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Asteroidi – POLIMNIA e VICTORIA due opposizioni sotto l’unità astronomica

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Il percorso apparente di (33) Polyhymnia in settembre. L’asteroide si muoverà con moto indiretto tra le stelle fi e lambda Aquarii, raggiungendo la massima luminosità (+9,8) e la minima distanza dalla Terra (0,8948 UA) verso il 10 del mese.

EFFEMERIDI

Lo scorso mese mi ero lamentato pubblicamente del calo di attenzione che stavo avvertendo nei miei lettori e devo dire che la piccola sceneggiata ha funzionato… Questo mese ho ricevuto infatti un bel po’ di lettere, fotografie e relazioni osservative, non tutte hanno trovato spazio sulla rivista, per questo le troverete qui di seguito così come mi sono state inviate!

Partiamo subito, dunque, dicendo che nella facciata A del mese canta il pianetino (33) Polyhymnia (in italiano semplicemente Polimnia), che si merita i riflettori per un’opposizione che lo vedrà a una distanza dalla Terra mai raggiunta da 34 anni a questa parte. Ma andiamo per ordine.

Polyhymnia fu scoperto a Parigi il 28 ottobre 1854 dall’astronomo francese Jean Chacornac (1823-1873), che gli impose il nome della musa della danza e del canto sacro. Di dimensioni contenute (una cinquantina di chilometri il diametro). [continua su Coelum 184]

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la piccola posta di Talib Kadori

Come dicevo poco sopra, questo mese i miei lettori si sono dati da fare per consolare le mie ubbie, e si sono probabilmente organizzati per farmi credere di essere in moltissimi ad aver seguito e fotografato la congiunzione tra Cerere e Vesta. Così ho ricevuto un sacco di lettere con nomi chiaramente inventati (Claudio Pra, Andrea Bullo, Giuseppe Petricca, Patricio Calderari, Enrico mariani, Roberto Ostorero, Luca Strabla, Ulisse Quadri, Roberto Girelli e molti altri…), piene di foto e di documentazione varia.

Ringrazio tutti per la gentilezza dimostratami (scherzavo, sono tutti nomi e cognomi di grandi appassionati di astronomia!), ma purtroppo qui non posso pubblicare che una sola lettera (quella che accompagna la foto a mio giudizio più riuscita).

Ricordo però ai lettori che tutte le altre testimonianze (con foto più adatte ad essere visionate su uno schermo) troveranno posto nel sito alla pagina relativa a questa rubrica nella sezione Cielo del Mese. Grazie ancora! [da Coelum 184].

Ed ecco, come promesso, tutte le testimonianze inviate al nostro Talib…

La congiunzione di Cerere e Vesta fotografata da Patricio Calderari da Baldovana (45° 54’ N – 09° 01’ E) a 1100 metri di altezza il 6/lug/2014 (ore 00:21 
nikon d800 – asa 800
, nikkor 800 mm f/8.0 –  62 sec a f/11).

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Caro Talib, sono uno dei suoi tanti “silenziosi” lettori, uno di quelli che apprezzano il suo entusiasmo e che ne vengono contagiati. Ho vinto la mia naturale ritrosia e ho deciso di scriverle per farle sapere che i suoi sforzi non sono vani; prima di leggerla non avevo mai considerato i pianetini come obiettivo allettante delle mie scorrerie nel cielo notturno.

Sono mesi, molti mesi, che sto lavorando ad un progetto di remotizzazione del mio CPC11 e quindi, con il “cantiere” aperto, ho avuto poche occasioni per osservare. Ho però deciso di anticipare i tempi e la notte del 5 luglio ho puntato il mio strumento verso Cerere e Vesta: le allego la mediocre fotografia che ne è scaturita. E’ proprio bruttarella, non ho ancora la possibilità di fare dark e flat per la calibrazione, ma i pianetini ci sono! La foto e stata eseguita da Mirano (VE) con il CPC11 montato in equatoriale con focale ridotta a 1760mm, EOS 550d, alle 20:18 TU (media di 20 frame da 4 sec). Risolvendo il fotogramma con le stelle di campo ho ottenuto le seguenti coordinate: Cerere RA 13 31 17 DEC -01 44 34 Vesta RA 13 31 08 DEC -01 54 14 con una distanza relativa di 9′ 55”. Concludo impegnandomi ad affrontare, seppur sempre in modo silenzioso, la mia personale sfida ai primi 100 pianetini. Continui così, con stima e affetto,

Andrea Bullo

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Gentile sig. Talib Kadori,

leggo sempre la sua rubrica “ASTEROIDI” su Coelum, ma non mi sono mai cimentato sulla ricerca o la fotografia di asteroidi. Ammiro per costanza e dedizione gli astrofili del “club dei 100 asteroidi” che riescono a scovare con difficoltà questi piccoli puntini luminosi.

