Due astronauti italiani sulla Luna: l’annuncio NASA e il contributo dell’Italia

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Due astronauti italiani potrebbero camminare sulla Luna nelle future missioni del programma Artemis. A indicarlo è stato Jared Isaacman, amministratore della NASA, durante la Air, Space & Cyber Conference del 15 settembre negli Stati Uniti. Isaacman ha collegato questa prospettiva al contributo italiano alla costruzione di un habitat lunare. Si tratta di un passaggio rilevante, ma non sono ancora stati comunicati i nomi degli astronauti né le missioni alle quali saranno assegnati.

La dichiarazione arriva al termine di un percorso di cooperazione tra Italia e Stati Uniti. Nel marzo 2026 il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e Isaacman hanno firmato a Washington uno Statement of Intent per collaborare allo sviluppo di moduli abitativi, sistemi di comunicazione e attività scientifiche sulla superficie lunare. Alla firma era presente anche Teodoro Valente, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana. Il comunicato diffuso dall’ASI in quell’occasione parlava della partecipazione di almeno un astronauta italiano a future missioni lunari Artemis. L’indicazione di due astronauti è dunque successiva a quell’intesa.

Il contributo industriale più concreto è il Multi-Purpose Habitat (MPH), il modulo abitativo che l’ASI sta sviluppando con Thales Alenia Space Italia e altri partner nazionali. Progettato per ospitare equipaggi e sostenere attività scientifiche sulla Luna, l’MPH richiede tecnologie capaci di affrontare radiazioni, polvere, forti escursioni termiche e altre condizioni difficili della superficie. Nel maggio 2026 il progetto ha superato una valutazione della NASA che ne ha consentito la prosecuzione verso la Preliminary Design Review.

È in questo quadro che va letta la prospettiva annunciata da Isaacman. La partecipazione degli astronauti non è una ricompensa separata dal programma: si inserisce in una collaborazione nella quale l’Italia assume responsabilità scientifiche, tecnologiche e industriali. È anche un impegno economico di grande portata. Secondo quanto riportato da European Spaceflight sulle parole dell’amministratore NASA, il contributo italiano al progetto dell’habitat supererebbe i cinque miliardi di dollari. Una cifra di questa entità merita di essere esaminata insieme ai tempi, ai contratti e ai benefici attesi per la ricerca e per la filiera nazionale.

Siamo felici che l’Italia investa nell’esplorazione lunare e nelle competenze italiane che possono renderla possibile. Proprio per il valore di questa scelta, occorre raccontarla con precisione: l’annuncio dei due astronauti è stato fatto da Isaacman, mentre l’accordo reso pubblico a marzo indicava almeno un’opportunità di volo. Il prossimo passaggio sarà conoscere la formalizzazione degli impegni e i dettagli delle future missioni.