi alzata al valore di 5,5 mag.

26/1

Devo tenere il binocolo a mano libera dato che la cometa è altissima in cielo. Compatta, spicca il suo falso nucleo stellare ma tutta la chiomaè ben marcata. Rilevabile piuttosto facilmente anche una corta coda. Chioma e coda danno all’oggetto una bellissima forma a goccia dacqua. La luminosità non è distante dalla quinta mag. direi 5,2/5,3. Visibile anche ad occhio nudo, meglio di un paio di giorni fa.

La cartina riporta la posizione della C/2022 E3 ZTF alle 20.00 ora solare. Le stelle più deboli sono di settima magnitudine.

C/2020 V2 ZTF

Cometa discretamente luminosa ed osservabile in prima serata. Partendoda Cassiopea si dirigerà verso il Perseo terminando la sua corsa mensile in Andromeda. La sua luminosità dovrebbe aggirarsi per tutto febbraioattorno alla nona magnitudine. Aiuta molto il suo aspetto compatto che la rende una facile preda anche piccoli telescopi.

La cartina riporta la posizione della C/2020 V2 ZTF alle 20.00 ora solare. Le stelle più deboli sono di nona magnitudine

 

C/2022A2 PanSTARRS

Cometa scoperta oltre un anno fa dal sistema PanSTARRS situato alle Hawaii (PanoramicSurveyTelescope e RapidResponseSystem), è cresciuta a sorpresa più del previsto portandosi in gennaio al di sotto della decima magnitudine. Circumpolare per tutto febbraio sarà meglio osservabile prima dell’alba, in spostamento dal Dragone alla Lucertola. Passerà al perielio il giorno 18 transitando a 1,73 U.A. dal Sole. La sua luminosità durante il mese dovrebbe aggirarsi attorno alla nona magnitudine. L’ho osservata il 21 gennaio sotto un cielo davvero splendido, usando un binocolo 20×90 nel quale mi è apparsa piuttosto diffusa e priva di un vero falso nucleo, ma non difficile.

La cartina riporta la posizione della C/2022A2 PanSTARRS alle 5.00 ora solare. Le stelle più deboli sono di nona magnitudine.

 

96P/Machholz 1

Per ultimo vi proponiamo una sfida osservativa riguardante una piccola periodica dal diametro di circa 6 chilometri, scoperta nel 1986 dall’astronomo statunitense Donald Edward Machholz, scomparso pochi mesi fa. Il suo periodo è di 5,24 anni e sembra possa essere un pezzo appartenente ad una cometa più grande frammentatasi molto tempo fa. Frammentata la Machholz lo è a sua volta dato che nei suoi pressi sono stati avvistati almeno tre frammenti più piccoli. È transitata al perielio ad una distanza molto piccola(circa 18 milioni di chilometri) nell’ultimo giorno di gennaio. Purtroppo la pessima prospettiva ci ha impedito di seguire quegli istanti in cui potrebbe aver raggiunto la seconda magnitudine. Le cose andranno leggermente meglio durante il suo allontanamento dalla nostra stella, anche se la caduta di luminosità dovrebbe essere piuttosto rapida e le condizioni prospettiche risultare comunque sfavorevoli. Chi ha voglia di cimentarsi in una bella sfida dovrà tentare di rintracciarlaa partire dal 4/5 febbraio, “spazzolando” l’orizzonte orientale, cercandola tra le prime luci dell’alba fra le stelle meridionali dell’Aquila. In quel momento potrebbe brillare di quinta o sesta magnitudine. Successivamente, con il suo ulteriore allontanamento dal Sole, si mostrerà in un cielo più buio, rimanendo però sempre molto bassa ma soprattutto perdendo luminosità, tanto che a metà mese potrebbe già sfiorare la decima grandezza.

La cartina riporta la posizione della 96/P Machholz alle 6.30 ora solare. Le stelle più deboli sono di ottava magnitudine.


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