Artemis II verso il rientro: Orion atteso nell’Oceano Pacifico nella notte italiana

2903
0
3 min read 516 words 28 views

La missione Artemis II si avvicina alla conclusione con il rientro della capsula Orion spacecraft previsto nelle prossime ore. Dopo il sorvolo del lato nascosto della Luna il 6 aprile e l’uscita dalla sfera d’influenza lunare il giorno successivo, l’equipaggio è ora in rotta diretta verso la Terra.

A bordo si trovano gli astronauti della NASA Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e l’astronauta della Canadian Space Agency Jeremy Hansen. Selezionati nell’aprile 2023, hanno affrontato tre anni di addestramento congiunto per questa missione circumlunare della durata complessiva di circa 10 giorni.

Nel Flight Day 9, ultimo giorno completo nello spazio, l’equipaggio ha avviato le operazioni di preparazione al rientro, lavorando alla riconfigurazione della cabina, alla messa in sicurezza delle attrezzature e alla revisione dettagliata delle procedure di re-entry e splashdown. Parallelamente sono stati aggiornati i dati meteorologici e lo stato delle squadre di recupero, mentre sono state ripassate anche le operazioni previste dopo l’ammaraggio.

Dal punto di vista dinamico, Orion ha eseguito una manovra di correzione della traiettoria con un’accensione dei thruster della durata di 9 secondi, producendo una variazione di velocità di circa 1,6 m/s (5,3 ft/s). Una ulteriore correzione è programmata nel corso del 10 aprile per rifinire con precisione il corridoio di rientro atmosferico. Durante queste fasi si è verificata una breve perdita del segnale di ritorno, legata a un cambio di data rate, risolta rapidamente senza conseguenze operative.

La sequenza di rientro avverrà nella notte tra il 10 e l’11 aprile (ora italiana), secondo una timeline ormai consolidata:

  • 01:33 (11 aprile) – Separazione del modulo di servizio
  • 01:37 – Accensione finale di correzione della traiettoria
  • 01:53 – Inizio blackout delle comunicazioni per formazione di plasma
  • 02:03 – Apertura dei paracadute stabilizzatori (drogue) a circa 6.700 metri
  • 02:04 – Dispiegamento dei tre paracadute principali a circa 1.800 metri
  • 02:07 – Splashdown nell’Oceano Pacifico, al largo di San Diego

Durante il rientro la capsula raggiungerà velocità prossime ai 38.400 km/h, con carichi fino a 3,9 g sull’equipaggio. Il blackout delle comunicazioni, della durata di circa sei minuti, rappresenta una fase nominale dovuta alla formazione di plasma attorno al veicolo durante il picco di riscaldamento.

EVENTI CRITICI:

  • SEPARAZIONE DEL MODULO EQUIPAGGIO E DEL MODULO DI SERVIZIO (42 MINUTI PRIMA DELL’AMMARAGGIO)
  • ACCENSIONE DI CORREZIONE DEL MODULO EQUIPAGGIO
  • INTERFACCIA DI INGRESSO – ORION ENTRA NELL’ATMOSFERA TERRESTRE (400.000 PIEDI, 13 MINUTI PRIMA DELL’AMMARAGGIO)
  • ESPULSIONE DEL FORWARD BAY COVER (COPERCHIO DEL VANO ANTERIORE) (36.000–24.000 PIEDI)
  • APERTURA DEI PARACADUTE STABILIZZATORI (DROGUE), PILOTA E PRINCIPALI (22.000 PIEDI, 6.800–5.600 PIEDI, 5.000 PIEDI)
  • AMMARAGGIO
  • SGANCIO DEI PARACADUTE PRINCIPALI E ATTIVAZIONE DEL SISTEMA DI RADDRIZZAMENTO DEL MODULO EQUIPAGGIO ORION
  • RECUPERO

Dopo l’ammaraggio, gli astronauti saranno recuperati tramite elicotteri e trasferiti sulla nave anfibia USS John P. Murtha, dove saranno sottoposti alle prime valutazioni mediche post-missione prima del rientro a Houston, presso il Johnson Space Center.

Tutti i parametri indicano un rientro nominale e conforme alla pianificazione. Le manovre di correzione hanno mantenuto Orion all’interno del corridoio previsto, mentre l’anomalia di comunicazione registrata nelle ore precedenti è stata gestita senza impatti sulla missione. Il rientro di Artemis II rappresenta il primo test completo con equipaggio del sistema Orion nello spazio profondo, un passaggio chiave nel programma di esplorazione lunare della NASA.

Fonte: NASA MISSION