Ho avuto uno stimolo leggere nella sua rubrica del numero 182 di giugno che c’era una congiunzione Cerere – Vesta che non sarà più visibile per molti anni. Così mi sono preparato per fare una serie di riprese fotografiche dell’evento. Devo premettere che vivo in Piemonte e precisamente vicino a Pinerolo, proprio a ridosso delle alpi. Quest’anno abbiamo avuto un clima decisamente pessimo, e per me che amo l’astrofotografia, è stato un vero disastro. Praticamente non ho combinato nulla dall’inizio dell’anno.

La giornata del 30 giugno prometteva bene, così alla sera monto il mio “bestione” un newton da 30 cm f/4 con correttore di coma e reflex Canon 5D Mark II impostata a 1600 ISO.

Con questa configurazione ho un campo fotografico abbastanza ampio (1°43’ x 1° 08’) che mi consentiva di centrare con facilità i due asteroidi. Devo aspettare a lungo che faccia buio e intanto setto lo strumento e centro la zona dove dovevano essere presenti i due asteroidi.

Intanto vedo che il cielo comincia a guastarsi un po’ e penso alla solita sfortuna. Faccio una ripresa intorno alle 21:40 UT e individuo i due asteroidi confrontando l’immagine con il planetario. A questo punto programmo una ripresa da 30s ogni 10 minuti e attendo i risultati. Purtroppo la Vergine risultava piuttosto bassa (in quella direzione ho anche degli alberi) e in quella zona c’erano anche velature che si muovevano. Alla fine faccio riprese fino alle 22:40 UT poi devo fermarmi per l’eclisse con gli alberi. Alla fine di tutte le immagini raccolte ne ho salvate solo due: una alle 21:47 UT e una alle 22:31 UT, con 44 minuti tra le due riprese. Ho compostato le due foto allineandole sulle stelle e così si vede il moto dei due asteroidi. Ho ritagliato l’immagine mantenendo un campo di 63’ x 42’ in modo da togliere del campo inutile.

Ho calcolato che la distanza angolare tra Cerere e Vesta è di 22′ 48″. In 44 minuti il moto di Cerere è stato di 18,6″, mentre quello di Vesta è stato di 26,5″. La mia risoluzione angolare teorica sulla fotografia è di circa 1,1″ con la focale di 1,2 m. Le mando quindi la foto ripresa nella notte del 30 giugno. Volevo fare altre riprese nelle serate successive ma il tempo è stato purtroppo brutto, tranne la sera del 5 luglio (massimo avvicinamento), ma io purtroppo non stavo bene (sempre quando fa bello!!!!). Nonostante le difficoltà di una serata non particolarmente buona sono rimasto soddisfatto del risultato ottenuto e ho avuto lo stimolo di ripetere l’esperienza con altri asteroidi e altre congiunzioni.

Mi scusi per la lunga mail, le porgo i miei cordiali saluti da un affezionato lettore.

Roberto Ostorero

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Buonasera alla redazione di Coelum.com,

Ieri è stata una serata molto ‘piena’ dal punto di vista astronomico, con due congiunzioni a deliziare il cielo notturno.

La prima era tra la nostra Luna, il pianeta Marte e la stella Spica, ed è visibile nella parte bassa della prima e seconda immagine allegate (vedi a destra).

Inoltre, poco distante in termini di campo visivo, vi era anche la congiunzione tra Cerere e Vesta (nella parte alta delle prime due foto, box ingrandito della seconda)!

Sono riuscito a catturarle entrambe in un singolo scatto (panorama di due foto) anche se è stato molto difficile bilanciare la luce del nostro satellite e le nubi presenti in cielo. La seconda foto è la prima con aggiunto il box per evidenziare meglio Cerere e Vesta e qualche etichetta per facilitare il riconoscimento della zona di osservazione. La terza foto è uno zoom sulla prima congiunzione, con una bella moltitudine di colori.

