Asteroidi del mese de Febbraio 2026

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Asteroidi del mese di Febbraio 2026

(511) Davida

Davida fu scoperto da Raymond Smith Dugan il 30 maggio 1903 dall’osservatorio di Heidelberg, in Germania. Il nome è un omaggio a David Peck Todd, astronomo e professore all’Amherst College, di cui lo scopritore era stato allievo. L’uso del genere femminile fu imposto dalla ferrea consuetudine del tempo di assegnare ai pianetini nomi di donna, e per questo, Dugan fu costretto a declinare in tal modo il nome del suo mentore. Davida percorre un’orbita nella fascia principale esterna con semiasse maggiore di 3,16 Unità Astronomiche, eccentricità di 0,19 e una ragguardevole inclinazione di 15,9 gradi, completando una rivoluzione intorno al Sole in 5,6 anni.

Con un diametro medio stimato intorno ai 290 km, Davida è uno dei più grandi asteroidi della fascia principale, tra il quinto e il settimo per dimensioni. È classificato come asteroide di tipo C, caratterizzato da una superficie scura composta da materiali carbonacei primitivi. Questa composizione comporta un’albedo molto bassa, che lo rende meno luminoso rispetto ad altri asteroidi di dimensioni simili, ma che presentano una natura rocciosa o metallica.

Dal punto di vista fotometrico, l’analisi delle curve di luce ha permesso di determinare con precisione il periodo di rotazione in 5,13 ore. Le immagini prese dai grandi telescopi a terra descrivono un corpo dalla forma irregolare, con una superficie segnata da grandi crateri da impatto.

Come e quando osservarlo

Davida sarà in opposizione il 23 Febbraio, momento nel quale raggiungerà la magnitudine 10,6. Il suo moto sarà di 0,55 secondi d’arco al minuto; quindi, per far sì che l’oggetto mantenga un aspetto puntiforme nelle nostre immagini potremo utilizzare tempi di esposizione fino a 5 minuti. Per ottenere una traccia di movimento dovremo esporre (o integrare) per un tempo più lungo, e con 40 minuti di posa vedremo Davida trasformarsi in una bella striscia luminosa di 22 secondi d’arco.

(11) Parthenope

Parthenope fu scoperto da Annibale de Gasparis l’11 maggio 1850 all’Osservatorio di Capodimonte a Napoli. Il nome è dedicato alla sirena Partenope, figura mitologica strettamente legata alla fondazione della città partenopea, di cui è simbolo ed eponimo. Percorre un’orbita nella fascia principale interna con semiasse maggiore di 2,45 Unità Astronomiche, eccentricità di 0,10 e inclinazione di 4,6 gradi, completando una rivoluzione intorno al Sole in 3,84 anni.

Parthenope è un grande asteroide con un diametro medio di circa 150 km. Appartiene al tipo S, il che indica una composizione prevalentemente rocciosa e una superficie dotata di un albedo moderatamente alta, tipico dei corpi della fascia interna, a differenza degli asteroidi più scuri e carbonacei diffusi nella fascia esterna.

Dal punto di vista fotometrico, l’analisi delle curve di luce ha permesso di determinare un periodo di rotazione di 13,72 ore, con delle variazioni che suggeriscono una forma piuttosto irregolare.

Come e quando osservarlo

Parthenope sarà in opposizione il 25 febbraio, momento nel quale raggiungerà la magnitudine 10,2. Il suo moto sarà di 0,63 secondi d’arco al minuto; quindi, per far sì che l’oggetto mantenga un aspetto puntiforme nelle nostre immagini potremo utilizzare tempi di esposizione fino a 5 minuti. Per ottenere una traccia di movimento dovremo esporre (o integrare) per un tempo più lungo, e con 40 minuti di posa vedremo Parthenope trasformarsi in una bella striscia luminosa di 25 secondi d’arco.

(07) Iris

Iris fu scoperto da John Russell Hind il 13 agosto 1847 dall’Osservatorio di George Bishop a Londra (Regent’s Park). Il nome deriva da Iris, la dea greca dell’arcobaleno e messaggera degli dèi, incaricata di portare agli uomini gli ordini di Zeus e di Era. Iris fu il primo asteroide scoperto da Hind e il settimo in assoluto ad essere individuato. Percorre un’orbita nella fascia principale interna con semiasse maggiore di 2,38 Unità Astronomiche, eccentricità di 0,23 e inclinazione di 3,51 gradi, completando una rivoluzione intorno al Sole in 3,69 anni.

Iris è uno dei più grandi asteroidi di tipo S della fascia principale, con un diametro medio stimato di circa 200 km. La sua superficie è composta da roccia mista a metalli e presenta un’albedo molto elevata, che lo rende un oggetto eccezionalmente brillante anche in strumenti di piccolo diametro. Questa alta riflettività, unita alla vicinanza al Sole durante il perielio, fa sì che Iris possa diventare talvolta più luminoso persino di corpi assai più grandi come Vesta o Pallas.

Dal punto di vista fotometrico, l’analisi delle curve di luce indica un periodo di rotazione di 7,14 ore. Le osservazioni da terra hanno rivelato una forma piuttosto schiacciata, segnata da una grande depressione, forse generata a seguito di un impatto. E’ interessante notare come lo spettro di Iris coincida con quello di uno specifico tipo di meteoriti, le condriti ordinarie di tipo L. Questa speciale similitudine suggerisce che Iris possa essere il corpo progenitore di questa classe di meteoriti, frammenti espulsi proprio da quell’antico evento collisionale, poi caduti sulla Terra.

Come e quando osservarlo

Iris sarà in opposizione il 27 febbraio, momento nel quale raggiungerà la magnitudine 8,9. Il suo moto sarà di 0,66 secondi d’arco al minuto; quindi, per far sì che l’oggetto mantenga un aspetto puntiforme nelle nostre immagini potremo utilizzare tempi di esposizione fino a 5 minuti. Per ottenere una traccia di movimento dovremo esporre (o integrare) per un tempo più lungo, e con 40 minuti di posa vedremo Iris trasformarsi in una bella striscia luminosa di 26 secondi d’arco.

 


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