Foto prese con Nikon Coolpix P90 su cavalletto, 8″ ISO 100 f5.0 per la prima e seconda, 3″ ISO 100 f4.5 per la terza.

Giuseppe Petricca

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Ciao Talib.

Inaspettatamente questa pazza estate italiana piena di nubi (almeno al settentrione) ha deciso di rispettare lo storico incontro tra Ceres e Vesta.

Il 5 luglio, dopo una giornata molto incerta, verso il tramonto è arrivata una schiarita che mi ha risollevato il cuore. Così sono salito su uno dei valichi che mi circonda per ammirare quei due puntini in cammino fianco a fianco da mesi e quella sera quasi a contatto.

Non hanno voluto mancare nemmeno la Luna al primo quarto, Marte e Spica, schierati nei pressi per rendere omaggio ai protagonisti della serata. Mi sono alternato tra fotografia e osservazione diretta, con in principio il chiarore lunare che inondava il campo del mio binocolone 20×90, chiarore che è scomparso non appena il nostro satellite naturale si è nascosto dietro una montagna permettendomi di godere appieno di un evento per cui si può orgogliosamente affermare “C’ero anche io”.

Ti invio una foto nemmeno particolarmente bella ma sicuramente significativa, scattata al fuoco diretto di un rifrattore da 8 cm. di diametro. Me la terrò stretta e la mostrerò fieramente almeno fino  al… 2081.

Ciao

Claudio Pra

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Mi chiamo Luca Strabla e insieme a Ulisse Quadri e Roberto Girelli faccio parte dello staff dell’osservatorio Astronomico di Bassano Bresciano,

Letto il vostro aticolo sull’ultimo numero di Coelum, in occasione della congiunzione tra i pianetini Cere e Vesta abbiamo scattato alcune fotografie il giorno 3 luglio e il giorno 5 luglio.

Le fotografie sono state esposte al fuoco primario della Camera Schmidt da 32/40 cm 1 mt di focale con camera CCD Starlight MX916. Il tempo di esposizione è stato di 30 secondi. 15 esposizioni sono state sommate al fine migliorare la qualità delle immagini.

Le foto del giorno 5 sono state sommate in due modi diversi, sia allineando le stelle (pianetini mossi) sia allineando i pianetini (stelle mosse)

Ve le inviamo nella speranza che possano essere utili per la rivista

Cordiali saluti

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Buongiorno,

in allegato invio una ripresa del minimo avvicinamento tra gli asteroidi Vesta e Cerere avvenuta il 5 luglio 2014.

La ripresa è stata fatta da Tradate (VA) alle 21:27 U.T. ed è la somma di 8 frame ottenuti con una camera Imaging Source DMK21AU04 al fuoco diretto di un rifrattore Tecnosky APO da 80mm f/7. La distanza tra i due asteroidi è di 9’48”.

Sono rimasto impressionato per la profondità raggiunta con questa strumentazione in quanto ho registrato stelle di 14ma magnitudine (GSC4966-70) e sul frame originale si intravede anche la GSC4966-440 che di m=15.1.

Cordiali saluti

Enrico Mariani

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1 commento

  1. Lo scopo di una ripresa di un passaggio di asteroidi, anche a livello amatoriale, consiste nel rilevarne il “movimento” nella sfera celeste. Questo implica necessariamente la somma di più immagini, intervallate una dall altra da 10-15 minuti, a seconda della focale utilizzata. Più la focale sarà “lunga”, e quindi l ingrandimento, l asteroide apparirà più “veloce”, e meno sarà il tempo di attesa in minuti tra una ripresa e l altra. Nella somma dell immagine finale, si noteranno le stelle fisse, e una serie di puntini “seguenti” che rilevano il percorso dell asteroide. Alcuni software possono anche valutarne la velocità teorica, espressa in pixel/al sec. Le immagini in negativo sono del tutto superflue, così come i dati della separazione angolare espressa in sec/arco tra i due asteroidi, che altro non è che un effetto prospettico visto dal pianeta Terra. Il punto fondamentale è la “direzione”, la traettoria, che l asteroide sta seguendo. Ma questo fattore, è di competenza degli astronomi professionisti, non dell “astrofilo”. Per tutti questi fattori, ritengo che che l immagine più scientificamente valida sia la n.6, di Luca Strabla, di cui personalmente, me ne compiaccio. Saluti.